Le organizzazioni criminali internazionali saccheggiano le risorse della Terra

World Environment Day, Unep ed Interpol: l’ecomafia vale 258 miliardi di dollari (VIDEO)

Crimini ambientali aumentati del 26%, hanno superato il traffico di armi leggere

[5 giugno 2016]

Unep orango

Secondo il nuovo rapporto “The rise of environmental crime”, pubblicato da Unep e Interpol in occasione del World Environment Day 2016 «Il valore dei crimini contro l’ambiente ha conosciuto un aumento del 26% in comparazione alle stime precedenti, raggiungendo oggi un ammontare situato tra 91 e 258 miliardi di dollari, contro  i 70 – 213 miliardi di dollari nel 2014»,

Il rapporto dimostra che «Le leggi lassiste e le forze di sicurezza che soffrono per finanziamenti insufficienti danno la possibilità alle reti criminali organizzate e ai gruppi ribelli armati di arricchirsi grazie a un commercio che alimenta i conflitti, devasta gli ecosistemi e minaccia di estinzione le specie selvatiche».

Il direttore esecutivo uscente dell’Unep, Achim Steiner, ha sottolineato che «L’Interpol e l’Unep hanno unito le loro forze per attirare l’attenzione di tutto il mondo sull’ampiezza della criminalità ambientale. Le vaste somme di denaro generate da questi crimini mantengono in attività delle organizzazioni criminali internazionali sofisticate e alimentano l’insicurezza in tutto il mondo. Il risultato devastante sia per l’ambiente che per le economie locali ma anche per tutte le persone minacciate da questi business criminali. La comunità internazionale deve unirsi subito per prendere misure nazionali e internazionali forti per mettere fine alla criminalità ambientale».

Ormai i traffici delle ecomafie superano di gran lunga il traffico illegale di armi leggere che è valutato in 3 miliardi di dollari. Interpol e Unep spiegano che «Si tratta della quarta attività criminale più combattuta al mondo, dopo il contrabbando di droghe, la contraffazione e la tratta di esseri umani. Le somme di denaro perse a causa dei crimini contro l’ambiente sono 10.000 volte più importanti di quelle spese dalle agenzie internazionali per porvi rimedi. Cioè tra i 20 e i 30 milioni di dollari».

Jürgen Stock, il segretario generale dell’Interpol, ha evidenziato che  «I crimini contro l’ambiente si moltiplicano a un ritmo allarmante. La complessità di questo tipo di criminalità esige un intervento multisettoriale sostenuto da una collaborazione transfrontaliera. Grazie alle sue capacità di attività di polizia a livello mondiale, Interpol è risolutamente impegnata a lavorare in partnership con i suoi Paesi membri con l’obiettivo di lottare contro le reti criminali organizzate coinvolte nella criminalità ambientale».

“The rise of environmental crime” raccomanda l’approvazione di disposizioni, leggi e sanzioni forti a livello nazionale e internazionale, così come misure miranti a chiudere i paradisi fiscali, un aumento del sostegno finanziario proporzionato alla grave minaccia che la criminalità ambientale pone allo sviluppo sostenibile, degli incentivi economici e dei mezzi di sussistenza alternativi per le persone al più basso livello della catena che alimenta la criminalità ambientale.

Interpol e Unep rivelano che «L’ultimo decennio ha visto la criminalità ambientale aumentare dal 5 al 7% all’anno. Questo significa che il crimine contro l’ambiente, che include il commercio illegale della vita selvatica, la criminalità delle imprese nel settore forestale, l’estrazione e la vendita illegale di oro e di altri minerali, la pesca illegale, il traffico di rifiuti pericolosi e la frode sui carbon credit, è aumentato da 2 a 3 volte più rapidamente del PIL mondiale».

Pour contrastare il commercio illegale di fauna e flora selvatiche, il sistema dell’Onu e i suoi partner hanno lanciato la campagna Wild For Life, che ha il sostegno di star come Gisele Bündchen, Yaya Touré e Neymar Jr, per mobilitare milioni di persone ad agire contro il bracconaggio e il traffico di prodotti realizzati con la vita selvatica. Migliaia di persone, compresi 25 ministri, hanno “adottato” una specie a rischio e si sono impegnate a proteggere la vita selvatica.

Quest’anno è l’Angola il Paese che ospita le celebrazioni del World Environment Day e il governo di Luanda ha aderito al Wild For Life promettendo di farla finita con il commercio nazionale illegale di avorio, rafforzando i controlli  alle frontiere e ripristinando la sua popolazione di elefanti attraverso stringenti misure di salvaguardia. Nell’ultimo decenni in Africa è stato abbattuto oltre un quarto della popolazione di elefanti e alcune delle specie più vulnerabili – come elefanti e rinoceronti – vengono uccise a un ritmo senza precedenti che è aumentato di oltre il 25% all’anno negli ultimi 10 anni.

Il rapporto si occupa anche di come il denaro frutto dello sfruttamento delle risorse naturali finanzia i gruppi  ribelli, le reti terroristiche e le mafie internazionali. Durante gli ultimi 10 anni, i bracconieri hanno ucciso in media 3.000 elefanti all’anno solo in Tanzania, una strage che vale 10,5 milioni di dollari per i trafficanti di avorio, una cifra 5 volte più alta del bilancio nazionale dedicato alla protezione della vita selvatica.

Gruppi criminali organizzati. Il rapporto sottolinea che «Le reti criminali transnazionali organizzate si servono della criminalità ambientale per ripulire il denaro proveniente dal traffico di droga». Per esempio, l’estrazione illegale dell’oro in Colombia è ormai considerata come uno dei mezzi più remunerativi per riciclare il denaro frutto del commercio nazionale di droga.

Le ecomafie internazionali sono anche coinvolte nel traffico di rifiuti e di prodotti chimici pericolosi e utilizzano etichettature ingannevoli per sfuggire agli organismi incaricati di applicare le leggi. Nel 2013, l’Office on Drugs and Crime dell’Onu (UNODC) dichiarò che «Il commercio illegale di rifiuti elettronici nel Sud-Est Asiatico e nel Pacifico è stimato in 3,75 miliardi di dollari all’anno».

Gruppi ribelli. Le reti criminali legate ai conflitti armati nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) destinano circa il 2% delle loro entrate al finanziamento di circa 49 gruppi ribelli diversi. Secondo stime dell’Onu, «Lo sfruttamento illegale delle risorse naturali nell’est della Rdc è valutato tra 722 e 862 milioni di dollari all’anno».

Disboscamento illegale. Il giro di affari prodotto dalla criminalità legata alle foreste, compresi I crimini industriali e lo sfruttamento illegale delle foreste, è stimato tra I  50 e I 152 miliardi di dollari all’anno.

Criminalità dei colletti bianchi. Il rapporto analizza l’aumento dei crimini contro l’ambiente perpetrati dai colletti bianchi: dall’utilizzo dei paradisi fiscali per riciclare il denaro proveniente dallo sfruttamento illegale delle foreste fino ai transferts erronei, passando per l’hacking e il furto di identità. Il mercato del carbonio e dei prodotti di base conoscono la più forte crescita al mondo e i casi di frode nel Carbon credit  implicano delle quantità di transferts e di profitti che raggiungono milioni di dollari.

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  • WORLD ENVIRONMENT DAY 2016

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