Wwf e Marina militare insieme per difendere il Mar Mediterraneo

«Servono 80-90 anni per ricambio acque superficiali, 7.500 anni per l’intero volume. Il Mare Nostrum non riesce a smaltire l’inquinamento»

[9 giugno 2015]

marina militare wwf mediterraneo

Parte da Venezia a bordo della nave scuola Palinuro della Marina Militare la nuova Campagna di sensibilizzazione “MEdiTErraneo” voluta dal WWF e dalla Marina Militare: un periplo di 8.000 chilometri di coste che in 5 tappe da giugno a settembre  inviterà gli italiani a conoscere meglio, amare e difendere il mare. Con la collaborazione degli allievi della Scuola Navale “Francesco Morosini” e degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, l’obiettivo è svelare a migliaia di visitatori che visiteranno la nave quanto il Mediterraneo faccia parte della nostra storia e della nostra identità culturale, quante bellezze ci siano da scoprire e soprattutto da difendere. La Campagna è stata presentata questa mattina a bordo della nave Palinuro nell’ambito di Expo Venice Acquae.

Nei moli di attracco e a bordo della nave saranno allestiti stand con materiali informativi sulle attività del WWF in difesa di specie e ambienti; una speciale iniziativa coinvolgerà  i visitatori per un ‘selfie’ da inviare ai propri amici e scattato accanto ad una sagoma allestita in banchina della specie più grande del Mediterraneo e la seconda al mondo, la balenottera comune.

«E’ il Mare Nostrum culla delle più grandi civiltà del passato e regno della biodiversità del presente a chiederci aiuto – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia – è un mare relativamente piccolo, intensamente popolato, sintesi di culture, paesaggi, architettura, cibo e contaminazioni tra Oriente e Occidente. Siamo figli di questo Mediterraneo di cui oggi abusiamo inquinandolo, con le microplastiche, con sostanze chimiche pericolose, con una pressione turistica concentrata nei pochi mesi estivi, un traffico navale frettoloso e intenso in aree troppo sensibili e una pesca eccessiva. Vogliamo coinvolgere i cittadini del Mediterraneo, sensibilizzarli per aiutarci a compiere un passo importante verso la straordinaria biodiversità di questo mare, a partire dal Santuario che dovrebbe difendere i cetacei».

Le 5 tappe saranno: Venezia (11-14 giugno), Ortona (27-28 giugno), Catania (4-5 luglio), Livorno (11-12 luglio) e infine Montecarlo (10-14 settembre). Queste ultime due saranno particolarmente significative poiché situate alle ‘porte’ del Santuario Pelagos: uno degli obiettivi della Campagna è infatti quello di rendere, a 16 anni dalla sua nascita, l’area dell’accordo Pelagos una reale zona protetta in quanto habitat principale delle Balenottere comuni, capodogli e stenelle e ancora a rischio per traffico navale mal gestito  e inquinamento. Insieme ad altre 16 associazioni il WWF aveva già lanciato un Appello lo scorso marzo chiedendo di consolidare la collaborazione tra gli Stati  firmatari (Italia, Francia e Principato di Monaco) rispettando l’impegno internazionale affinchè Pelagos diventi un esempio internazionale di conservazione di biodiversità marina.

Grazie al successo delle scorse edizioni, riprende per il terzo anno consecutivo l’iniziativa congiunta tra l’associazione del Panda e la Marina Militare che proprio quest’anno hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per la divulgazione e la ricerca sul mare. Il legame in realtà risale a 37 anni quando venne lanciata la prima Campagna di sensibilizzazione italiana sul tema,  “Il mare deve Vivere” , con la celeberrima Amerigo Vespucci.

«Questo piccolo angolo di ‘oceano’ ricchissimo di biodiversità con specie importanti, dalle balenottere ai delfini, dalle tartarughe ai tonni, contiene anche molto ‘di noi’ – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia – il suo lento ricambio, 80-90 anni per le acque superficiali e l’intero volume in ben 7.500 anni,  non riesce a smaltire l’inquinamento prodotto dalle nostre attività. Le minacce sono tante dalle piattaforme estrattive petrolifere alle plastiche, simbolo della nostra civiltà. Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica PLOS one c’è un rifiuto plastico ogni 4 metri quadrati di mare Mediterraneo, sia come piccoli frammenti che come oggetti più grandi (contenitori, sacchetti, etc) ; una massa inquinante  stimata tra le 1.000 e le 3.000 tonnellate e comparabile con le grandi ‘isole di plastica’ galleggianti osservate negli Oceani».