Wwf: la richiesta della Regione Toscana di abbattere i lupi è pura demagogia (VIDEO)

La richiesta al Governo di abbattere il 5% della popolazione è pari a circa 25 esemplari

[26 ottobre 2017]

Il Wwf demolisce la richiesta inviata dalla giunta regionale della Toscana al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti di “gestire” la popolazione di lupi  abbattendone il 5%. Il Panda toscano di ce che «L’Assessore Remaschi sa benissimo che la richiesta degli abbattimenti, così come è formulata, non potrà mai essere accolta dal ministero dell’Ambiente perché non rispetta i requisiti richiesti dalla Direttiva Habitat, che prevede la possibilità di deroghe ma solo se la popolazione è in buono stato di conservazione in casi assolutamente particolari e circostanziati, in cui le migliori azioni di prevenzione sono già state messe in atto in azienda ma non sufficienti ad evitare notevoli e reiterati danni economici “ed in Toscana siamo ben lontani da questa situazione».

Secondo il Wwf Toscana, «Per aiutare concretamente gli allevatori, “regioni e province attivino su tutto il loro territorio programmi di prevenzione efficaci, affiancando agli allevatori tecnici preparati che studino con loro le soluzioni di prevenzione migliori per ciascuna realtà e riconoscendo i costi accessori della loro messa in atto, accedendo agli ingenti fondi europei per l’agricoltura.  Nel caso dei danni da lupo, infatti, la Commissione Europea conferma ancora una volta che non devono sottostare al regime di de minimis».

Il Wwf fa notare alla Regione che «E’ importante, inoltre riconoscere, il valore delle aziende virtuose che, facendosi carico della situazione, hanno adottato autonomamente misure anche impegnative che hanno riportato le predazioni a livelli sostenibili con adeguati indennizzi, come hanno fatto ad esempio gli allevatori di DifesAttiva nel grossetano, dove i sono stati presentati alcuni dei risultati preliminari del progetto Life MedWolf, in scadenza quest’anno, che ha visto tra i partner tutti i portatori di interesse, dalle associazioni ambientaliste a quelle di categoria».

L’associazione ambientalista conclude: «Non dobbiamo lasciare gli allevatori da soli a confrontarsi con un problema complesso. Il Wwf Italia con le donazioni raccolte dai nostri sostenitori sta sostenendo l’adozione di cani da guardiania e supportando la ricerca scientifica su cui basare ogni scelta gestionale. Le regioni adottino prontamente il Piano di Gestione e Conservazione mettendo la parola fine su abbattimenti che, sommandosi al bracconaggio ancora fortissimo, non farebbero che acuire sia il problema dell’ibridazione che quello dei danni al bestiame».

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