Wwf: «La Toscana vuole sparare al lupo? Eppure non spende un euro in prevenzione»

Intanto il ministro dell’ambiente respinge la richiesta della Lega del Veneto di sparare ai lupi con proiettili di gomma

[9 agosto 2018]

Dopo la firma della sacra alleanza anti-lupo tra gli assessori all’agricoltura della Regione Toscana e delle Province autonome di Trento e Bolzano, è partito il fuoco di fila delle associazioni ambientaliste e animaliste, a partire dal Wwf  che dice: «E’ curioso che a chiedere di intervenire sui lupi tramite abbattimenti per limitare i danni all’allevamento sia proprio la Regione Toscana, visto che quest’anno non ha stanziato un solo euro per la prevenzione. Questo somma al danno la beffa per gli allevatori, dato che in Regione gli indennizzi li possono ricevere solo gli allevatori che hanno già messo in atto adeguate misure di prevenzione, che purtroppo rappresentano ancora una minima parte».

In difesa di Remaschi scende in campo Giordano Pascucci, direttore di Confesderazione italiana agricoltori (Cia) Toscana, secondo il quale  è «Positivo e necessario il fronte comune per la gestione delle popolazioni di lupo. E’ senza dubbio un’iniziativa che condividiamo quella intrapresa dall’assessore regionale all’agricoltura Remaschi, insieme ai colleghi di Trento e Bolzano per affrontare una problematica che sta mettendo a rischio la sopravvivenza ed il futuro di centinaia di allevatori, di cui molti giovani imprenditori.  L’obiettivo è di dare risposte concrete agli agricoltori che mantengono un presidio economico, sociale ed ambientale in aree montane ed a forte disagio e svantaggio va non solo apprezzato ma sostenuto con determinazione da istituzioni, forze politiche, economiche e sociali. Come Cia Toscana siamo da sempre al fianco degli allevatori che operano in condizioni sempre più difficili e precarie, per affermare e tutelare i loro diritti, per salvaguardare le loro attività e reddito»

Non la pensa affatto così Marco Galaverni, responsabile specie e habitat Wwf Italia, che boccia senza mezzi termini la richiesta della Regione Toscana che, “copiando” quanto fatto dalle province autonome di Trento e Bolzano, vuole gestire in autonomia il lupo – cioè abbattere -, specie protetta a livello europeo oltre che dalle leggi italiane: «Al di là dell’incostituzionalità della richiesta, perché la tutela della fauna è materia di competenza statale, e dell’assoluta non efficacia della degli abbattimenti per ridurre i danni, come dimostrato da studi in ogni parte del mondo, è grottesco che la Regione non abbia nemmeno accolto la nostra proposta di mettere in campo alcuni dei migliori tecnici sulla prevenzione per supportare al meglio gli allevatori nel ridurre davvero i danni al bestiame e per di più a costo zero, perché il tutto sarebbe stato sostenuto dalle donazioni raccolte dal Wwf a favore del lupo. Purtroppo, è evidente  che siamo alla pura demagogia. Intanto il Wwf continua a mettere in campo azioni concrete, visto che i volontari supportati dai fondi raccolti a maggio grazie all’ SMS solidale stanno aiutando gli allevatori di DifesAttiva  nelle zone più critiche della Maremma toscana, mentre molti giovani volontari stanno partecipando proprio in questi giorni al Progetto Pasturs, l’iniziativa sostenuta da WWF e altri partner volta a facilitare la coesistenza tra i grandi carnivori e le attività di pastorizia sulle Alpi Orobie».

Ma le velleità anti-lupo di Toscana e Trentino-Alto Adige potrebbero trovare un ostacolo insormontabile proprio nel ministro dell’ambiente Costa al quale si rivolgono per mettere fine a un’emergenza che – soprattutto nelle province di Trento e Bolzano – non c’è. Il ministro ha infatti appena respinto il tentativo di sparare ai lupi con proiettili di gomma. Come spiega la Lav, «Un tentativo orchestrato da una compagine leghista alla ricerca di consenso: Vannia Gava, sottosegretario all’ambiente; Nicola Finco, consigliere regionale veneto (primo firmatario della Legge Regionale “ammazzalupi”) e Giuseppe Pan, assessore veneto alla caccia. Un progetto annunciato a Gallio, altopiano di Asiago, una delle aree venete, assieme alla Lessinia, maggiormente interessate dalle predazioni dei lupi nei confronti degli animali lasciati liberi al pascolo. E’ chiaro che il fallito tentativo rappresentava l’avvio di un piano molto più pericoloso, che prevedeva di sdoganare l’uso dei fucili nei confronti dei lupi. Al quale sarebbe seguito, come una mera formalità, il passaggio dai proiettili in gomma a quelli in piombo».

Il ministro Costa ha invece annunciato che a settembre riprenderà la discussione del piano lupo, bloccato lo scorso anno, grazie anche alla forte protesta di ambientalisti e animalisti, proprio perché prevedeva l’abbattimento di “quote” di lupi. Massimo Vitturi, responsabile area animali selvatici della Lav  promette: «Noi vigileremo perché quel piano, che contiene più di venti azioni utili a favorire la convivenza tra i lupi e le attività umane esercitate sui loro territori, sia approvato con la cancellazione del capitolo che ne consente l’uccisione».

La proposta di utilizzare proiettili di gomma contro i lupi era stata bocciata subito anche da Isabella Pratesi, direttrice  conservazione Wwf Italia: «Sparare ai lupi con proiettili di gomma? Un fallimento in tema di convivenza: per difendere le greggi dai predatori è meglio mettere in atto sistemi efficaci di prevenzione. In attesa di conoscere i dettagli della richiesta del Veneto al Ministero, ricordiamo che sparare ai lupi con proiettili di gomma per limitare gli attacchi al bestiame è di difficile attuazione e non ha prove scientifiche di efficacia. Per tenere lontani i predatori dalle greggi esistono sistemi come le recinzioni elettrificate, ricoveri notturni e i cani da guardiania, soluzioni ampiamente sperimentate che danno ottimi risultati se messe in atto in associazione. Gli allevatori devono essere adeguatamente sostenuti per scegliere al meglio e realizzare queste misure, e negli eventuali casi residui devono poter contare su una burocrazia più snella per ottenere risarcimenti congrui. Quella della convivenza è una sfida difficile ma che si vince insieme basandosi sui dati di fatto, non certo con la demagogia»