Il Wwf preoccupato per la sorte di pesce spada, squali e tonni

Non c'è tempo da perdere. Vanno prese misure immediate per invertire il declino dello stock

[11 ottobre 2016]

pesce-spada

Dopo il 2016 Meeting of the SCRS (Comitato permanente per la ricerca e le statistiche) dell’International commission for the conservation of atlantic tunas  (Iccat) che si è tenuto a Madrid e che fornirà gli elementi per le decisioni che influenzano il destino di  specie chiave quali il pesce spada, il tonno rosso e gli squali nel Mediterraneo, Giuseppe di Carlo, direttore della Mediterranean Marine Initiative del Wwf, dice: «Siamo molto preoccupati per il futuro del pesce spada del Mediterraneo. Non c’è tempo da perdere. Vanno prese  misure immediate per invertire il declino dello stock. Circa l’85% della flotta di pesca del pesce spada nel Mediterraneo è costituita da imbarcazioni dell’Ue ed è a  questa che spetta prendere l’iniziativa per garantire un futuro sicuro per questa specie iconica del Mediterraneo».

Al summit Iccat si è discusso anche di altre specie e per queste il Wwf «esorta le parti contraenti a fare progressi nella definizione delle norme per il controllo delle catture (Hcr)  e per  la conservazione e  gestione sostenibile. E’ il caso degli squali, in particolare della verdesca (Prionace glauca) e dello squalo mako (Isurus oxyrinchus). E’ necessario fare progressi anche nella gestione dei tonni tropicali, in particolare del tonno obeso (Thunnus obesus) che risulta sovra-sfruttato». Per quanto riguarda il tonno rosso, il Wwf  incoraggia le parti contraenti dell’Iccst a «mantenere  le quote di cattura ai livelli stabiliti dal piano di recupero per il 2017» cioè 23,155 tonnellate.

Come già fatto anche da Oceana, il Wwf  ricorda che negli ultimi 30 anni il pesce spada del Mediterraneo è stato sovrasfruttato: «La biomassa dello stock di questa specie è inferiore dell’88% rispetto ai livelli considerati sostenibili.  Secondo il parere della comunità scientifica, attualmente stiamo pescando il pesce spada il doppio rispetto al livello considerato sostenibile.  Con sempre più frequenza i pesci vengono catturati prima che abbiano avuto il tempo di riprodursi: si tratta di esemplari sottotaglia che rappresentano fino al 70% delle catture attuali. Gli  stock di pesce spada hanno urgente bisogno di misure che consentano il loro recupero».

Per salvare i pesci spada Il Panda ha presentato delle  raccomandazioni: Un limite alle catture totali ammissibili (TAC) per ridurre la mortalità da pesca; La chiusura della pesca con i palangari pelagici da ottobre a febbraio per proteggere gli esemplari giovani; L’istituzione di una taglia minima di conservazione in relazione alla maturità sessuale del pesce spada nel Mediterraneo, secondo i migliori pareri scientifici a disposizione; Maggiore monitoraggio, controllo e sorveglianza per evitare catture illegali.

Isabella Pratesi, direttrice del Programma conservazione del Wwf Italia, conclude: «La tutela del pesce spada nel Mediterraneo è un obiettivo che dobbiamo assolutamente raggiungere non soltanto per mantenere e aiutare sistemi di pesca tradizionale che sostengono il benessere di importanti comunità costiere, ma per garantire quegli equilibri ecologici da cui dipende la produttività di tutto il Mediterraneo. Senza i grandi predatori, come il pesce spada e il tonno, avremmo un mare più povero e vuoto. L’azione condotta dal Wwf per la protezione del tonno rosso, specie che negli anni si è drammaticamente avvicinata all’estinzione commerciale e che ora sta fortunatamente recuperando, ha dimostrato che con intelligenza,  bilanciando gli sforzi e con il contributo di tutti, è possibile aiutare questi grossi pesci pelagici a recuperare un equilibrio fondamentale per la loro sopravvivenza, per il benessere degli ecosistemi marini ma  soprattutto per un mare sano e produttivo».