Arci Caccia e Libera Caccia Pistoia: basta con la caccia ai cacciatori nel Padule di Fucecchio

Wwf: troppi bracconieri nel Padule di Fucecchio

Amici del Padule di Fucecchio: dai cacciatori frasi scomposte e prive di alcun fondamento logico

[28 novembre 2017]

Nel territorio nei dintorni del Padule di Fucecchio continuano i controlli venatori delle Guardie Giurate del Wwf Italia e il delegato regionale del Panda per la Toscana, Roberto Marini, spiega che «La scorsa settimana, in una vasta operazione interessante i territori pistoiese e fiorentino compreso il Padule di Fucecchio, ha visto impegnati una quindicina di agenti che sono intervenuti su specifiche segnalazioni da parte di cittadini e su situazioni programmate d’ufficio. Le pattuglie in servizio hanno accertato diverse violazioni amministrative ed illeciti penali. Per le violazioni di carattere penale venivano denunciate tre persone per mancato rispetto delle leggi di pubblica sicurezza. Una persona nella zona tra Cerreto Guidi e Lamporecchio è stata denunciata per uccisione di fauna particolarmente protetta quali i migliarini di palude e fauna protetta come i fringuelli, come previsto dalla Legge Nazionale 157/92 che regolamenta la tutela della fauna. Il Migliarino di Palude è una specie di piccole dimensioni che vive prevalentemente nelle zone umide tra stagni e canneti; durante l’inverno frequenta anche le aree agricole, in special modo quelle incolte. Altre violazioni sono state rilevate per mancato rispetto della distanza di sicurezza da abitazioni e strade pubbliche. In un caso accertato la persona esercitava la caccia con fucile carico a 4 metri da una civile abitazione».

Il campo antibracconaggio a tutela dell’area del Padule di Fucecchio è organizzato dall’ufficio coordinamento nazionale vigilanza del Wwf Italia e continuerà sino alla fine di dicembre 2017 con i controlli a tutela della fauna nelle area del Padule di Fucecchio compresa nei territori provinciali di Pistoia, Lucca e Firenze. Ma Marini sottolinea che  »il contesto non è certo dei migliori, mancano i controlli sulla tutela ambientale; l’attuale situazione creatasi dalla riforma della pubblica amministrazione ha generato un pericoloso vuoto normativo che non facilita certo l’opera delle forze di polizia esperte per questo settore, tra queste la polizia provinciale ed i carabinieri forestali. Insomma una situazione estremamente dannosa per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza dei cittadini che deve essere risolta il prima possibile».

E l’operazione del Wwf ha fatto arrabbiare qualcuno, tanto che interviene anche la presidente degli Amici del Padule di Fucecchio, Simona Petrassi: «Frasi scomposte e prive di alcun fondamento logico: non sapremmo come meglio definire le dichiarazioni di alcuni rappresentanti di associazioni venatorie locali, che hanno voluto trovare un nesso fra la situazione di crisi nella quale versa il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio e le operazioni antibracconaggio portate avanti nell’area palustre da guardie venatorie volontarie e da carabinieri forestali».

La Pretrassi premette che «gli Amici del Padule di Fucecchio sono solo un socio del Centro RDP e che quindi, come correttezza vuole, questo comunicato esprime solo la posizione della nostra associazione» e aggiunge «ci preme fare un paio di considerazioni. La prima è che quando vi sono controlli per ripristinare la legalità tutti dovrebbero dichiararsi soddisfatti. E che ci fosse necessità di questi controlli lo dimostra il fatto che, nonostante il campo fosse stato preannunciato con un comunicato stampa, in pochi giorni sono stati elevate numerose sanzioni per reati amministrativi e penali.  Vogliamo ricordare che la scorsa stagione venatoria nei mesi invernali si sono verificati episodi gravissimi di bracconaggio che hanno interessato in particolare la Riserva naturale. A più riprese sono stati lanciati dei razzi traccianti all’interno dell’area Le Morette per indurre i numerosi uccelli in essa presenti ad uscire e diventare bersaglio. Questi fatti sono stati oggetto di deposizioni dettagliate ai Carabinieri, documentate anche da foto, da parte dei volontari della nostra associazione. Abbiamo denunciato questi fatti sulla stampa ed anche l’uso di richiami acustici. Non abbiamo avuto contatti con guardie volontarie, ma abbiamo scritto un rapporto dettagliato al Ministero dell’Ambiente.

La seconda considerazione degli Amici del Padule di Fucecchio riguarda «un corollario delirante riecheggiato in varie dichiarazioni. La tesi è che  “se le associazioni ecologiste vogliono gestire le aree protette, dovrebbero sostenerne i costi di tasca loro”.  E’ incredibile che a questi signori, che noi vorremmo incontrare, non sia mai venuto in mente che tutelare la natura, la flora e la fauna, all’interno di un’area di proprietà pubblica come la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio sia un’attività tecnica di rilevante interesse pubblico. Non sanno evidentemente che esistono precisi impegni normativi che obbligano lo stato attraverso le sue articolazioni territoriali a tutelare le aree di rilevante interesse per la biodiversità. Ignorano evidentemente che la buona gestione della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, sia stata il frutto del lavoro di esperti, che hanno messo a punto un protocollo operativo, e che esso è stato attuato da professionisti qualificati, coadiuvati dall’aiuto volontario dei nostri soci.  Sarebbe come dire che i medici e gli insegnanti dovrebbero finanziare rispettivamente la sanità e la scuola!»

Il 24 novembre  Arci Caccia e Libera Caccia Pistoia avevano pubblicato un comunicato congiunto intitolato “Basta con la caccia ai cacciatori nel Padule di Fucecchio” nel quale si legge: «Nei giorni scorsi sono stati pubblicati, sui quotidiani locali, articoli che glorificano l’operato di un campo antibracconaggio messo in campo dal Wwf nel cratere del Padule di Fucecchio. Niente abbiamo da obbiettare sulle attività di controllo, che vengono svolte con coscienza anche dalle guardie delle associazioni venatorie, attive 365 giorni l’anno e non soltanto in periodi spot. Quello che invece ci disturba molto è l’atteggiamento da processo mediatico che contraddistingue gli articoli apparsi sulla stampa. I cacciatori, non ci stancheremo mai di dirlo, sono tutti incensurati per obbligo e, fino a prova contraria, persone per bene, che vivono la natura appieno, gestendola e cogliendone i frutti. Per questo, non può che crearci irritazione scoprire che un’area come quella del Padule di Fucecchio, che da secoli viene plasmata e mantenuta grazie al lavoro di cacciatori, pescatori e agricoltori sia adesso minacciata dagli appostamenti fissi, che al contrario sono la più efficace difesa dell’area palustre contro l’interramento progressivo. Così come ci irrita la generalizzazione con cui vengono attribuiti a tutta la categoria uccisione di specie protette e uso di mezzi di caccia illeciti. Ma d’altra parte la fonte di questi articoli saranno sicuramente i comunicati stampa diffusi da estremisti animalisti come quelli che stanno organizzando questi campi e che, stando alle segnalazioni dei nostri associati, si distinguono per la maleducazione e gli intenti, non di controllo, ma di punizione a tutti i costi. Questo non è tollerabile verso una categoria che svolge un’attività lecita, autorizzata e rigidamente normata. Per questo invitiamo i cacciatori pistoiesi a segnalarci ogni comportamento scorretto o inappropriato e a denunciare immediatamente alle autorità preposte ogni violazione commessa da soggetti che sono comunque guardie volontarie, con i poteri e le prerogative delle guardie volontarie».