Xylella, le proposte del biologico italiano per fermare l’emergenza

Da Federbio un documento tecnico già inviato alle autorità competenti

[17 aprile 2015]

Per contrastare efficacemente l’emergenza fitosanitaria rappresentata dalla Xylella fastidiosa in Puglia, in particolare «senza il rischio di gravi impatti ambientali, economici e sociali», la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica (Federbio) ha inviato un documento tecnico ricco di proposte al Commissario Giuseppe Silletti ed alle diverse autorità europee, nazionali e regionali.

Nel testo (allegato in fondo pagina) si inanellano mezzi e tecniche conformi alle norme in materia di agricoltura biologica: l’obiettivo, sottolineano da Federbio, è di «evitare quello che potrebbe accadere se si dovessero irrorare con sostanze chimiche di sintesi, sia i campi di olivo che la vegetazione spontanea che ospita l’insetto vettore della Xylella. E’ facilmente intuibile il danno ambientale, di immagine, agroalimentare e turistico, nonché per quanto più strettamente di nostro interesse, il danno per gli olivicoltori biologici che rappresentano in zona il 16% delle aziende e che dovrebbero subire anche la beffa del declassamento del prodotto, da olio biologico a convenzionale, e con la paventata minaccia di perdere pure il contributo previsto dal PSR (Piano di sviluppo rurale) Regionale della Puglia, dal momento che gli oliveti non sarebbero più bio. Questa strategia può, invece, collegarsi al PSR con un progetto di conversione di un territorio che merita di essere riqualificato e valorizzato anche a fini turistici, come un “distretto biologico”».

L’elenco delle proposte, anche se «certamente ampliabile», affronta aspetti particolarmente rilevanti dell’aggressione Xylella, ad esempio provando a evitare l’estirpazione  di alberi dal particolare pregio storico-monumentale, e si pone un obiettivo ambizioso: tentare di «trasformare una vera e propria tragedia in una opportunità di rinascita e di sviluppo sostenibile».

«Il territorio attualmente interessato – sottolinea il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla – vede già una significativa presenza di aziende condotte con metodo biologico e presenta peculiarità e potenzialità che potrebbero trarre indubbio vantaggio da un approccio territoriale alla conversione, anche rispetto alla problematica contingente della lotta al vettore e considerando le opportunità offerte dal nuovo PSR regionale. Anche per questo rinnoviamo la nostra completa disponibilità a approfondire gli aspetti tecnici, normativi e organizzativi inerenti il documento in allegato e a collaborare con le Autorità in indirizzo per trovare soluzioni concrete, praticabili e efficaci rispetto alla problematica di cui si tratta».