Xylella, nuove regole Ue: oltre agli ulivi colpiti saranno abbattute le altre piante che li circondano

La scelta del Comitato permanente dell’Ue, riunitosi a Bruxelles

[29 aprile 2015]

Non solo gli ulivi direttamente attaccati dal batterio Xylella fastidiosa, ma anche tutti quelli che si trovano nel raggio di cento metri dalla pianta incriminata dovranno essere abbattuti, insieme agli altri vegetali soggetti al contagio. È questa la contestata decisione appena assunta dal Comitato permanente per la salute delle piante dell’Ue.

«Il batterio – riferisce in una nota l’Unione europea – è un organismo nocivo da quarantena che colpisce gli ulivi ed è potenzialmente pericoloso per molte altre piante, come la vite e gli agrumi, importanti per l’agricoltura dell’Unione europea. Le nuove misure dell’UE impongono agli Stati membri di notificare la comparsa di nuovi focolai, di effettuare indagini ufficiali, e di delimitare immediatamente le zone infestate. In tali zone sono applicate misure di eradicazione rigorose che comprendono la rimozione e la distruzione delle piante infestate e di tutte le piante ospiti nel raggio di 100 metri, indipendentemente dal loro stato di salute. Le misure prevedono inoltre la possibilità per l’Italia di applicare misure di contenimento in tutta la provincia di Lecce, in cui l’eradicazione non è più possibile. In tal caso resta l’obbligo di eliminare sistematicamente tutte le piante infette e di testare tutte le piante circostanti (entro 100 metri) in una zona di 20 km contigua alle province di Brindisi e Taranto. Le importazioni e la circolazione all’interno dell’Unione di determinate piante note per essere sensibili alla Xylella fastidiosa nel mondo saranno soggette a condizioni rigorose».

La Xylella viene definita dal Comitato Ue come una «minaccia molto grave per il settore agricolo» dell’intera Unione, un pericolo che a loro parere giustifica azioni tanto drastiche sul territorio pugliese. Nel mentre, oltre al primo focolaio del batterio rilevato come noto nella Provincia di Lecce, recentemente è stata confermata un’estensione alla vicina Provincia brindisina.

«L’Ue – ricordano da Bruxelles – ha adottato nel febbraio 2014 misure di emergenza, che sono state ulteriormente specificate nel luglio 2014», mentre la comparsa della Xylella fastidiosa nell’UE è stata comunicata «per la prima volta dalle autorità italiane il 21 ottobre 2013».

Una ricostruzione che presenta rilevanti iato temporali in un contesto ora precipitato in totale emergenza. «Di quanto accaduto e sta accadendo in Puglia – commenta il leader dei Verdi Angelo Bonelli – dovranno essere individuate le responsabilità e comprendere la ragione per la quale le istituzioni regionali e nazionali che erano a conoscenza dell’emergenza Xylella da oltre 3 anni hanno atteso così tanto tempo per adottare misure che si sono poi tradotte nel piano Siletti di massiccia eradicazione poi bocciato dal Tar del Lazio. La decisione della UE dimostra che se si fosse intervenuti in tempo, le eradicazione degli ulivi si sarebbero potute evitare attuando politiche di contenimento e buone pratiche per tutelare le piante dal contagio».