Autostrada Orte-Mestre, il 6 e 7 dicembre parte la mobilitazione contro il progetto

Gli ambientalisti contestano l’operazione dal costo pari a 10 miliardi di euro

[5 dicembre 2013]

E’  partita una mobilitazione per dire no al progetto dell’autostrada Orte-Mestre e nelle regioni e nei comuni coinvolti ed è nato un coordinamento delle associazioni e dei comitati che per il 6 e 7 dicembre lancia la sua prima mobilitazione territoriale. Tante le iniziative previste tra venerdì 6 e sabato 7 dicembre, con convegni e mobilitazioni diffuse e una staffetta in bicicletta da Mestre fino a Orte per spiegare le ragioni del No alla nuova autostrada e per proporre alternative più sostenibili. Il percorso della staffetta ciclistica toccherà simbolicamente tutti i Comuni interessati dall’opera. La partenza è prevista alle 7,15 del 7 dicembre da Mestre e tante sono le tappe previste lungo il percorso tra Veneto, Emilia, Umbria e Lazio.

La preoccupazione per quest’opera che in molti ritengono inutile e dannosa è cresciuta dopo che l’8 novembre il Cipe ha approvato il progetto preliminare della nuova autostrada, con un costo stimato di 10 miliardi di euro, che vorrebbe trasformare la superstrada E45 in una autostrada a pedaggio e realizzare un nuovo tracciato autostradale da Cesena a Mestre.

Legambiente, Lipu, Wwf, MountainWildrness, Pro Natura, Salviamo il Paesaggio ed altre associazioni, comitati e forze politiche che aderiscono alla Rete Nazionale Stop Orte-Mestre (Stop Or-Me) si battono da anni contro questa nuova autostrada perché la ritengono «Un’opera altamente impattante, estremamente costosa e totalmente inutile. Perché la superstrada E45 ha bisogno di interventi di manutenzione e di adeguamenti in alcune parti del tracciato – come a Perugia – ma non ha alcun bisogno di essere ampliata con caratteristiche autostradali per i flussi oggi esistenti e oltretutto in calo per via della crisi economica».

Inoltre quelli di Stop Or-Me sottolineano che «Il nuovo tracciato autostradale di 135 chilometri previsto da Cesena fino a Mestre attraverserebbe territori di grande pregio da un punto di vista agricolo e ambientale, come l’area del Delta del Po con il suo sistema delicatissimo di fondi agricoli, di irrigazione e scolo, e le diverse aree protette ed ecosistemi unici al mondo».

Il coordinamento dice che « Ancora una volta si vogliono favorire il business delle lobby del cemento, gli interessi privati, i grandi speculatori finanziari internazionali, creando degli asset finanziari garantiti da enti pubblici, primo fra tutti la Cassa Depositi e Prestiti che gestisce il risparmio postale. Infatti, la realizzazione della Orte-Mestre costerà 10 miliardi di euro, esclusi i costi degli impatti, e userà i noti “trucchi” del project financing, dei project bond e della defiscalizzazione. Tre meccanismi con cui le casse dello Stato copriranno i mancati rientri dei debiti delle imprese private, aumentando di fatto il debito pubblico presente e futuro. E infatti».

Invece di fare una nuova autostrada lunga 400 Km, per ambientalisti e movimenti sarebbe molto più utile e urgente «Mettere in sicurezza la SS 309 Romea e deviare il traffico pesante di attraversamento sulla A-13 Padova-Bologna per risolvere i problemi in tempi molto più rapidi, con costi molto più contenuti e impatti ambientali ridotti, e magari investire le risorse pubbliche per rafforzare i collegamenti ferroviario». Inoltre, «Questo progetto risulta particolarmente stridente in questo momento, con il trasporto pendolare e su ferro che soffre sempre di più per mancanza di fondi e progressivo disinteresse politico».