La battaglia di Natale tra Sea Shepherd e i bracconieri nell’Oceano Antartico [FOTOGALLERY]

Gli attivisti da 13 giorni all’inseguimento di un peschereccio “nigeriano”

[29 dicembre 2014]

Il giorno di Natale, intorno alle 13,26 ora dell’Australia orientale, la nave Sam Simon del gruppo conservazionista di Sea Shepherd  ha individuato un «tramaglio illegale» abbandonato dalla Thunder, un grosso peschereccio battente bandiera della Nigeria, e ha iniziato a salparlo.

La Thunder aveva calato illecitamente in un’area tra  62° 16’ Sud, 81° 14’ Est, all’interno dell’area sotto la gestione della Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (Ccamlr) ed il tramaglio illegale era stato individuato dalla Bob Barker, un’altra nave di Sea Shepherd. I tramagli sono illegali dal 2004 nell’area Ccalmr  e la Thunder è un peschereccio nella lista nera dell’Interpol.

Il  tramaglio era stato abbandonato il 17 dicembre dalla Thunder, quando la nave era fuggita dinnanzi alla Bob Barker che la aveva beccata mentre pescava senza permesso nell’area Ccamlr, il 25 dicembre  l’equipaggio della Sam Simon ha iniziato a salpare il tramaglio illegale dalle acque antartiche, documenteranno la presenza della fauna marina uccisa dalla rete  e fornirà questa  documentazione alle autorità come materiale probatorio per avviare un procedimento legale contro la Thunder.

Il capitano della Sam Simon, Siddarth Chakavarty , ha sottolineato che «un noto operatore criminale come la Thunder non deve avvicinarsi all’Antartidené ad alcun altro luogo dei nostri oceani. Rimuovendo i tramagli che la nave ha calato in mare in violazione delle norme vigenti stiamo intaccando in misura molto sensibile i profitti, che ammontano a 60 milioni di dollari, accumulati in modo illecito nel corso degli anni dagli armatori e dagli operatori di quella nave. Desideriamo far sì che l’imbarcazione non abbia più modo di funzionare, sotto il profilo logistico, legale e finanziario, e che il suo regno del terrore cessi definitivamente. Sea Shepherd ha la responsabilità di recuperare queste attrezzature, in quanto i tramagli abbandonati si trasformano, con l’andar del tempo, nelle cosiddette reti fantasma. Lasciate alla deriva in Oceano meridionale causano devastazione, uccidono indiscriminatamente e indefinitamente, non solo i vulnerabili merluzzi dell’Antartico, ma anche uccelli marini protetti, cetacei, foche e altre specie che dimorano nelle profondità del mare. Metodi di pesca così distruttivi, che minano le misure tese alla conservazione dell’ambiente, non devono essere impiegati in questo ecosistema intatto».

Ieri il capitano della Sam Simon ha fatto rapporto e ha riferito che il suo equipaggio aveva recuperato 13 Km di reti derivanti e tramagli  che erano stati calati alla profondità di 2.000 metri. In un comunicato di Sea Shepherd  si sottolinea che «L’equipaggio della Sam Simon sta lavorando in turni da 4 ore, per recuperare la rete illegale. L’equipaggio è diviso in due squadre, ciascuna delle quali copre un turno. Le squadre si chiamano Erebus ed Endurance. L’equipaggio sta utilizzando senza sosta due argani e ogni turno di quattro ore recupera un quantitativo di rete che va dagli 800 ai 1.000 metri. Il recupero sta continuando ed è un’operazione lenta, perché l’equipaggio rimuove gli animali vivi dalla rete e documenta la presenza di quelli morti impigliati nella rete. L’equipaggio sta collocando la rete confiscata sulla parte retrostante del ponte. La nave ha spazio per altri 20 Km di rete. Si tratta di un quantitativo decisamente notevole. L’equipaggio, finora, ha recuperato circa 150 merluzzi dell’Antartico morti. Circa 75 granchi sono stati portati vivi in superficie e sono stati reintrodotti in mare. Altri 100 esemplari appartenenti a specie diverse dal merluzzo dell’Antartico sono altresì stati riportati in superficie morti. Le condizioni sono estremamente dure, le temperature sono di -2 gradi Celsius, con venti a 20-25 nodi e onde di 2 metri. Nelle ultime 6-8 ore ha nevicato ininterrottamente e l’equipaggio ha lavorato costantemente al freddo e nel bagnato».

A mille miglia a nordovest dell’area dove la Sam Simon sta salpando il palamito,  la Bob Barker continua a inseguire la nave bracconiera Thunder ormai da 13 giorni  per impedire al peschereccio “nigeriano”  di praticare la pesca illegale. La battaglia contro le reti fantasma fa parte dell’Operazione Icefish, l’11esima campagna antartica di Sea Shepherd  che è la prima ad avere come obiettivo i pescatori illegali di merluzzi dell’Antartico (Dissostichus spp).  Il capitano della Bob Barker, Peter Hammarstedt, impegnato nell’inseguimento del peschereccio dei bracconieri, ha definito «Intenzionalmente ingannevole» la rotta seguita dalla Thunder che sta evitando la Zona economica esclusiva della Francia intorno alle Isole Crozet e le Isole Kergulen. Il capitano Hammarstedt, ha chiesto al  governo francese di inviare la Marina militare contro la Thunder. «Questi bracconieri si stanno prendendo gioco delle leggi internazionali e del sostegno che la Francia dà alle normative della Ccamlr. Il fatto di aver evitato intenzionalmente le acque francesi conferma che la Thunder ha qualcosa da nascondere e che teme le autorità. Imploriamo il governo francese, membro della Ccamlr, l’autorità preposta a proteggere l’incontaminato ecosistema marino dell’Antartide, affinché invii una nave della marina militare che scorti la Thunder in porto, dove sarà possibile condurre un’ispezione dell’imbarcazione e quei bracconieri possano subire le meritate conseguenze sul piano legale».

Nonostante neghi di aver calato il palamito la Thunder ha continuato a fuggire di fronte alla Bob Barker, tentando per due volte di seminare la nave di Sea Shepherd conducendola in aree in cui le condizioni atmosferiche erano pericolose. Sta diventando il più lungo inseguimento di un gruppo di bracconieri nella storia della pesca illegale. «La Thunder sa che, se dovesse entrare in qualunque porto dell’Oceano Indiano, sarà arrestata – dicono gli ambientalisti –  e, a un certo punto, la scarsità di carburante li obbligherà a entrare in porto. La Thunder ha cercato, senza successo, di seminare la Bob Barker attraverso banchi di ghiaccio molto spessi  e forti tempeste. Dal 16 dicembre la Bob Barker continua a rimanere incollata alla loro poppa. La Thunder ha già perso il suo costoso tramaglio e non ha luogo dove rifugiarsi».