Dalla Bei e Intesa Sanpaolo un’intesa per accendere una nuova linea di credito

In arrivo 240 milioni di euro contro la disoccupazione giovanile: ecco come beneficiarne

Sottoscritto per la prima volta in Italia un accordo di finanziamento per l’occupazione giovanile

[30 gennaio 2014]

Oggi la Banca europea di investimenti (Bei) e Intesa Sanpaolo hanno firmato il primo prestito congiunto in Italia dedicato alla creazione di nuovi posti di lavoro per giovani nelle piccole e medie imprese, nelle mid cap e nelle start-up innovative. La posta in gioco è di 120 milioni, che presto raddoppieranno.

I due istituti bancari spiegano che «l’operazione arriva a 7  mesi dal Consiglio europeo di Bruxelles del giugno 2013 centrato sulla lotta alla disoccupazione giovanile. In quell’occasione, i Capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione europea chiesero alla Bei, che della Ue è il braccio finanziario, l’attivazione “senza indugio” di tutti gli strumenti possibili per arginare il fenomeno crescente della disoccupazione soprattutto tra i giovani».

La linea di credito di 120 milioni di euro della Bei sarà veicolata da Mediocredito Italiano, il polo della finanza d’impresa del gruppo Intesa Sanpaolo, a Piccole  medi  imprese, Mid-Cap e Start-up innovative «Al fine di favorire la nuova occupazione nella fascia di giovani compresa tra i 15 e i 29 anni di età e lo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale maggiormente favorevole all’innovazione».

Nel dettaglio, possono beneficiare dei prestiti le PMI (fino a 250 dipendenti) e le Mid-Cap (tra 250 e 3.000 occupati) che rispondono almeno a uno dei seguenti requisiti: hanno assunto almeno un lavoratore (tre per le Mid-Cap) di età compresa fra i 15 ed i 29 anni nei sei mesi precedenti la domanda di prestito o lo assumeranno nei sei mesi successivi; offrono programmi di formazione professionale per i giovani, o stage/programmi di formazione per i giovani; hanno stipulato un accordo di cooperazione con un istituto tecnico o scuola o università per impiegare giovani (per esempio durante stage estivi); presentano un assetto proprietario in cui la maggioranza del capitale (oltre il 50%) è detenuto da giovani sotto i 29 anni;  rientrano nelle previsioni della legge 99 del 2013 sulla promozione dell’occupazione giovanile.

Possono beneficiare dei prestiti anche  le start-up innovative che soddisfino la sezione IX del DL 179/2012, relativa a determinati requisiti fra i quali: la start-up innovativa è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi; ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; ha, quale oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi al alto valore tecnologico.

Ma non finisce qui. Sarà inoltre perfezionata nei prossimi giorni un’altra linea di credito, che metterà sul piatto nuovi 120 milioni di euro da dedicare al finanziamento di investimenti di piccole e medie imprese nei settori sanitario e dell’istruzione, nonché altri investimenti ammissibili nel contesto di programmi di rinnovamento urbano. Sarà Banca Prossima – l’istituto del Gruppo dedicato al nonprofit – a veicolare le risorse Beinel tessuto produttivo italiano di riferimento.

Il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, ha detto: «Sono particolarmente orgoglioso di questa operazione con Intesa Sanpaolo, il primo di una serie di prestiti con il sistema bancario italiano che rientra nel programma Bei Jobs for Youth. Dopo la richiesta del Consiglio europeo dello scorso giugno, avanzata con un forte impulso del Governo italiano, tali finanziamenti rappresentano al meglio la capacità delle Istituzioni europee di dare risposte rapide e concrete all’emergenza sociale della elevatissima disoccupazione giovanile».