In Toscana metà cittadini già oggi usa la bici almeno una volta a settimana

Biciclette mon amour: le vendite superano quelle delle auto, ma ora servono infrastrutture

Signanini: «Dopo un altro sorpasso delle bici aspettiamo un sorpasso anche nelle risorse destinate alla ciclabilità».

[9 luglio 2013]

In Italia continua ad aumentare il numero di biciclette vendute, mentre continuano a calare le automobili immatricolate: il sorpasso registrato nel 2012 per il secondo anno consecutivo non è perciò un fatto occasionale, ma il segno di una tendenza che riunisce più fenomeni economici e sociali. Di questo cambiamento anche la politica e le amministrazioni comunali, provinciali e regionali, seppure con lentezza, e a macchia di leopardo, stanno rendendosene conto.

La crescita del numero delle biciclette vendute è segno della crisi economica e del calo dei redditi che interessa un numero sempre maggiore di famiglie, che non riescono a fare quadrare i conti a fine mese e allora riscoprono che per molti spostamenti si può anche usare la bicicletta. Ma questo fenomeno dipende anche dalla crescita culturale delle nuove generazioni, che non vedono più la bicicletta come un mezzo per i poveri che non possono comprarsi un veicolo a motore; inoltre, nelle città più congestionare la scelta della bicicletta diventa anche una scelta di comodità e di velocità, e occasione di essere in movimento e in sintonia con le più moderne città europee e occidentali.

Per fare crescere ancora di più il numero delle biciclette, il loro uso e la sostituzione dei veicoli a motore con un mezzo comodo, salutare, economico e sociale, quale la bicicletta, servono ora investimenti mirati e veloci per realizzare reti e sistemi ciclabili in grado di rendere sicuro, sia dal lato degli incidenti, che rispetto a furti e vandalismi, l’uso semplice della bicicletta nelle nostre città.

Per questo pensiamo sia indispensabile puntare su strutture per l’intermodalità quali le ciclostazioni che consentono di lasciare le proprie biciclette “buone e funzionali” in luoghi sicuri e protetti e di potere noleggiare biciclette altrettanto efficienti nei luoghi di destinazione, consentendo così di realizzare quel “porta a porta” intermodale, che è l’unica alternativa reale all’uso dell’automobile.

Speriamo che dalla politica immagine – sono molti gli amministratori, sindaci, governatori e parlamentari che si fanno vedere in bicicletta – si passi a interventi concreti, che quasi sempre sono a basso costo e di attuazione più rapida rispetto alle altre infrastrutture per la mobilità, che creano occupazione alle imprese locali e possono generare un indotto importante per attività commerciali, artigiane e terziarie.

In Toscana già oggi quasi ogni famiglia possiede una bicicletta e un cittadino su due usa la bicicletta almeno una volta la settimana: la creazione di strutture diffuse per la sosta protetta favorirebbe ancora di più l’acquisto di biciclette e quindi il loro uso invece di altri mezzi di locomozione, con enormi vantaggi per l’ambiente, l’economia delle famiglie, la salute dei cittadini e…  i conti con l’estero.

di Sergio Signanini, Associazione Progetto Bici per greenreport.it