Biodiversità: più finanziamenti e misure di conservazione dalla Cop12 Cbd in Corea del sud

Iucn: «Il livello della risposta dei governi è tutt'altro che proporzionato alla grandezza della calamità»

[20 ottobre 2014]

La Conferenza delle pardi della Convention on biological diversity  (Cop12 Cbd) conclusasi a Pyeongchang, in Corea del sud, si è conclusa con un accordo tra i governi partecipanti per  raddoppiare, entro il 2015 e nei successivi 5 anni, gli aiuti finanziari internazionali per la biodiversità ai Paesi in via di sviluppo, compresi i piccoli Stati insulari e le economie in i transizione.

La Cop12 Cbd  ha approvato la “Pyeongchang Road Map” e la “Gangwon Declaration”, che dettano le linee per le iniziative per la salvaguardia della biodiversità e per gli  e gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile. Il segretario esecutivo della Cbd, Braulio Ferreira de Souza Dias, ha detto: «Le Parti hanno ascoltato i fatti ed hanno risposto impegnandosi».

A dire il vero la decisione di raddoppiare i finanziamenti era già stata presa nel 2012, alla Cop12 Cbd di Hyderabad, in India, ma poi no si era trovato l’accordo su come attuarla, a Pyeongchang è stato deciso di utilizzare come base i finanziamenti annuali per la biodiversità per il periodo  2006-2010.

Le principali decisioni prese a Pyongchang comprendono la mobilitazione delle risorse, lo sviluppo delle capacità nei Paesi poveri,  la cooperazione scientifica e tecnica che unisca la salvaguardia della biodiversità all’eliminazione della povertà e il monitoraggio del Piano Strategico per la Biodiversità; tutto questo, secondo la Cbd, «Costituisce la roadmap e la volontà di rafforzare la capacità e l’aumento del sostegno ai Paesi ed agli stakeholders per attuare le loro strategie e e piani d’azione nazionali per la biodiversità».

Decisioni che sono state rafforzate dalla Dichiarazione Gangwon, risultato di due giorni dei colloqui ministeriali ad alto livello, che lega l’attuazione del programma di sviluppo post-2015 ad altri processi pertinenti, come il Development Assistance Framework dell’Onu (Undaf) e le strategie ed i piani di azione nazionali per la biodiversità. I governi hanno anche concordato di aumentare i finanziamenti nazionali per la biodiversità e di  aumentare i finanziamenti provenienti da altre risorse.

Per Dias «I loro impegni dimostrano al  mondo che la biodiversità è una soluzione alle sfide dello sviluppo sostenibile e sarà una parte centrale di qualsiasi discussione per l’agenda dello sviluppo post-2015 e dei suoi obiettivi di sviluppo sostenibile». Ma sulla Cop12 Cbd resta come un macigno  il Global Biodiversity Outlook 4, il rapporto  della stessa Cbd, che denuncia che il mondo non è sulla buona strada per raggiungere i 20 obiettivi di Aichi  per la biodiversità della Cop11 Cbd del 2010 in Giappone, quando i governi si impegnarono a dimezzare la perdita di habitat, ed a  ridurre l’inquinamento e la pesca eccessiva.

Achim Steiner, direttore esecutivo dell’United Nations Environment Programme (Unep), ha ammonite: «Il costo dell’inazione per arrestare il declino della biodiversità darebbe luogo a crescenti e perdite economiche cumulative annuali, per un  valore di circa 14.000 miliardi dollari entro il 2050. Le decisioni prese in occasione della Cop 12 qui a Pyeongchang  superano gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di Aichi e pongono la biodiversità su una base più solida per i decenni a venire».

Tra le altre decisioni prese alla Cop Cbd sudcoreana c’è anche quella di affrontare le principali minacce per la biodiversità marina, compreso il rumore subacqueo di origine antropica e l’acidificazione degli oceani. Inoltre le Parti  hanno concordato di ridurre l’inquinamento da  terra, di promuovere una pesca sostenibile e di migliorare la progettazione di una rete di  aree marine per le barriere coralline, in linea con l’biettivo 10 c per la biodiversità di Aichi per  le barriere coralline e gli ecosistemi a loro strettamente legati.

Pyeongchang ha anche ospitato la prima riunione della Conferenza delle parti agente del Protocollo di Nagoya (Cop Mop 1), entrato in vigore il 12 ottobre e che attualmente è stato ratificato da  54 Paesi. Il Nagoya Protocol on Access to Genetic Resources and the Fair and Equitable Sharing from the Utilization of Genetic Resources stabilisce regole chiare per l’accesso, il commercio, la condivisione e il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse genetiche mondiali, che possono essere utilizzate per scopi cosmetici, farmaceutici ed agricoli. Tra le decisioni prese dalla Cop Mop 1 ci sono misure a favore dell’aumento delle capacità istituzionali dei Paesi in via di sviluppo ed  una strategia per aumentare la consapevolezza su questo nuovo strumento internazionale. Dias ha sottolineato: «Dobbiamo vedere come le disposizioni del Protocollo verranno riprese a livello nazionale e come questo faciliterà l’accesso alle risorse genetiche e l’equa ripartizione dell’accesso e dei benefici alle risorse genetiche per le Parti interessate e le popolazioni indigene e le comunità locali che conservano ed utilizzano in modo sostenibile tali risorse». Anche per questo  sono state approvate le procedure di istituire un comitato per promuovere il rispetto del Protocollo ed affrontare i casi di non conformità.

I risultati del summit di Pyeongchang non soddisfano l’International Union for Conservation of Nature (Iucn) che in una nota sottolinea: «Nonostante il crescente riconoscimento della crisi della biodiversità e delle sue conseguenze sul benessere degli uomini, il livello della risposta dei governi è tutt’altro che proporzionato alla grandezza della calamità».

La direttrice generale dell’Iucn, Julia Marton-Lefèvre . ha detto che «I colloqui biodiversità di quest’anno si  sono conclusi con un rinnovato senso di urgenza, se vogliamo rispettare gli obiettivi del 2020 di biodiversità. Sono state illustrate molte risposte creative ed interessanti alla crisi della biodiversità, mettendo in evidenza come la natura può fornire soluzioni a molti dei problemi della società. Tuttavia, per avere un qualche impatto, abbiamo  bisogno di vedere una livello più massiccio di buon lavoro negli  anni che restano  di questo decennio dell’Onu per la biodiversità».

Invece, per l’Iucn,  la Cop12 sudcoreana  ha dimostrato che «la risposta dei governi è stata ‘business as usual’ e molti Paesi sono ancora lontani dal soddisfare le ambizioni» di Aichi del 2010. Eppure la Cop12 Cbd ha anche riconosciuto il legame critico tra la perdita di habitat e la comparsa di malattie infettive come l’Ebola, che sta estendendo il contagio in molte  aree  del pianeta, un legame che è evidente nell’Africa Occidentale Centrale, ma che  né la scienza né i governi hanno ancora fatto capire all’opinione pubblica mondiale.

Jane Smart, direttrice del Biodiversity Conservation Group di Iucn Global, conclude: «La perdita di biodiversità è legata a tanti mali della società, tra cui l’aumento della frequenza di catastrofi naturali, il cambiamento climatico e l’insicurezza alimentare. E’ essenziale  che i governi mettano la conservazione della biodiversità molto più in alto nell’agenda politica e trasformino  le belle parole e le promesse fatte in questo meeting in un’azione tangibile per il bene della vita sulla terra».