È iniziata la 12esima Convention on Biological Diversity, in Corea del Sud

Biodiversità, Onu: il mondo non ha rispettato gli obiettivi di salvaguardia della natura

Pubblicato il nuovo report mondiale: utilizzo più efficace delle risorse naturali e ripensare i consumi

[7 ottobre 2014]

La biodiversità torna (almeno per qualche giorno) al centro dell’interesse Onu, ma la 12esima conferenza delle parti della Convention on Biological Diversity (Cop12 Cbd) in corso a Pyeongchang – in Corea del Sud, dove si concluderà il 17 ottobre – non si è aperta sotto i migliori auspici. Infatti il “Global Biodiversity Outlook – A mid-term assessment of progress towards the implementation of the Strategic Plan for Biodiversity 2011-2020” (Gbo) il più importante rapporto periodico della stessa Cbde dell’Unep, che da conto dello status e dei trend della biodiversità mondiale, è arrivato ancora una volta alla conclusione che i governi hanno mancato i loro obiettivi di conservazione delle specie concordati nel 2010 a Nagoya/Aichi, in Giappone e confermati, insieme al Piano Strategico per la biodiversità, a Rio+20 nel 2012.

Gli habitat naturali, comprese foreste, praterie, zone umide e  sistemi fluviali, continuano ad essere frammentati e degradati  e stanno scomparendo ad un ritmo allarmante. Nonostante un rallentamento nell’Amazzonia brasiliana ed un aumento della copertura forestale in Vietnam e Cina, i livelli  globali di deforestazione sono ancora allarmanti.  Le specie animali affrontano crescenti minacce di estinzione e, rispetto agli  anni ’80, le popolazioni di uccelli selvatici che vivono in habitat particolari come le praterie e le foreste dell’Europa e del Nord America si sono ridotte del 20% e le proiezioni a breve termine delle minacce per gli animali prevedono una situazione in peggioramento: «Nonostante le singole storie di successo, il rischio medio di estinzione per uccelli, mammiferi e anfibi è ancora in aumento».

Il Gbo evidenzia che i governi devono urgentemente prendere misure audaci ed innovative se vogliono davvero rispettare entro il 2020 il Piano strategico mondiale sulla biodiversità ed i suoi obiettivi di Aichi. La Cbd sottolinea che «Da questa revisione a medio termine è chiaro che, continuando nella traiettoria attuale [le iniziative per raggiungere gli obiettivi di Aichi], non saranno sufficienti a soddisfare la maggior parte degli obiettivi entro i termini approvati».

Anche uno studio pubblicato la scorsa settimana su  Science da un team internazionale di oltre 30 scienziati concludeva che era difficile soddisfare gli obiettivi di Aichi: «I leader mondiali sono attualmente alle prese con molte crisi che avranno effetti sul  nostro futuro, ma questo studio dimostra che c’è un fallimento collettivo nell’affrontare la perdita di biodiversità, che è senza dubbio una delle più grandi crisi che affliggono l’umanità – ha detto uno degli autori,  Richard Gregory della Rspb- La  mancanza di progressi è un segno preoccupante per noi tutti ».

Il quarto Global Biodiversity Outlook fa il punto a metà percorso del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020 e del decennio dell’Onu per la biodiversità e non ci sono solo notizie negative: secondo il segretario esecutivo della Cbd, Braulio Ferreira de Souza Dias,.«La  buona notizia è che le Parti fanno dei progressi e prendono impegni concreti per mettere in opera gli obiettivi di Aichi sulla  biodiversità,. Tuttavia il rapporto ci mostra anche che gli sforzi devono essere aumentati in maniera significativa per attuare il Piano strategico 2011-2020 per la biodiversità e raggiungere gli obiettivi di Aichi. I nostri sforzi possono e debbono essere rafforzati in combinazione con delle azioni che rispondano a molteplici fattori di perdita della biodiversità ed obiettivi diversi. Il mondo comprende sempre più i collegamenti critici tra la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. Le misure necessarie per raggiungere ugualmente gli obiettivi sulla biodiversità sostengono gli obiettivi di una maggiore sicurezza alimentare, di popolazioni più in salute ed il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile per tutti. Con i progressi realizzati fino ad oggi, esistono delle vie plausibili per realizzare tutto questo e mettere fine alla perdita di biodivesità, così come realizzare gli obiettivi mondiali legati ai cambiamenti climatici, al degrado delle terre ed allo sviluppo sostenibile».

Nell’attuazione del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020, il Global Biodiversity Outlook riporta dei progressi nei seguenti settori: Aree protette – Obiettivo 11:  La zona terrestre del pianeta protetta per la sua biodiversità è in costante aumento e l’istituzione di aree marine protette sta accelerando. Circa un quarto dei Paesi hanno superato l’obiettivo di proteggere con parchi e riserve il 17% del loro territorio. Ma l’obiettivo di realizzare aree marine protette sul 10% dei mari e degli oceani del pianeta ha bisogno di ulteriori sforzi. I progressi più significativi sono stati fatti nelle zone costiere, mentre nelle aree oceaniche e in alto mare, la superficie protetta è molto meno. Accesso alla condivisione dei vantaggi delle risorse genetiche – Obiettivo 16. Il 12 ottobre entrerà in vigore il Protocollo di Nagoya, ormai ratficato da 51 Paesi, che sarà operativo nel 2015. Ma ci sono ancora troppi Paesi che non lo hanno ratificato e la Cbd deve vigilare perché venga davvero attuato da tutti e per questo, entro il 2015, sono necessarie misure amministrative o legislative e politiche per aumentarne l’operatività. Strategie della biodiversità e Piani d’azione – Obiettivo 17: 79 delle 194 Parti della Cbd hanno sviluppato delle strategie per la biodiversità e Piani d’azione nazionali, 57 dei quali sono ancora attuali.

Ma perché il Piano Strategico 2011-2020  rimanga in carreggiata, sono necessarie misure supplementari per la  maggior parte dei casi degli obiettivi di Aichi.  Il rapporto fa alcuni esempi: Obiettivo 5: Ridurre della metà la perdita di tutti gli habitat naturali, comprese le foreste; Obiettivo 8: Ridurre l’inquinamento, compreso quello prodotto dall’eccesso di nutrienti; Obiettivo 10:  Riduzione delle numerose pressioni sugli ecosistemi vulnerabili marini e costieri colpiti dai cambiamenti climaticio dall’acidificazione degli oceani, come le barriere coralline; Obiettivo 12: Evitare l’estinzione delle specie conosciute migliorando il loro status di conservazione. Obiettivo 15: Ripristino degli ecosistemi e sviluppo della resilienza.

Ma la realizzazione di molti obiettivi e target dipende dalla realtà delle tendenze attuali. L’Unep dice che «Le pressioni sulla biodiversità continueranno ad aumentare almeno fino al 2020 e lo stato della biodiversità continuerà a declinare. Questo indipendentemente dal fatto che le risposte della società di fronte alla perdita di biodiversità aumentino considerevolmente e dal fatto che ci si aspetta che i Piani e gli impegni nazionali dovrebbero continuare ad aumentare nel corso di questo decennio. Questo può essere dovuto in parte ai décalages tra l’approvazione di misure positive ed i risultati positivi percettibili. Ma questo è più probabile perché le risposte sono insufficienti in rapporto alle pressioni, in modo che  non possono superare gli impatti crescenti dei fattori di perdita della biodiversità, il che suggerisce che il lavoro per affrontare questi fattori sarà una priorità. Ognuno degli obiettivi di Aichi non può essere trattato isolatamente. Le azioni in favore di alcuni obiettivi avranno un’influenza particolarmente forte sulla realizzazione de resto».

Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep, ha evidenziato che «E’ un documento che dovrebbe interessare tutto il mondo. Si tratta di tutta la vita sulla terra. Dobbiamo fare di più – e farlo in fretta – per proteggere la vera fabbrica del  mondo naturale. La gestione responsabile della biodiversità del nostro pianeta non è solo motivate da un sentimento comune di responsabilità verso le generazioni future. I fattori che spingono iI decisori politici a salvaguardare la biodiversità sono sempre più di natura economica. Senza una biodiversità in buona salute, I mezzi di sussistenza, i servizi ecosistemici, gli habitat e la sicurezza alimentare saranno compromessi. Le misure miranti a ridurre la perdita di biodiversità sosterranno inevitabilmente un ampio ventaglio di vantaggi per la società e getteranno le basi di una transizione socio-economica per un modello di sviluppo più sostenibile e solidale».

Cbd ed United Nations environment programme (Unep) sono convinti che «Rispondere agli obiettivi di Aichi contribuirebbe in maniera significativa  a espandere le più ampie priorità mondiali affrontate dall’agenda  dello sviluppo  post-2015; cioè a ridurre la fame e la povertà, migliorare la salute umana ed assicurare un approvvigionamento sostenibile di energia, cibo ed acqua potabile. Tuttavia, il raggiungimento di questi obiettivi comuni necessita di cambiamenti nella società, compreso un utilizzo molto più efficace della terra, dell’acqua, dell’energia e dei materiali, ripensando le nostre abitudini di consumo e, in particolare, procedendo a grandi trasformazioni dei sistemi di produzione alimentare».

Questo  legame tra biodiversità e sviluppo sostenibile è stato sottolineato dal  segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon: «Prego gli Stati membri e le parti interessate del mondo  di tenere immediatamente conto nella loro pianificazione  delle conclusioni del Global Biodiversity Outlook, riconoscendo che la biodiversità contribuisce a risolvere le sfide dello sviluppo a con le quali ci confrontiamo a raddoppiare gli sforzi per raggiungere i nostri obiettivi comuni».

Mike Hoffmann, senior scientist dell’International Union for the Conservation of Nature, conclude: «Questa in realtà è un check a metà strada verso il 2020. Siamo in grave pericolo perché siamo di nuovo nella stessa posizione nella quale eravamo nel 2010, di non aver fatto i progressi che dobbiamo fare per arrivare  ad una società migliore e ad un mondo migliore. Non vuol dire che non stiamo avendo successi. Noi non facciamo abbastanza per difendere i successi della salvaguardia senza i quali  saremmo in una situazione molto peggiore.  La linea di fondo è che non stiamo facendo abbastanza e che dobbiamo fare molto molto di più per cambiare le cose».

Per scaricare il Global Biodiversity Outlook 2014 (Inglese, Francese, Spagnolo, Arabo, Cinese, Coreano e Russo): http://www.cbd.int/gbo4/