Le catture illegali donate a enti caritatevoli

Blitz della Capitaneria di porto a Livorno: sequestrati 270 kg di pesce

[5 marzo 2014]

Oltre due quintali e mezzo di pesce illegalmente conservato nella stiva: è questo il “bottino” sequestrato dalla Capitaneria di porto di Livorno, durante un controllo su un peschereccio battente bandiera spagnola.

L’unità da pesca aveva comunicato alla Sala Operativa della Guardia costiera la necessità di dover fare ingresso nel porto livornese per risolvere alcuni problemi tecnici ed effettuare operazioni commerciali e, appena posizionati i cavi in banchina, gli ispettori della Capitaneria sono saliti a bordo per controllare le attrezzature ed il carico di pesce, al fine di verificare se vi fossero irregolarità. Lì la sorpresa: in una delle stive refrigerate del peschereccio – un’imbarcazione di 24 metri della marineria di Cartagena – è stato scoperto il carico illegale di prodotto pescato e detenuto sotto la taglia minima consentita, catturato con il sistema dei palangari. In particolare, i militari hanno accertato la presenza di circa un migliaio di piccoli esemplari di “pagello occhialone” della misura inferiore ai 33 centimetri di lunghezza, previsti dalla normativa  comunitaria per tale specie nel mare mediterraneo.

A quel punto sono scattati i sigilli sul pescato illegale, che è stato poi donato a enti caritatevoli. Il restante prodotto, di taglia regolare, è stato sbarcato e preso in consegna da una ditta campana per l’immissione nel circuito di commercializzazione, dove, con tutta probabilità, sarebbero confluite anche le catture illegali.

Il comandante del motopesca, che, come prevedono le norme, avrebbe avuto l’obbligo del rigetto in mare delle specie catturate sotto taglia (e che invece ha deciso di mantenere il prodotto a bordo, verosimilmente per commercializzarlo), è stato denunciato penalmente alla Procura di Livorno: rischia una pena fino a due anni e una sanzione pecuniaria fino a 12.000 euro.