Domenica riposo, ora restano 5 giorni per l'intesa finale sul testo negoziale

Bollettino da Parigi, la Cop21 riparte: ora l’accordo globale per il clima è nelle mani dei politici

Da oggi le trattative riprendono, ma stavolta a porte chiuse per la società civile

[7 dicembre 2015]

cop 21 negoziati

Si apre questa mattina il segmento “high-level” della Cop21 di Parigi, dove nei prossimi cinque giorni i ministri saranno chiamati a prendere, finalmente, le decisioni politiche scegliendo fra le proposte disponibili nel testo negoziale, redatto e ultimato lo scorso sabato dagli esperti dopo mesi di conferenze e discussioni.

Un testo con ancora diverse opzioni alternative, che potrebbe tramutarsi in un accordo positivo o negativo a seconda delle scelte finali. E se la definizione di misure che possano scongiurare un aumento di temperatura superiore ai due gradi alla fine del secolo è già da tempo un obiettivo fuori della portata di questa conferenza (qui per approfondire), sono tanti gli aspetti su cui Parigi non può fallire: dal grado di vincolo degli elementi dell’accordo al tema della finanza, dalle revisioni quinquennali degli impegni ai principi relativi ai diritti umani, alla parità di genere, all’equità fra generazioni, fino alle compensazioni per i paesi più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

I negoziati saranno guidati da Laurent Fabius, presidente della Cop21 nonché ministro degli Esteri francese, coadiuvato dall’ambasciatrice Laurence Tubiana(che ne farà le veci in caso di necessità) e da un team di 14 facilitatori di alto livello tra ministri e segretari di stato, i quali avranno il compito di gestire, in parallelo, l’avanzamento dei lavori su una serie di temi-chiave per il negoziato.

Cinque coppie di facilitatori lavoreranno rispettivamente su adattamento, meccanismi d’implementazione (finanziari e tecnologici), differenziazione tra paesi, livelli di ambizione, azioni pre-2020. Al presidente della scorsa Cop20, Pulgar Vidal, è stato invece affidato il preambolo del testo e la gestione dei rapporto con la società civile presente alla conferenza, mentre il ruolo di ulteriori tre facilitatori è in via di definizione.

Oggi e domani si terranno gli interventi dei ministri (qui la lista degli speaker), mentre contemporaneamente proseguiranno i lavori sul testo. Mercoledì 9 si dovrebbero concludere i negoziati al fine di consentire le opportune verifiche legali e linguistiche, prima della traduzione dell’accordo nelle altre cinque lingue dell’Onu (arabo, cinese, francese, russo e spagnolo). Giovedì 10 si passerà all’adozione della Cop Decision, mentre venerdì 11 vi sarà infine l’adozione dell’Accordo, la cui firma da parte dei capi di stato non avverrà però qui a Parigi, bensì a una cerimonia speciale prevista per inizio 2016 e che sarà organizzata dal segretario generale dell’Onu. Non sono esclusi tuttavia ritardi, che potrebbero far slittare il termine dei negoziati fino a sabato 12 o addirittura alle prime ore di domenica 13, vista la complessità del processo che richiederà ai ministri di mostrare coraggio e determinazione per compiere i primi passi verso posizioni ambiziose.

Un processo dal quale pare sarà esclusa la società civile, i cui delegati non potranno accedere alla maggior parte delle discussioni e dovranno quindi attendere le sessioni informative per gli attori non-governativi (dette di “stocktaking”), tramite cui ogni sera la presidenza farà il punto su quanto avvenuto durante la giornata.

di Giovani per il clima