Il boom del car sharing in Cina mette alla prova le infrastrutture urbane

Nei prossimi 5 anni, il mercato del car sharing aumenterà del 50% all’anno

[25 agosto 2017]

Il governo cinese ha recentemente pubblicato una direttiva a sostegno del car sharing  e l’agenzia ufficiale Xinhua gli dedica un approfondimento ricordando che, secondo un documento pubblicato congiuntamente dai ministeri dei trasporti e della casa e delle costruzioni urbane e rurali, «Il servizio di car sharing è un alternativa al trasporto in comune urbano e alleggerisce la demanda crescente di auto private».

Un rapporto sul car sharing in Cina pubblicato da  Strategy&, evidenzia che q luglio nella Repubblica popolare cinese c’erano più di 300 società di car sharing e circa 30.000 auto in servizio.  Il rapporto evidenzia che «Durante i  prossimi 5 anni, il mercato del car sharing aumenterà del 50% all’anno.

Xinhua fa notare che «Però, ben più del bike sharing, lo sviluppo del car sharing mette le grandi città di fronte a grandi sfide e mette alla prova le infrastrutture pubbliche urbane. La prima sfida riguarda l’immatricolazione delle auto. Molte grandi città hanno attuato delle quote per le nuove targhe, per ridurre gli ingorghi e lottare contro l’inquinamento».

Wu Bo, direttore generale della Baogang Energy di Shenzhen, non è contento di come vanno le cose: «Avevamo previsto di mettere sul mercato circa 10.000 auto car sharing nella città di de Shenzhen, ma la Commissioni dei trasporti di  Shenzhen non ci ha potuto dare abbastanza targhe. La compagnia è stata costretta ad abbassare il suo obiettivo a 4.000 auto. Abbimo incontrato più difficoltà del previsto».

Un’altra sfida è quella dello stazionamento: le megalopoli cinesi non hanno parcheggi sufficienti e il costo di stazionamento è elevato. Baogang Energy vorrebbe affittare circa 200 parcheggi in più nei quartieri di Shenzhen, ma per ora è riuscita ad affittarne solo una trentina-

La terza sfida è quella dell’autonomia delle auto. Attualmente circa il 90% del car sharing cinese è costutuito da auto che vanno ad energie rinnovabili e il problema dei punti di ricarica non è stato ancora risolto in molte città.

Le amministrazioni di megalopoli come Pechino e Shanghai incoraggiano e sostengono lo sviluppo del car sharing, ma non hanno ancora rivelato i dettagli sui loro regolamenti in materia di gestione e incentivi.

Intanto, intorno agli aeroporti e alle stazioni delle metropoli cinesi il car sharing è largamente insufficiente  e il mercato ha un potenziale enorme.

Xinhua però  fa notare che «Esiste una contraddizione tra l’aumento del car sharing e I limiti sempre più evidenti delle risorse pubbliche. Degli esperti stimano che i governi dovrebbero avviare studi e misure di accompagnamento perché le installazioni pubbliche si adattino allo sviluppo del mercato del car sharing».

Intanto, un rapporto pubblicato a marzo d Centro nazionale dell’informazione cinese, ha rivelato che «L’economia della condivisione del Paese h raggiunto un volume di transazioni di  3.450 miliardi di yuan (514 miliardi di dollari), più dl doppio che nel 2015».

Anche nella Cina dell’arricchitevi e consumate, della corsa all’auto privata come status symbol,  qualcosa sta (ri)cambiando ed è probabile che lo farà, ancora una volta, più velocemente che da noi.