Nuovo appello: «Boicottate le “grive”, frutto di illegalità e gravi violenze sugli animali»

Bracconaggio in Sardegna: la Lipu rimuove 930 trappole per piccoli uccelli migratori e ungulati

Per la ricerca di reti per l’uccellagione utilizzati anche droni

[20 dicembre 2017]

Per contrastare i bracconieri la Lipu si è avvalsa di droni in cielo e di volontari a setacciare sentieri. L’associazione dell’upupa traccia un bilancio del campo antibracconaggio concluso da pochi giorni nel basso Sulcis, in provincia di Cagliari, dove, spiega, «ogni anno, in occasione della migrazione degli uccelli, viene effettuata una strage di tordi, merli e pettirossi. Lo scopo è la preparazione delle “grive”, piatto locale “tipico” delle feste natalizie».

Droni in volo e volontari lungo quelli che la Lipu chiama “sentieri della morte”,  per  controllare una delle aree calde della caccia illegale in Italia, dove i bracconieri posizionano sui rami e a terra le micidiali trappole. Un’operazione che ha portato la l Lipu a rimuovere 930 trappole in una settimana che sono state consegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna. I volontari Lipu, insieme  all’Oasi Wwf di Monte Arcosu,  hanno portato avanti anche un’altra azione di contrasto al bracconaggio, rivolta soprattutto alla cattura illegale di ungulati, mentre reti per uccellagione sono state cercate, senza esito, anche nella zona del Sarrabus. Gigliola Magliocco, coordinatrice del campo antibracconaggio della Lipu, spiega che «A causa, con tutta probabilità, della grave siccità di quest’anno la macchia mediterranea ha prodotto pochissimi frutti come lentisco, mirto e corbezzolo. Per questo gli uccelli non si sono avvicinati ma nonostante ciò abbiamo disattivato numerosi sentieri attrezzati di trappole per uccelli, in attesa di essere attivati dai bracconieri non appena si rimetterà in moto la migrazione, e smontato diverse trappole per la cattura di ungulati».

La Lipu evidenzia che «Nuove strategie per aumentare l’efficacia delle azioni antibracconaggio delle forze dell’Ordine sono venute grazie a un workshop sull’impatto del bracconaggio sugli uccelli migratori, organizzato a inizio dicembre dalla Lipu in collaborazione con il Corpo forestale di vigilanza ambientale della Regione Sardegna. Al workshop hanno partecipato anche le forze dell’Ordine, le associazioni ambientaliste e la magistratura. Quest’ultima ha suggerito nuovi strumenti per comminare sanzioni più pesanti come per esempio la possibilità di contestare ai bracconieri sardi i reati di furto venatorio (in quanto i soggetti sono sprovvisti di licenza di caccia) e di maltrattamento di animali. Tra i relatori del workshop l’Ispra, che presentava una relazione sugli effetti del bracconaggio a livello nazionale e globale».

Il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, conclude: «Facciamo appello a tutta la popolazione affinché non consumi le “grive” in occasione delle prossime festività  Il bracconaggio in questa bellissima zona della Sardegna è ancora una triste realtà ma le azioni che abbiamo realizzato in questi anni per sensibilizzare ed educare in particolare le nuove generazioni, siamo certi, porteranno i frutti sperati».