Brasile, finalmente arriva l’esercito a salvare gli Awá dai taglialegna abusivi

[7 gennaio 2014]

A più di sei mesi dall’operazione dell’Exército Brasileiro per combattere il disboscamento illegale intorno e dentro le terre ancestrali degli indios awá, il governo del Brasile ha finalmente avviato un’imponente operazione di terra per sfrattare gli invasori illegali che si trovano all’interno del territorio della tribù.

Esulta Survival Internatinal che non ha mai smesso di sollecitare l’intervento dell’esercito brasiliano per tutelare gli Awil governo del Brasile ha finalmente avviato un’imponente operazione di terra per sfrattare gli invasori illegali dal territorio degli awá, ritenuti il popolo tribale più minacciato del mondo.

Gli awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile e dipendono interamente dalla foresta. Per loro è sempre più difficile trovare selvaggina e hanno paura di andare a caccia perché rischiano di incontrare i taglialegna armati. Dei 450 membri della tribù, circa 100 sono incontattati e, quindi, particolarmente vulnerabili agli attacchi violenti e alla diffusione di malattie verso cui hanno poche difese immunitarie.

L’Ong che difende gli indigeni spiega che «Per rimuovere dal territorio degli Awá coloni, allevatori e taglialegna illegali – molti dei quali armati pesantemente –, nell’Amazzonia brasiliana nord-orientale sono stati inviati centinaia di soldati, funzionari del Funai, agenti speciali del ministro dell’ambiente e anche la polizia. L’operazione arriva in un momento decisivo poiché i taglialegna si stavano avvicinando sempre più agli Awá, distruggendo porzioni sempre più larghe di foresta».

Nel giugno 2013 l’esercito brasiliano era intervenuto contro il taglio illegale di legname nelle aree intorno al territorio tribale awá, ed aveva chiuso almeno 8 segherie clandestine e sequestrato e distrutto molti macchinari, ma i militari non erano entrati nella terra ancestrale awá.

Un uomo awá ha detto a Survival: «Chiediamo da molto tempo che gli invasori siano espulsi. Non vogliamo che i taglialegna distruggano la nostra foresta. Vogliamo che la nostra foresta resti in piedi».

Il governo brasiliano ha deciso di passare alle maniere davvero dure con i boscaioli illegali dopo che Survival International con la sua campagna internazionale a favore degli indios è riuscita a coinvolgere numerose celebrità, tra cui il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, le star hollywoodiane Colin Firth e Gillian Anderson, l’attore italiano Claudio Santamaria, il ciclista Andy Schleck e la stilista britannica Vivienne Westwood. Recentemente Salgado ha anche visitato e fotografato la tribù per documentare la grave situazione in cui vive. Gli scatti di Salgado e la storia scioccante degli awá sono stati pubblicati da Vanity Fair, dal Sunday Times e dal giornale brasiliano O Globo, raggiungendo cposì milioni di persone in tutto il mondo.

Ma c’è stato anche un enorme attivismo di base e sui nuovi media digitali: «Dal lancio della campagna, avvenuto nell’aprile 2012 – spiegano all’Ong – i sostenitori di Survival hanno inviato più di 53.000 lettere al Ministro della Giustizia brasiliano per chiedergli di sfrattare gli invasori e hanno portato il logo della campagna (La awáicon) in luoghi e monumenti di tutto il mondo, dal Pan di Zucchero in Brasile al Golden Gate di San Francisco, dalla Torre Eiffel di Parigi ai canali di Venezia».

Survival e il Conselho indigenista missionário  (Cimi) hanno inviato anche un’istanza urgente alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani nella qule si chiedeva di premere sul governo brasiliano per salvare gli Awá. «Grazie alla campagna internazionale – dicono le due Ong – nell’aprile 2012 gli Awá erano stati inseriti in cima alla lista delle priorità della Fundação Nacional do Índio (Funai). Tuttavia, il governo inizia solo ora a sfrattare gli invasori illegali e, nel frattempo, altre aree di foresta sono andate distrutte».

Survival ha accolto con favore l’inizio delle operazioni di sfratto dei taglialegna, ma chiede al Brasile anche soluzioni a lungo termine per impedire agli invasori di ritornare e per garantire la sicurezza della tribù. Il direttore di Survival International, Stephen Corry, conclude: «È un momento importantissimo e potrebbe salvare la vita degli Awá. I migliaia di sostenitori di Survival in tutto il mondo possono essere orgogliosi perché hanno aiutato la tribù a cambiare il suo destino. Ora, però, tutti gli occhi restano puntati sul Brasile, che deve completare le operazioni e proteggere la terra degli Awá una volta per tutte».