Brutto clima sulla Cop 21: Parigi autorizza antidoti contro con gas nervino

E dal G20 appena conclusosi in Turchia solo impegni fumosi contro il riscaldamento globale

[17 novembre 2015]

antigas nervino cop 21

Gli attentati terroristici che hanno scosso Parigi e il mondo intero il 13 novembre stanno allungando oscure ombre anche sulla Cop 21, la Conferenza Onu sul clima che la capitale francese ospiterà dal 30 novembre all’11 dicembre. La Cop 21, ha confermato ieri il premier Manuel Valls, «è un appuntamento fondamentale per il futuro del pianeta» e non sarà rinviata. Alcuni “eventi collaterali” alla fase strettamente negoziale sono però già in bilico, e si ipotizza di cancellare anche la grande marcia per il clima in programma per la vigilia della Cop 21, tagliando così una fondamentale partecipazione della società civile alla Conferenza.

Ma c’è di più: di fronte al rischio di attacchi terroristici, Parigi – con un decreto già pubblicato in Gazzetta ufficiale – autorizza l’uso dell’antropina sottoforma di soluzione iniettabile. Si tratta di un antidoto che limita l’avvelenamento dovuto all’esposizione ai gas nervini, armi chimiche dal terribile retaggio bellico. La produzione e utilizzo di tali armi è bandita da una convenzione internazionale, ma le cellule terroristiche non hanno di questi scrupoli. Non è facile recuperare gas nervini, ma il governo francese dimostra di non sottovalutare neanche la più terribile delle ipotesi.

Il rischio sempre più concreto è quello di aprire le porte a una Conferenza dominata dalla paura. Non solo fuori dalle stanze dei bottoni, tra le strade e le piazze di Parigi esposte alla follia del terrore, ma anche all’interno degli stessi negoziati. Il G20 di Antalya, in Turchia, si è appena concluso. Rappresenta l’ultimo meeting dei potenti della terra prima della Cop parigina, eppure nel documento finale concordato dai leder i cambiamenti climatici compaiono ai punti 23-24 sui 27 approvati, e si fa ben poco oltre a riconoscere (per l’ennesima volta) che il «cambiamento climatico è una delle più grandi sfide del nostro tempo». La presa di coscienza c’è, quel che non ancora non si vede sono le azioni conseguenti.