La Buona scuola del governo Renzi perde la bussola: è senza geografia

[21 ottobre 2014]

Il coordinamento Nazionale S.O.S. Geografia nota con stupore l’ assenza di qualunque riferimento ai saperi geografici all’ interno del dossier “la Buona scuola”.

E’ difficile concepire una “buona scuola” priva di un sapere essenziale che riguarda la conoscenza del mondo contemporaneo e delle trasformazioni – geomorfologiche, demografiche, economiche, politiche – che lo hanno reso tale.

Più in particolare, a fronte dell’ attenzione giustamente riservata all’ educazione economica e finanziaria (p. 97), considerata un sapere di base indispensabile alla cittadinanza attiva, a prescindere dall’ indirizzo di studi, il Coordinamento Nazionale S.O.S. Geografia rileva con stupore ancora maggiore l’ assenza di qualunque riferimento alla necessità di un’ adeguata formazione in Geografia Economica.

Come si può prescindere da una disciplina di importanza strategica, essenziale a comprendere i processi economici in economie aperte, a conoscere risorse e flussi economici, a comprendere le dinamiche dello sviluppo, ed indispensabile quando si vogliano comprendere la genesi e la propagazione di crisi valutarie, finanziarie, economiche, come quella che stiamo vivendo? Come potranno i nostri giovani – e futuri cittadini – esercitare un ruolo attivo di cittadinanza, senza comprendere le dinamiche demografiche nel mondo, senza conoscere la presenza di risorse nei Paesi, la loro specializzazione produttiva, il grado di apertura delle economie e i rapporti che queste intrattengono con altre economie? Come potranno analizzare correttamente i fenomeni economici e finanziari, senza alcun riferimento alle diverse scale dal “locale” al “globale”, senza adeguata conoscenza ed esercizio di analisi e sintesi in prospettiva multiscalare e transcalare? Come potranno comprendere questi stessi fenomeni privi di una visione di sintesi fra i vari aspetti, che è proprio quella che la Geografia Economica realizza e conferisce? Come potranno inoltre dispiegare il loro potenziale umano ed economico, senza una adeguata conoscenza della stessa struttura economica e rete di rapporti economici dell’ Italia, cioè di una economia di cui si è sottolineato ripetutamente e da più parti la vocazione, presente e passata, a forme economiche fortemente condizionate dall’ assetto territoriale e a un alto grado di apertura degli scambi?

Analogamente, il Coordinamento rileva l’intrinseca contraddittorietà di un modello meritocratico di scuola, che affidi l’ insegnamento di saperi altamente complessi e specialistici a docenti non sempre e non necessariamente dotati di adeguata formazione di base, né di adeguato aggiornamento. Questo a maggior ragione si rileva a proposito di un sapere che riguarda l’ attualità e la contemporaneità come la Geografia Economica, e che richiede pertanto all’ esperto un aggiornamento dei dati e delle conoscenze pressoché ininterrotto.

Il nostro Coordinamento porta quindi all’ attenzione del Presidente del Consiglio, del Ministro dell’ Istruzione e degli estensori de “la buona scuola”:

  • La necessità dell’ introduzione e della valorizzazione di un sapere essenziale e strategico come la Geografia Economica, da considerarsi sapere di base a prescindere dall’ indirizzo di studio;
  • La necessità dell’ affidamento del suo insegnamento a docenti specializzati, formati adeguatamente e aggiornati quanto la disciplina stessa richieda.

Il Coordinamento chiede pertanto ai decisori di considerare l’ introduzione della Geografia Economica nei curricula della scuola secondaria, a prescindere dall’ indirizzo, in quanto sapere di base essenziale allo sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva; suggerisce di realizzare tale introduzione nel secondo biennio e ultimo anno dei percorsi secondari, in ragione della complessità della disciplina e degli argomenti affrontati e delle competenze pregresse necessarie; chiede l’ affidamento dell’ insegnamento ai docenti della classe A039, unici ad essere dotati di un’ adeguata formazione specialistica.

di Riccardo Canesi, Coordinamento nazionale SOS geografia