A fuoco il Parlamento e i palazzi del regime. L’esercito sembra dalla parte dei manifestanti, ma si teme un golpe

ULTIMORA- Burkina Faso, decretato lo stato d’assedio e sciolti governo e Parlamento (VIDEO)

La nuova rivoluzione dei giovani del Burkina Faso, nel nome di Thomas Sankara

[30 ottobre 2014]

Secondo Radio Omega, il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, ha annunciato lo scioglimento del governo e decretato lo stato di assedio, un auto-golpe che tenta di spegnere la rivoluzione in atto. Compaoré  ha detto di voler aprire negoziati con l’opposizione, ma  potrebbe arrivare troppo tardi per salvare il suo regime che sembra essere andato in pezzi.

Il capo di stato maggiore dell’esercito, le Gal Honoré Traoré, è poi apparso in televisione, circondato da alti ufficiali, ed ha annunciato che  anche l’Assemblée nationale il Parlamento) è dissolta e che verrà istituito un organismo  transitorio per un periodo di 12 mesi. Tutti si chiedono se sia in atto un golpe militare e che fine abbia fatto davvero Compaoré.

Ora bisognerà capire come reagirà la popolazione. Infatti, il 30 ottobre 2014 è già entrato nella storia del Burkina Faso e quella che è iniziata sembra una vera rivolta popolare contro un regime eterno nato da un golpe e dall’omicidio dell’eroe più amato dai giovani africani; il “comunista” Thomas Sankara il cui fantasma ha tormentato i ricchi sogni del suo fraterno assassino,  Blaise Compaoré, pilastro della Françafrique, uomo ricevuto con tutti gli onori anche nel nostro Paese.

La rabbia del giovane popolo della “Terra degli uomini integri”  è diventata rivoluzione quando l’Assemblée Nationale ha deciso di votare il progetto di legge di modifica l’articolo 37 della Costituzione che avrebbe permesso a Compaoré  di concorrere per un altro mandato presidenziale. L’opposizione guidata da  Bénéwendé Sankara era pronta a dare battaglia in Parlamento ma migliaia di giovani hanno marciato sull’Assemblée Nationale per mettere fine ai 27 anni del regime neolberista di Blaise Compaoré che ha riportato il Burkina Faso alla miseria ed all’ingiustizia dalle quali era uscito con  il breve governo rivoluzionario di Sankara.

L’opposizione aveva chiesto al popolo di marciare sul Parlamento per fare una primavera nera in Burkina Faso e già il 28 ottobre un milione di persone avevano bloccato Ouagadougou per denunciare il colpo di Stato costituzionale di Compaoré e della sua cricca. Poi c’erano stati duri scontri tra polizia e manifestanti, ma il 29 ottobre era trascorso tranquillo, tanto che non erano più arrivati rinforzi per i poliziotti ed i militari che avrebbero dovuto difendere il Parlamento.

Poi è scoppiata la vera rivoluzione e, di fronte ai giovani in marcia che si scontravano con la polizia, il governo ha tentato l’ultima disperata carta, annunciando l’annullamento dell’esame del progetto di legge di revisione costituzionale, ma ormai  i giovani sankaristi avevano già conquistato il Parlamento, trovando scarsa o nulla resistenza nell’esercito, ed avevano cominciato a saccheggiarlo per poi appiccare il fuoco.

Alle truppe scelte del Régiment de sécurité présidentiel non è rimasto altro che portare in salvo il presidente  dell’Assemblée nationale.

I giovani rivoluzionari hanno poi occupato la sede della Radio Télévision du Burkina ed interrotto le trasmissioni ed incendiato e saccheggiato la sede del Congrès pour la démocratie et le progrès (Cdp), il partito del regime, quella della Fédération associative pour la paix et le progrès avec Blaise Compaoré (Fedap-BC), il municipio di Bobo Dioulasso e l’hotel Azalaï, che ospitava i deputati del Cdp.

La furia dei manifestanti si è rivolta contro tutti i simboli del regime: sotto lo sguardo indifferente dei militari della CRS, applauditi dai manifestanti,  sono state saccheggiati  e dati alle fiamme gli edifici di Azimo e Tan Aliz, appartenenti ad Alizéta Ouédraogo, della famiglia presidenziale, e le case del sindaco di Ouagadougou, del presidente del Conseil Économique et Social, Paramanga Ernest Yonli, e del segretario del Cdp, Assimi Kouanda. L’ aeroporto di Ouagadougou è chiuso e tutti I voli in partenza ed in arrivo annullati.

Ma è quando la folla si è diretta verso il palazzo della presidenza della repubblica che è stata presa di mira dai cecchini e si sono cominciati a contare i morti, alcune fonti parlano di una dozzina di vittime. Cecchini sarebbero in azione anche nel quartiere di Kosyam e nei dintorni della casa del fratello del presidente della Repubblica, ma quest’ultimo sarebbe stato arrestato all’aeroporto mentre tentava di fuggire.

La scintilla della rivoluzione nella capitale Ouagadougou sembra aver dato fuoco all’intero Burkina Faso E’ insurrezione popolare anche a Bobo-Dioulasso, l’atra capitale del Burkina Faso, ed a Sya, dove la folla ha liberato i compagni arrestati il 29 ottobre e detenuti nella gendarmerie, poi hanno circondato il municipio ed il governatorato e, dopo una simbolica resistenza dell’esercito, subito ritiratosi, hanno assunto il controllo delle città. A Bobo-Dioulasso ci sarebbe stato un morto ucciso da un parente di Compaoré.

L’opposizione si è incontrata con il Mogho Naaba, l’imperatore Mossi di Ouagadougou, una figura tradizionale che gode di grande prestigio che poi ha ricevuto una delegazione dei militari. Sembra abbastanza chiaro che il Mogho Naaba stia cercando un accordo tra i “sankaristi” ed i militari e, mentre scriviamo, è attesa una dichiarazione del capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Nabéré Honoré.

Intanto i giovani rivoluzionari sembrano apertamente spalleggiati da una parte delle forze armate e in particolare dal generale Kouamé Lougué che ha raggiunto i manifestanti alla Place de la Nation accolto dagli slogan «Le pouvoir au peuple..la révolution en marche». Oggi pomeriggio una delegazione di manifestanti è andata insieme al generale Diendéré verso il palazzo presidenziale, ufficialmente per incontrare il Capo dello Stato. Il corrispondente di Rfi dice che la folla sta tentando di entrare nella sede dello stato maggiore delle Forze armate.

Sui social network circolano video nei quali si dice: «Ecco come i nostri bravi fratelli militari hanno lasciato  l’Assemblé al popolo» e i manifestanti del Mouvement Balai citoyen  dicono: «Uccidete Sankara, migliaia di Sankara nasceranno. I Cibals sono qui! Omaggio a te,  CiBal Supremo! La profezia è in cammino… La Patrie ou la mort, nous vaincrons!».

Speriamo che Compaoré e il suo famelico clan non vogliano trasformare tutto questo in un bagno di sangue e nell’ennesimo tradimento del popolo del Paese degli uomini integri.

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