Ermete Realacci: «Presentata un’interrogazione al ministro dell’Economia»

La burocrazia mette a rischio il servizio antinquinamento dei nostri mari

In 30 anni sono ben 162.600 le tonnellate di idrocarburi finite nelle acque italiane

[9 gennaio 2015]

Secondo il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci (nella foto), «c’è il pericolo che il ritardo nel bando per il rinnovo metta a rischio il servizio antinquinamento dei nostri mari. Un servizio essenziale per la salvaguardia del Mediterraneo».

In una nota Realacci – che sul tema aveva già presentato nel 2014 un’interpellanza, che ci sembra sia rimasta senza risposta del ministro dell’Ambiente – ricorda che «Oltre ad essere uno dei più importanti ecosistemi al mondo per la sua ricchezza di biodiversità, il Mare Nostrum è anche il più esteso mare chiuso del pianeta e proprio per questo è estremamente vulnerabile ed ha bisogno di particolare tutela per arginare tutti i rischi e i possibili fenomeni di inquinamento marino e danno ambientale. I principali pericoli di inquinamento per il nostro mare derivano dalla pressione antropica e dalla navigazione, soprattutto quella legata al trasporto marittimo di greggio e industriale.  Rischi connessi sia agli incidenti marittimi, con conseguente sversamento in mare di grandi carichi di prodotti petroliferi, di altri prodotti inquinanti, o di carburante, sia ad attività connesse alla navigazione, come lo scarico in mare delle acque di sentina, o la pratica illecita del lavaggio in mare delle cisterne delle petroliere».

Per dare le dimensioni del problema, il presidente della Commissione ambiente cita secondo un recente dossier di Legambiente, secondo il quale «Ogni anno viaggiano verso le nostre coste 178 milioni di tonnellate di petrolio e sono ben 162.600 le tonnellate di idrocarburi finite nelle acque italiane negli ultimi 30 anni».

Realacci sottolinea che «Per tutelare i nostri mari, il ministero dell’Ambiente ha attivato un servizio antinquinamento che prevede l’impiego di unità navali specializzate in caso di incidenti. L’affidamento di questo servizio è però in scadenza a fine maggio ed è quindi urgente l’emanazione del bando di gara per rinnovarlo. Per procedere al bando sarebbe tutto pronto e mancherebbe solo l’autorizzazione della Ragioneria dello Stato per il relativo impegno di spesa pluriennale, autorizzazione già richiesta dal ministero dell’Ambiente».

Quindi, per sollecitare una rapida emanazione del nuovo bando, Realacci ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia, «chiedendo se intenda attivarsi con la massima urgenza presso la Ragioneria dello Stato, evitando così che alla scadenza dell’affidamento in corso il servizio antinquinamento marino venga sospeso con rischi evidenti per lo stato di salute del mare».