Caccia all’orsa Daniza, il ministero dell’Ambiente: «No all’abbattimento»

Dalla Forestale 5 consigli su come comportarsi nel caso di un incontro ravvicinato

[21 agosto 2014]

Dopo giorni di dibattito intenso sul futuro dell’orsa Daniza, anche il ministero dell’Ambiente si espone nell’affermare che «la sicurezza degli abitanti trentini è una esigenza primaria che va tutelata, ma al contempo non va vanificata l’importante esperienza del programma di ripopolamento degli orsi in corso in trentino. L’orsa Daniza deve essere messa in condizione di non aggredire più gli uomini».

La situazione – comunicano dal dicastero – è affrontata dalla Provincia di Trento secondo i protocolli e le normative vigenti, che in casi come questo «arrivano a prevedere la cattura ed il ricovero in un’area recintata, ma non l’abbattimento. Particolare importanza viene assegnata al futuro dei due cuccioli».

A tal proposito il Ministero dell’Ambiente, sentito l’Ispra, comunica di aver trasmesso alla Provincia autonoma di Trento una lettera in cui si sottolinea «che i dati  scientifici disponibili evidenziano che esemplari di orso bruno sottoposti a captivazione prolungata difficilmente possono essere reintrodotti nell’ambiente naturale, a causa delle modificazioni comportamentali che la fase di cattività determina in questa specie, e che i cuccioli di orso bruno che perdono la madre nella stagione estiva presentano in genere buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodo».

Il ministero ritiene quindi «che vada comunque evitata la captivazione dei due cuccioli e che, nel caso della rimozione della madre, vada previsto un attento monitoraggio dei due individui anche con tecniche radiotelemetriche, al fine di assicurare la tempestiva registrazione di eventuali comportamenti anomali, di condizioni di denutrizione e/o di mancato benessere dei cuccioli».

Il rischio che va evitato, secondo il ministero dell’Ambiente, è che l’episodio di Daniza «rimetta in discussione un programma di ripopolamento che ha avuto successo, reinserendo in quest’area una comunità di orsi che ha raggiunto le 50 unità, e che rappresenta un esempio virtuoso a livello nazionale e internazionale».

Perché nel caso di Daniza proprio di un episodio, raro, si parla. «Incontrare un orso resta un evento straordinario», hanno tenuto infatti a precisare dal Corpo Forestale dello Stato. L’orso è un animale «per sua natura schivo e di indole poco aggressiva», ma nella remota eventualità di trovarsi nel mezzo di un incontro ravvicinato ci sono alcune buone norme da seguire «per non mettere a rischio la propria incolumità», riassunte proprio dalla Forestale:

1. Prima di tutto va chiarito che l’orso potrebbe reagire ad un incontro con l’uomo alzandosi sulle due zampe posteriori. Questo atteggiamento serve solo per “ascoltare” meglio ciò che gli sta attorno, capire da dove arriva un odore o un rumore e regolarsi di conseguenza. È una posizione difensiva che serve a capire cosa accade e, dopo aver individuato la provenienza, allontanarsi in direzione contraria. Nella maggioranza dei casi riconoscendo la presenza come umana tornerà alla posizione quadrupede. L’uomo si porta dietro numerosi odori che per l’animale sono sconosciuti e tutt’altro che piacevoli: saponi, dopobarba, deodoranti, detersivi ed ammorbidenti per gli indumenti;

2. qualora si avvisti un orso o i suoi cuccioli ad una distanza ragguardevole è fondamentale non avvicinarsi ma godere della fortuna dell’avvistamento dal luogo sicuro. Quando c’è l’occasione di vedere cuccioli, certamente è forte l’istinto e la voglia di avvicinarsi, ma è altamente sconsigliato specialmente perché la mamma orsa sarà nei dintorni e non gradirebbe l’avvicinamento ai suoi piccoli. L’orso non è un animale territoriale, anche se ogni animale ha un’area che frequenta con una certa assiduità. Vive da solo, a meno che non si tratti di una femmina con i cuccioli, che restano con essa in genere per 14-15 mesi circa. Quello della femmina con i cuccioli è l’unico caso in cui ci si può attendere un tentativo di aggressione, perché – come tutte le mamme – la femmina difende strenuamente i cuccioli. A questo va aggiunto che tra i sessi non c’è dimorfismo, cioè non è possibile dire se un orso sia maschio o femmina dalla semplice osservazione. Valutazioni più accurate si possono fare solo se ci sono due orsi in accoppiamento, nel qual caso il maschio sarà riconoscibile per le maggiori dimensioni, e se c’è una femmina con i cuccioli;

3. se si incontra un orso lungo un sentiero, conviene alzare le braccia, fare rumore in modo da allontanare l’animale. Se l’incontro dovesse avvenire invece a distanza ravvicinata è bene non scappare ma allontanarsi lentamente non ostruendo la via di fuga anche all’orso e nel caso di attacco, si può tentare di porre tra sé e il mammifero borse, zaini o altri oggetti per proteggersi;

4. se si avvista un orso che si sta alimentando su una carcassa o su altro materiale (arnie, alberi da frutto, ecc.) si può tentare semplicemente di fare dei rumori per allontanarlo se ci si trova nei pressi di un centro abitato. Se tutto ciò avviene in ambiente rurale e montano, è consigliabile permettere all’orso di finire il cibo e poi togliere ciò che resta, in modo da evitare che l’animale torni;

5. tutti quelli che vivono in zone con presenza di orsi dovrebbero avere delle protezioni, come recinti adeguati o porte robuste, per proteggere gli animali domestici.