Ma la Gazzetta Ufficiale pubblica la proroga fino al 31 gennaio 2015

Caccia, la Camera vota sull’abolizione dei richiami vivi

Gli ambientalisti: «Sanare l’infrazione Ue e porre fine ad una tradizione orribile».

[10 giugno 2014]

Le 50.000 firme raccolte dalla Lipu in poche settimane a sostegno della modifica della legge sulla caccia, una mobilitazione in rete che in poche ore ha coinvolto oltre mezzo milione di persone, una procedura di infrazione comunitaria che chiede di intervenire, l’emendamento abolizionista sottoscritto da deputati di molti gruppi e la volontà del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sono gli ingredienti per l’evento storico dell’abolizione dei richiami vivi, una delle pratiche più violente contro gli uccelli selvatici.

Intanto ieri la Federcaccia ha comunicato che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 130 del 7/6/2014 la nuova ordinanza che proroga al 31/12/2015 la deroga per l’utilizzo dei richiami vivi, come previsto dalla Decisione 2013/635/UE del 31 ottobre 2013.

La Lipi/BirdLife Italia sottolinea che «Il momento della verità è la legge Europea 2013, che da martedì 10 giugno sarà in Assemblea della Camera dei Deputati per il voto finale. Al centro dell’attenzione l’articolo 15, che riguarda proprio la questione dei richiami vivi, dopo la messa in mora dell’Italia da parte dell’Unione europea, visto che la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo è vietata dalla direttiva comunitaria».

Ma in un comunicato congiunto Enpa, Lav, Lipu e Wwf evidenziano che «L’articolo 15, predisposto dal Governo è del tutto insufficiente al suo scopo. L’articolo non vieta affatto la cattura e l’utilizzo dei richiami ma si limita semplicemente a prevederli in deroga. Una soluzione blanda e anzi molto negativa, non solo perché andrebbe ad appesantire il già impossibile sistema delle deroghe italiane sulla caccia, ma perché non risponde affatto alle richieste dell’Europa, secondo cui si può fare del tutto a meno dell’utilizzo dei richiami vivi. Per non parlare della pratica in sé tanto futile quanto cruenta: i piccoli uccelli migratori, una volta catturati con le reti, sono costretti in gabbie minuscole e tenuti al buio, spesso in condizioni igieniche indegne, tra ferite, pessimo stato del piumaggio e grave stress psicofisico. Una situazione cui possiamo finalmente dire basta con l’emendamento all’articolo 15, sottoscritto da numerosi parlamentari che in un solo colpo risolverebbe il contenzioso con l’Europa e volterebbe, dopo decenni, questa brutta pagina riservata agli uccelli selvatici. Il Governo, a cominciare dal Ministro Galletti, dia parere favorevole, e il Parlamento approvi l’emendamento. Dimostriamo che l’Italia tiene alla legalità ambientale, alla biodiversità e al rispetto della vita selvatica».