Caccia: il governo mette in salvo beccaccia, cesena e tordo bottaccio

Legambiente: «Bene il Governo. Giusto ricorrere al potere sostitutivo». Sventato il rischio di sanzioni Ue

[21 gennaio 2015]

Nonostante la lettera inviata ieri al premier Renzi ed ai ministri dell’ambiente e delle politiche agricole dagli assessori alla caccia di Toscana, Friuli Venezia Giulia ed Umbria, il governo ha deciso di esercitare il potere sostitutivo per anticipare chiusura caccia ad alcune specie in 6  regioni italiane Infatti, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, ha approvato le delibere che assegnano al governo il potere sostitutivo straordinario per anticipare alla mezzanotte del 20 gennaio, «il termine di chiusura della caccia alle specie cesena, tordo bottaccio e beccaccia nel territorio delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Marche».

In una nota il ministero dell’ambiente ha annunciato che sta comunicando alle Regioni interessate l’atto del Consiglio, «che modifica i calendari venatori nei quali veniva fissato al 31 gennaio il termine della caccia alle tre specie migratrici: un intervento reso necessario per garantire che beccaccia, tardo bottaccio e cesena non vengano cacciate durante il periodo della riproduzione e il ritorno al luogo di nidificazione, tema oggetto di un’imminente apertura da parte dell’Europa di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia».

Legambiente esulta e conferma: «Rischiavamo seriamente l’apertura di una nuova procedura d’infrazione. Per fortuna invece il Governo è intervenuto approvando nel Consiglio dei Ministri di ieri, l’utilizzo del potere sostitutivo, chiudendo la caccia a tre specie e bloccando nel modo migliore questa vicenda”.
Qualche giorno fa il Cigno Verde te aveva sollecitato le Regioni italiane a modificare i loro calendari venatori: molte Regioni, «infatti – spiegano gli ambientalisti – continuavano ad autorizzare la caccia a 19 specie di uccelli in cattivo stato di conservazione in assenza dell’approvazione di specifici piani di gestione-conservazione e a 9 specie di uccelli durante la fase di migrazione prenuziale. E l’Ue – con il Caso EU Pilot 6955/14/ENVI – aveva già avvisato l’Italia del rischio di apertura di una nuova procedura. A meno che le Regioni non avessero modificato i loro calendari venatori a tutela delle specie sopracitate entro il 19 gennaio. La decisione del Consiglio dei Ministri di ieri, su sollecitazione del Ministro Galletti, ha quindi ridotto le possibilità dell’apertura di una nuova procedura d’infrazione e chiuso la caccia all’inizio della migrazione prenuziale di beccaccia, cesena e tordo bottaccio, così come chiede la scienza e l’Europa».

Legambiente torna anche sul caso della lettera delle tre Regioni: «Purtroppo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche e Umbria, pur consapevoli di tale quadro conoscitivo, avevano comunque scelto di andare avanti col loro calendario, appellandosi a incongruenze normative e mostrando, nei fatti, scarsissima attenzione verso la maggioranza dei cittadini che avrebbero pagato le conseguenze della nuova procedura, se il Governo non avesse approvato l’utilizzo del potere sostitutivo e consentito di chiudere dignitosamente questa vicenda».