L’invasione non c’è: 6 migranti su 10 hanno presentato la loro domanda in Germania

Cala il numero dei richiedenti asilo nell’Ue. In Italia meno 10%

Ue: primi i siriani, poi irakeni e afghani. In Italia i richiedenti asilo vengono da Pakistan, Nigeria e Gambia

[16 giugno 2016]

Richiedenti asilo 1

Secondo un rapporto presentato oggi da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, «Nel corso del primo trimestre 2016 (da gennaio a marzo  2016), 287.100 primi richiedenti asilo hanno presentato una domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell’Unione europea (Ue), cioè una cifra in calo del 33% in rapporto al quarto trimestre 2015 (nel corso del quale sono stati registrati  426.000 primi richiedenti asilo). Con più di 102.000 primi richiedenti asilo da gennaio a marzo 2016, I siriani restano la principale nazionalità delle persone che sollecitano una protezione internazionale negli Stati membri dell’Ue, davanti agli irakeni e agli afghani (con ciascuno intorno ai 35.000 primi richiedenti)».  Sono queste infatti le nazionalità maggioritarie tra chi chiede asilo per la prima volta e tutti provengono da Paesi dove sono in corso guerre scatenate dall’Occidente, Europa ed Italia comprese. Nel primo trimestre 2016 siriani, afghani e irakeni rappresentavano da soli il 66% dei nuovi richiedenti asilo.

L’invasione dell’Italia non c’è: 6 nuovi richiedenti asilo su 10 hanno presentato la loro domanda in Germania, quasi 175.000 nel primo trimestre 2016, il nostro Paese segue da molto lontano: 22.300 nuovi richiedenti asilo, cioè solo l’8%, poi c’è la Francia (18.000 e il 6%), seguita dall’Austria, dove l’isteria anti-profughi ha fatto quasi vincere le elezioni presidenziali a un candidato di estrema destra, che si ferma a 13.900 richiedenti asili, il 5%.

Ancora più paradossale il caso della Gran Bretagna, dove la Brexit, il referendum per l’uscita dall’Ue, si gioca si oprattutto sull’immigrazione, ma che ha 10.100 richieste di asilo, appena il 4%).

Eurostat sottolinea che «Tra gli Stati membri con un numero elevato di richiedenti asilo nel  primo trimestre 2016,  in rapporto al trimestre precedente il numero dei primi richiedenti asilo è calato in particolare negli Stati membri nordici: Svezia (-91%), Finlandia (-85%) e Danimarca (-74%), così come in Olanda (-72%), in Belgio (-70%), in Lussemburgo (-59%) e in Austria (-55%).L’Italia “dell’ivasuione” registra un meno 10%.

Il numero di primi richiedenti asilo per abitante è più elevato in Germania e in Austria. In proporzione alla popolazione di ogni Stato membro dell’Ue, il tasso di nuovi richiedenti asilo nel primo trimestre 2016 è stato più elevato in Germania (2.155 per milione di abitanti) e in Austria (1.619), poi vengono Malta (904), Lussemburgo (888), Svezia (790), Cipro (749) e Ungheria(693). L’Italia non figura nemmeno nella testa della classifica.

I Paesi europei che hanno meno richiedenti asilo per milione di abitanti sono: Slovacchia (3), Estonia (4), Romania (11), Lituania (13), Portogallo (14) e Lettonia  (16), eppure in questi Paesi, ad eccezione del Portogallo, non mancano i movimenti xenofobi e i partiti, anche di governo, che continuano a denunciare un’invasione di stranieri musulmani.

Nel primo trimestre 2016 la media di nuovi richiedenti asilo nell’intera Unione europea è stata di 565 per milione di abitanti

Tra I nuovi richiedenti asilo i siriani son il 36% e l’85% di loro si è registrato in Germania, anche se sono maggioritari in 7 Stati membri dell’Ue. I richiedenti asilo  iracheni e gli afghani sono entrambi al 12%, i tre quarti dei profughi provenienti dalla Siria ha fatto richiesta di asilo in Germania, altrettanto ha fatto la metà di chi fugge dall’eterna guerra dell’Afghanistan.

In Italia nel primo trimestre 2016 i richiedenti asilo più numerosi sono stati quelli che vengono dal Pakistan (4.125 e 18%), seguiti da chi è scappato dalla Nigeria (3.535, 16%) e da chi è perseguitato in Gambia (1.940, 9%).

Attualmente nell’Unione europea ci sono più di un milione di richiedenti asilo le cui domande vengono ancora esaminate con grande lentezza dalle autorità nazionali competenti: alla fine di marzo 2015 erano 560.000. In Germania alla fine di marzo 2016 erano sotto esame 473.000 richieste, il 47% del totale, seguono la Svezia con (147.300, 15%), l’Austria (84 500, 8%), l’Italia (60.000, 6%) e la Francia (42.900, 4%).