L’incredibile attacco nel fiume Paraná

Caldo record e i piranha in Argentina attaccano i bagnanti [PHOTOGALLERY]

Il medico che ha curato i feriti: «E’ la prima volta che accade questo fenomeno»

[27 dicembre 2013]

Un’ondata di caldo sta letteralmente asfissiando l’Argentina, con temperature record in quasi tutte le province. Il caldo estremo sembra collegato anche all’attacco subito dai bagnanti che si stavano rinfrescando nel fiume Paraná, da parte di un branco di “palometas”, dei pesci simili ai piranha che hanno morso più di 60 persone nelle acque del lungofiume della Rambla Cataluña a Rosario.

Come spiega El Clarín, la sorte peggiore è toccata ad una bambina di sette anni che ha subito l’amputazione della falange del mignolo sinistro, mentre i terribili pesci hanno fratturato un dito ad un’altra bambina.

L’Instituto Nacional de Limnología ha sottolineato che esistono molte specie di palometas, cioè serrasalmi,  però quelle che avrebbero attaccato i bagnanti sono Serrasalmus aureus o  Serrasalmus marginatus,  pesci carnivori con denti affilati e molto aggressivi, simili ai piranha, che attaccano in gruppo e che compaiono lungo le rive del Paraná soprattutto quando le temperature sono molto alte e a Rosario, dove è ancora allerta rossa per il caldo, il termometro ha toccato i 37,5 gradi centigradi, con una temperatura percepita di 40º. Solo in tre Province, Chubut, Santa Cruz e Tierra del Fuego non sono stati superati io 32 gradi, mentre a Santiago del Estero si è toccata la temperatura record di 44,7°. Un Natale così caldo gli argentini non se lo ricordano ed anche a San Miguel de Tucumán la temperatura ha raggiunto i 40,5° mentre a Chamical, a La Rioja, si è fermata a 42,8°. A Córdoba, la massima è arrivata a 41,2°, un caldo acuito dai blackaut di elettricità e alla mancanza di acqua. Chi può fugge dalle città per andarsi a rinfrescare al mare o nei laghi, o magari nel Paranà dove sono in agguato i serrasalmi.

L’attacco, come conferma il sottosegretario alle risorse naturali di Santa Fe, Ricardo Biasatti, è comunque un fatto atipico: «Le palometas sono una specie che di solito si incontra nel Paraná durante l’inverno, però abitualmente in siti con acqua calma e con temperature molto alte».

Gustavo Centurion, un medico del Sistema Integrado de Emergencia Sanitaria che ha curato i feriti dice che «E’ la prima volta in questa periodo che accade questo fenomeno. La maggior parte della gente ha sofferto lesioni lievi alle mani, ai piedi e ai talloni. Ogni tanto le palometas compaiono, così ho potuto verificare che c’è bisogno di alcune condizioni climatiche perché questi pesci vengano a riva: una di queste è l’aumento della temperatura dell’acqua». La Guardia Urbana sta cercando, senza troppo successo, di convincere la gente a non fare il bagno.

Medici, ambientalisti e specialisti concordano nel dire che il clima è uno dei motivi principali del gli attacchi dei “piranha del Paraná” .  Il caldo fa aumentare l’attività della specie e  in tutto il bacino del Paraná, che è un metro sotto il suo livello normale in questo periodo, si è creato uno scenario propizio perché questi pesci affamati vadano a caccia.

Il direttore del Sistema Integrado de Emergencias di  Rosario, Federico Cornier, ha detto a Radio Mitre.che al momento dell’attacco c’erano 9.000 bagnanti in acqua, nonostante fosse stata segnalata la presenza di una specie pericolosa, e spiega che la “palomita”: “E’ un pesce tipo piranha, grande, molto vorace, con denti affilati e molto taglienti. Evidentemente, avevano fame e sono andati ad alimentarsi.

Il veterinario Juan Enrique Romero conferma che la palomita «E’ parente del  piranha. La sua comparsa in principio ha a che vedere con un determinato tipo di condizioni: acqua calda e movimento della gente che si immerge per il caldo extra producono le condizioni naturali perché l’animale sferri un attacco. Come tutti i predatori, questo pesce è attratto dal sangue. Sono sorpreso per la mancanza di prevenzione. Normalmente i rivieraschi sanno in che banco ci sono palometas ed hanno chiaro che li non si deve fare il bagno».

Gli ambientalisti dicono che un’altra delle cause degli attacchi dei serrasalmi sarebbe la pesca indiscriminata che ha alterato la catena alimentare del Paraná, provocando un aumento delle palometas che ora attaccano tutto quello che incontrano, uomini e bambini compresi. Ma secondo Romero il principale predatore delle palometas, il dorado, non viene pescato molto e «tutte le modificazioni che stanno avvenendo sono prodotte dagli esseri umani».