Il governo spagnolo: «Difesa la libertà di navigazione». Il video dell’attacco è diventato virale

Canarie, attacco dell’esercito spagnolo a Greenpeace: «Nemmeno i russi sono stati così violenti» (VIDEO)

E’ Matilda Brunetti, 23 anni, l’attivista italiana ferita dall’elica della lancia dell’esercito

[16 novembre 2014]

Ieri alle 19,25 ora delle Canarie la nave Arctic Sunrise di Greeenpeace è attraccata nel porto Los Mármoles di Lanzarote accolta da una folla che chiedeva la fine delle prospezioni petrolifere al largo delle Canarie e manifestava contro la multinazionale petrolifera Repsol ed il ministro dell’industria spagnolo.

L’appoggio della società civile delle Canarie agli attivisti assaliti dai gommoni dell’esercito spagnolo sembra unanime e l’italiana Matilde Brunetti, ferita e finita all’ospedale, è ormai un’eroina del movimento contro le prospezioni e le trivellazioni offshore, viste dalla società canaria come un pericolo gravissimo per l’economia e l’ambiente dell’arcipelago. La gente gridava “Gracias”, “No a las petroleras” o ‘Canarias no se vende, Canarias se defiende”.

In un comunicato Greenpeace España ringrazia tutti per l’accoglienza ricevuta nel porto di Lanzarote e per come la vicenda è stata seguita sul blog dell’associazione e sui social network: «E’ stata una giornata molto intensa e con un sapore agrodolce per la nostra attivista ferita. Però il vostro appoggio ci da la forza per andare avanti e continuare a dire insieme a voi: Prosapecciones NO».

La prima dell’equipaggio dell’ Arctic Sunrise a mettere piede a terra è stata la brasiliana Ana Paula Maciel un’attivista di Greenpeace che è già stata 2 mesi in carcere in Siberia dopo il blitz nell’Artico contro una piattaforma russa brutalmente fermato dalla polizia di frontiera di Vladimir Putin. Era proprio la Maciel a pilotare lo zodiac speronato dall’esercito spagnolo e, davanti allo stesso gommone ora inservibile, ha spiegato al Diario de Lanzarote come è avvenuto l’attacco: «Non pensavamo mai ad una reazione come questa, perché noi siamo pacifici. La lancia dell’Esercito si è messa in mezzo e poi ha investito la nostra compagna, che è caduta in acqua. Nemmeno in Russia sono stati tanto violenti, ci hanno minacciati con coltelli ed armi da fuoco, ma non c hanno speronati così. Potevano ferire sei o sette persone».

Il bilancio dell’attacco dei militari, partiti dalla nave Relámpago, a Greenpeace per difendere la nave da prospezioni Rowan Renaissance della Repsol, che opera nell’area marina di Sandia, si è fortunatamente limitato a due feriti con contusioni  trasportati ieri notte all’Hospital José Molina Orosa de Lanzarote, mentre la ferita più grave, l’italiana Matilde Brunetti, di 23 anni, che è stata operata all’Hospital Doctor Negrín, dopo i tagli subiti a causa dell’elica della lancia dell’esercito che le è letteralmente salita addosso. L’attivista italiana era stata raccolta in mare da un militare della Relámpago e, dopo essere stata portata a bordo dell’incrociatore, è stata trasportata all’ospedale da un elicottero SAR dell’aeronautica militare spagnola.

Il capitano dell’ Arctic Sunrise, Joel Stewart, circondato dalla folla preoccupata,  ha detto: «E’ assurdo che l’Esercito dica che si è ferita con il nostro zodiac, perché i nostri zodiac non hanno eliche. In 25 anni con 25 Greenpeace non avevo mai partecipato ad un’azione con una persona ferita gravemente, è la prima volta. E’ stata una reazione aggressiva, molto violenta».

L’esercito spagnolo sembra aver capito di averla combinata grossa, ma il ministero della difesa continua a dire che l’Artic Sunrise «Ha ostacolato i lavori di posizionamento entrando nella zona di esclusione per la navigazione decretata dalla Dirección General de la Marina Mercante».

Inoltre la nave militare Relámpago, agli ordini del Mando de Vigilancia y Seguridad Marítima, starebbe realizzando «Attività operative in appoggio alla difesa ed agli interessi nazionali nelle acque dell’Atlantico vicine alle Isole Canarie, per garantire la libertà di navigazione e l’accesso alle zone di prospezione petrolifera, debitamente autorizzate dal Gobierno de la Nación, dellanave “Rowan Renaissance’”. La difesa degli interessi vitali e strategici della Spagna è un obiettivo primordiale della Seguridad Nacional e la la libertà di sfruttamento delle risorse energetiche disponibili deve essere considerata in quest’ambito». La nota del governo conclude: «Le operazioni che si stanno concludendo, all’interno dell’ambito legale che stabilisce la normativa vigente, dispongono le necessarie regole di Ingaggio approvate opportunamente dalla catena di comando operativo, per regolare l’uso della forza in caso necessario di fronte a possibili minacce alla libera navigazione ed alle operazioni della “Rowan Renaissance” nelle zone autorizzate».

L’unica libertà di navigazione violata sembra in realtà essere quella dell’Arctic Sunrise e Greenpeace voleva solo salire abbordare la nave da prospezioni per mostrare striscioni contro il petrolio ed a favore delle energie rinnovabili. Stewart  manda a dire al governo di Madrid: «Se la Spagna non vuole che il cambiamento climatico vada avanti, non dovrebbe estrarre o bruciare petrolio, non è questa la strada; non rovinate il tesoro di biodiversità che è questo mare».

Dopo il durissimo attacco ricevuto dall’esercito spagnolo, l’Arctic Sunrise resterà una settimana in porto a Los Mármoles e poi salperà per Valencia. «Nella  zona c’è poco da fare  – dice Stewart – ora la protesta prosegue nelle strade e se il governo non ci ascolterà, allora bisognerà cacciare questo governo».

Il responsabile campagne di Greenpeace España, Julio Barea, ha sottolineato che l’accoglienza ricevuta in porto a Lanzarote è stata spettacolare ed ha evidenziato che «Le immagini dell’attacco dell’esercito (un video che sta diventando virale) non mentono. Avevamo avvisato che ci stavamo avvicinando alla nave in maniera pacifica e non abbiamo fatto nessun atto violento. Ci anno accolto in maniera sproporzionata e lo abbiamo vissuto con grande tensione quando ci hanno detto che c’era una persona a mare. Si è trattato di un intervento molto sproporzionato e non ce lo aspettavamo. Questo dimostra che il governo sostiene gli interessi di Repsol contro quelli collettivi e sociali, del Gobierno de Canarias e della società spagnola in generale».

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