Petrolio alle Canarie, la Spagna dice sì alle trivellazioni. Locali e ambientalisti in rivolta

Il governo regionale promette referendum e ricorsi alla giustizia Ue

[14 agosto 2014]

Il governo spagnolo, nonostante la forte opposizione delle Canarie, ha dato a Repsol il permesso definitivo per effettuare prospezioni petrolifere nell’arcipelago, al largo delle coste di Lanzarote e Fuerteventura.

La decisione è stata appresa da tutti con la pubblicazione sul Boletín  Oficial del Estado, con la quale si autorizza la Repsol Investigaciones Petrolíferas SA ad eseguire sondaggi esplorativi nelle concessioni “Canarias 1″ e  “Canarias 9”.

Sia il governo regionale delle Canarie che i cabildos delle isole interessate che le principali associazioni ambientaliste accusano l’industria petrolifera di non aver rispettato gli impegni ed hanno annunciato un ricorso per bloccare  i sondaggi, il cui avvio è previsto in autunno. Repsol spera di ottenere i primi risultati già nel primo trimestre del 2015.

La risoluzione del governo autorizza la compagnia petrolifera a realizzare per tre anni trivellazioni a 60 Km dalla costa in due punti, ampliabili ad un terzo in funzione dei risultati ottenuti nei primi due.

Il testo scarica sulla Repsol ogni responsabilità e impone 14 condizioni, compresa un’assicurazione di responsabilità civile di almeno 40 milioni di euro ed altri 20 milioni per coprire i possibili danni ambientali. Inoltre la compagnia petrolifera dovrà sospendere i lavori se verrà registrato un terremoto di magnitudo  superiore a 4,5 gradi nel raggio di 75 Km, anche se gli interlocutori chiedevano che il limite fosse abbassato a 3,5 di magnitudo.

Eugenio Reyes, portavoce del gruppo ambientalista Ben Magec, ha criticato soprattutto questo aspetto e il fatto che non sia stata stabilita nessuna misura correttiva nel caso di una marea nera che comprometta il rifornimento di acqua potabile, visto che a Lanzarote e Fuerteventura si beve acqua dissalata.

Il ministro dell’industria,  José Manuel Soria, ha assicurato che sono state studiati tutti i problemi e tutte le osservazioni ma l’assessore allo sviluppo dell’autogoverno del Gobierno regional, Fernando Ríos Rull, j ha risposto che l il termine per presentare le osservazioni era lo scorso venerdi, 2 giorni prima che il governo centrale approvasse la risoluzione, «Dubito che abbiano avuto tempo per leggersi le osservazioni»

Il presidente delle Canaria, Paulino Rivero, oggi incontra i presidenti dei cabildos di Lanzarote e Fuerteventura per annunciare che andrà avanti con la consultazione popolare per dire sì o no ai sondaggi e che intanto prosegue il procedimento legale per poter effettuare il referendum.

Invece il segretario del Partido Popular delle Canarie, ha difeso il governo centrale del suo Partito ed il «Diritto a conoscere se ci sia petrolio nelle isole». inoltre ha ricordato che tra l’imprenditoria dell’Arcipelago ci sono diverse opinioni  e che mentre alcuni la vedono come un’opportunità la potentissima industria alberghiera di Fuerteventura crede che le trivellazioni siano un pericolo per il turismo».

Amigos de la Tierra, Ecologistas en Acción, Greenpeace, Seo/BirdLife e Wwf hanno pubblicato un comunicato congiunto nel quale dicono che si rivolgeranno alla giustizia spagnola  ed alla Corte di giustizia europea perché le concessioni sono state rilasciate con scarsa informazione ed ostacoli burocratici «che hanno impedito di conoscerne con chiarezza il contenuto».

Secondo gli ambientalisti, «cercare nuovi idrocarburi non è la strada per ridurre la domanda energetica, ma la soluzione passa per l’efficienza, il risparmio e le energie rinnovabili, delle quali la Spagna era leader mondiale. E’ questo che ci darà realmente l’indipendenza energetica e ci permetterà di lottare contro il cambiamento climatico».