Attese possibili entrate fiscali per 6-8 miliardi di euro/anno, sottratti alle narcomafie

Cannabis, oggi il ddl sbarca alla Camera. Della Vedova: «Legalizzare per controllare»

Per la prima volta il Parlamento ha la possibilità di far prevalere il buonsenso sul pregiudizio in materia

[25 luglio 2016]

legalizzare cannabis

Dopo lunghi mesi di lavoro nelle aule parlamentari e fuori, inizia oggi la discussione alla Camera della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis: un testo simile non era mai arrivato a tagliare questo traguardo in Italia. Forte dell’appoggio di 221 deputati e 73 senatori appartenenti a quasi ogni partito politico – gli oltre mille emendamenti presentati per frenare il percorso legislativo del ddl sono arrivati in massa da Area popolare –, il disegno di legge si appresta ad affrontare adesso una dura battaglia, incassando intanto in un sol colpo l’endorsement da parte dei due più importanti quotidiani italiani (la Repubblica e il Corriere della Sera, dove oggi hanno firmato il loro editoriale rispettivamente Roberto Saviano e Paolo Mieli). Il mercato della cannabis è nei fatti già libero (e illegale) da lustri, adesso c’è la possibilità di controllarlo.

«Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l’esame si aggiornerà a settembre (proprio a causa dell’elevata mole di emendamenti presentati, ndr) ed è lì che i partiti dovranno decidere l’approccio», spiega il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini. Lo scontro sarà tra i difensori dello status quo e quanti – argomenta con chiarezza Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e promotore del ddl – ritengono che un regime di regolamentazione legale sia chiaramente meglio, da tutti i punti di vista, del regime di liberalizzazione criminale a cui oggi consegniamo milioni di consumatori di hashish e marijuana».

Sempre più italiani comprendono che la ‘droga libera’ è proprio la ‘droga proibita’ e che il proibizionismo non cancella né riduce il mercato di hashish e marijuana, ma istituisce un monopolio criminale redditizio, rispetto a sostanze che sono consumate da milioni di italiani, con conseguenze sociali e sanitarie decisamente inferiori a quelle legate al consumo di droghe oggi legali, come alcolici e tabacchi.

Chi vuole legalizzare la cannabis vuole regolamentare e sottoporre a una disciplina giuridica stringente un mercato che oggi, di fatto, non ha regole e non ha controlli. Inoltre, come ha evidenziato la Direzione Nazionale Antimafia, che ha espresso il proprio parere favorevole alla legalizzazione, chi vuole legalizzare la cannabis intende infliggere un colpo durissimo alle narcomafie. Miliardi di euro di facili profitti criminali grazie alla legalizzazione potrebbero convertirsi (nella misura di 6-8 miliardi di euro l’anno, ndr) in entrate fiscali. Le organizzazioni criminali avrebbero meno potere e il bilancio pubblico più risorse, anche in termini di uomini e mezzi, da impiegare in iniziative importanti».

Al contrario, per dirla con Saviano, «il NO alla legalizzazione cannabis è complice delle organizzazioni terroristiche che vendono droghe per finanziarsi». Per la prima volta nella storia italiana, in fatto di cannabis il Parlamento ha oggi la possibilità di far prevalere il buonsenso sul pregiudizio.

L. A.