Carta di Milano, non c’è cibo senza tutela del suolo

Oggi la presentazione del documento. Realacci: «Promuovere cooperazione rafforzata in Ue per fermare la cementificazione»

[28 aprile 2015]

L’eredità dell’Expo 2015 è pronta prima che lo siano tutti i padiglioni del colossale evento: è stata presentata oggi all’università statale della città meneghina la Carta di Milano. « A pochi giorni dall’apertura di Expo Milano 2015 – recita il lancio dell’ateneo – siamo tutti chiamati a partecipare alla sfida: lottare affinché tutti possano avere accesso a cibo sano, sicuro, sufficiente e nutriente, abolire le disuguaglianze nell’accesso alle risorse del pianeta». La Carta di Milano, che può essere sottoscritta da tutti i cittadini, dovrebbe rappresentare la bussola per questa rotta.

Si tratta di volenterosi impegni, che solo invecchiando si potranno giudicare come veritieri o meno. Certo è che il documento rimane perfettibile; chiusi gli spazi al tema della speculazione finanziaria sul cibo, che nel 2008 fece danni sui paesi in via di sviluppo di mezzo mondo. E poca l’attenzione a un tema strettamente collegato a quello del cibo come diritto, ovvero la tutela del suolo.

Un tema cui proprio l’Italia dovrebbe essere particolarmente sensibile. E infatti oggi, in occasione del lancio della Carta di Milano, il presidente della commissione Ambiente del Parlmanento – Ermete Realacci – chiede attenzione nel merito da parte del governo.

«Inserire la tutela del suolo nella Carta di Milano e promuovere cooperazione rafforzata in Ue per fermare la cementificazione: è quanto chiedo – scrive Realacci – con i colleghi Mannino e Catania in una lettera inviata al premier Renzi. Sancire quello al cibo come un diritto umano fondamentale è un principio di civiltà ed è importante che l’Italia, con la Carta di Milano, si faccia promotrice di questa sfida culturale. Ma se non si aggancia questo principio anche alla partita della tutela del suolo, risorsa finita e non rinnovabile, rischia di perdere efficacia.

In Italia il consumo di suolo è una vera emergenza che secondo l’Ispra viaggia alla velocità di 8 metri quadri al secondo e la perdita di suolo agricolo tocca anche l’Europa. Visto che non c’è cibo senza suolo chiediamo, insieme ai colleghi De Rosa (M5S), Busto (M5S), Daga (M5S), Micillo (M5S), Terzoni (M5S) e Zolezzi (M5S) che hanno sottoscritto la lettera al Premier, di arricchire la Carta anche con la tutela del suolo. E soprattutto chiediamo che l’Italia, visti gli scarsi risultati ottenuti seguendo le procedure ordinarie, promuova una cooperazione rafforzata con altri otto Stati Membri per arrivare a una direttiva contro il consumo di suolo.

Un’iniziativa – chiosa Realacci – che porterebbe l’Italia all’avanguardia in Europa su questo fronte e che arriverebbe con significativa coincidenza non solo nell’anno di Expo, ma anche nell’anno internazionale dei suoli, quando l’Onu lancerà la nuova agenda per lo sviluppo e a pochi mesi dall’importante vertice di Parigi sul clima».