In Emilia-Romagna la costa sprofonda, una catena umana per difenderla [FOTOGALLERY]

La subsidenza amplificata dall’estrazione offshore di idrocarburi, ma la politica non interviene

[5 agosto 2014]

Un blitz, o meglio una lunga catena umana, a protezione della costa che si sta inesorabilmente abbassando, ha accolto ieri pomeriggio Goletta Verde al suo arrivo in Emilia-Romagna.

Bagnanti, cittadini, commercianti e operatori turistici uniti per porre l’attenzione sul delicato problema della subsidenza, particolarmente sentito proprio in quest’area del litorale. «Il territorio del Lido di Dante è infatti tra quelli più colpiti dal fenomeno di abbassamento del terreno e di erosione della costa . dicono a Legambiente –  secondo i dati Arpa, infatti, se il litorale ravennate presenta abbassamenti generalmente fino a circa 5 mm/anno, l’area costiera compresa tra il Lido Adriano e la foce del Bevano presenta una depressione più importante, facendo registrare un abbassamento pari a 20 mm/anno proprio in corrispondenza della foce dei Fiumi Uniti».

Un fenomeno presente in tutta la fascia costiera emiliano-romagnola, ma che a Lido di Dante, al largo del quale è situata la piattaforma petrolifera Angela Angelina di Eni, è più evidente, perché, come dicono gli ambientalisti, «È ormai certo infatti che l’estrazione di fluidi, dal sottosuolo – e quindi anche di idrocarburi – sia una delle cause antropiche dell’aumento della subsidenza. Il Comune di Ravenna, sfruttando i fondi che la stessa Eni mette a disposizione (circa 2,5 milioni di euro quelli previsti per il futuro), cerca di proteggere la costa realizzando nuove dighe foranee e cordoni di sabbia: ma l’intervento rischia di divenire l’ennesimo palliativo momentaneo, se non si lavora anche sui problemi a lungo termine. Appare inoltre paradossale investire ingenti risorse per costruire strutture protettive del litorale, se dall’altro lato si continuano a permettere attività che amplificano gli effetti della subsidenza».

Anche se non è possibile determinare quanto le attività antropiche influenzino il fenomeno, per Legambiente e Comitato cittadino, «La politica dovrebbe comunque assumersi la responsabilità di tutelare le future generazioni, il patrimonio naturalistico, economico e turistico del territorio: e invece il tema delicato è completamente ignorato e fuori dall’agenda politica locale e regionale».

Il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Lorenzo Frattini, ha concluso: «In Emilia-Romagna serve un piano di azione straordinaria  per fronteggiare il fenomeno della subsidenza. È necessario innanzitutto porre un freno alle cause antropiche che aumentano tale fenomeno, e quindi pianificare azioni a lungo termine che diminuiscano il rischio, a cominciare ad esempio dal blocco delle estrazioni di fronte al Lido di Dante. Legambiente chiede perciò alle amministrazioni locali e alla futura Giunta regionale di vietare categoricamente le attività di estrazione di idrocarburi e acqua lungo la costa, e di investire risorse economiche in azioni di riduzione del rischio, a cominciare dai fondi strutturali europei».