Centrale a carbone a Piombino, il no ragionato di “Osservatorio 50 Km”

[24 settembre 2014]

Siamo un gruppo di persone comuni, diverse per età e professione, accomunate tuttavia dall’interesse e la preoccupazione per i temi ambientali. Qualche mese fa, allarmati per il ventilato proposito di costruire una centrale a carbone a Piombino, abbiamo dato vita alla pagina facebook “No alla centrale a carbone a Piombino” che nel giro di pochi giorni ha raccolto più di 1700 adesioni. Nonostante il nome (scelto sull’onda dell’emozione per un progetto che ci appare quantomeno avventato rispetto agli scenari possibili di ripresa e sviluppo per il nostro territorio), il nostro scopo non era, e non è, quello di pronunciare un “no” infondato, ideologico e aprioristico: piuttosto desideriamo condividere informazioni e aprire un dibattito serio fra i cittadini su un tema tanto delicato e importante per la comunità.

Proprio tenendo conto di questa finalità, abbiamo deciso oggi di uscire allo scoperto e chiamare il nostro gruppo Osservatorio 50 Km“: osservatorio perché ci proponiamo di monitorare, analizzare, discutere le scelte che verranno compiute in materia ambientale nella nostra zona (non solo, quindi, quella di un’eventuale centrale); 50 Km perché studi aggiornati dimostrano che gli effetti inquinanti di una centrale a carbone riguardano un’area di (almeno) quella estensione di raggio.

Nel nostro gruppo ci sono professionisti, operai, impiegati, insegnanti, pensionati, disoccupati; alcuni di noi hanno avuto in passato esperienze di militanza nella politica e nell’associazionismo, altri no.  Come spesso accade oggi, ci siamo ritrovati su Facebook, ma non vogliamo che la nostra voce si limiti a risuonare in quel contesto. Abbiamo creato un sito web (http://osservatorio50km.wordpress.com/) Ci proponiamo, in futuro, di organizzare occasioni pubbliche di confronto, dibattito, sensibilizzazione, eventualmente protesta. I nostri potenziali interlocutori sono le forze politiche, istituzionali e produttive che, per così dire, “dettano la linea” economica, occupazionale e ambientale nel nostro territorio: deve essere chiaro che la cittadinanza, oltre qualunque steccato politico, dovrà essere seriamente ascoltata e coinvolta nelle scelte che la riguardano. Insomma, ci auguriamo che i piombinesi e gli abitanti della Val di Cornia non resteranno a guardare ma sceglieranno, insieme, di giocare nella partita ambientale un ruolo da protagonisti. Per questo ci mettiamo a disposizione, ognuno di noi con le proprie competenze e conoscenze professionali, allo scopo di fare rete e garantire la possibilità reale di una discussione pubblica e aperta.

A nostro giudizio, una riflessione seria e il più possibile condivisa, accompagnata da un dibattito pluralista ma ancorato a dati reali, è necessaria affinché la città non sia preda di paure contrapposte, il terrore della disoccupazione e quello dei rischi per la salute, che finirebbero per spaccare la popolazione di Piombino e della Val di Cornia . Al contrario, mai come adesso dovremmo essere uniti per chiedere a gran voce un futuro di lavoro e salute.

Osservatorio 50km ritiene che per Piombino e il suo territorio la profonda e drammatica crisi che stiamo attraversando non vada subìta ma debba essere l’occasione per una svolta: un’economia sostenibile, aperta, diversificata che dia spazio a siderurgia, agricoltura e turismo deve essere l’obiettivo. Senza scorciatoie, senza ricatti. Per ripartire, insieme, con una nuova speranza e un’autentica fiducia nel futuro.

 

Lorenza Boninu, insegnante; Roberto Bragiola, operaio Lucchini; Letizia Braschi, insegnante; Alessio Demi, medico anestesista; Davide Leonelli, impiegato Arcelor Mittal; Elena Lombardi, grafico; Giuseppe Lombardi, operaio Lucchini Servizi; Maria Marcacci, volontaria associazione Poggetto Cotone Gruppo 2000; Marco Melillo, impiegato; Luisa Merlini, volontaria gruppo LaicitaeDiritti; Eugenio Redolfi Riva, ingegnere biomedico; Gino Scateni, ingegnere meccanico.