Chianni, Legambiente Valdera torna a chiedere la chiusura definitiva della discarica

[15 marzo 2016]

discarica chianni

Il direttivo di Legambiente Valdera ha consegnato ieri una lettera aperta (in allegato) al presidente della Regione Enrico Rossi, ai consiglieri e alla Giunta, e ai tre sindaci di Chianni, Lajatico e Terricciola, tornando a chiedere la chiusura definitiva dell’impianto di smaltimento rifiuti de “La Grillaia” a Chianni senza ulteriori conferimenti di rifiuti.

Il Cigno verde, consegnando insieme alla missiva anche le firme raccolte dalla cittadinanza nel corso del 2015, sottolinea le «condizioni critiche» in cui versa la discarica, ricordando che già il 4 giugno 2015 l’Arpat ha rilevato il non funzionamento delle pompe di estrazione del percolato (che non può essere estratto); la non sigillatura dei pozzi di estrazione; la riduzione di 8 volte della quantità di percolato….connessa al peggioramento nell’efficienza dei sistemi di estrazione (intasamento pozzi, anomalie pompe etc)».

Nonostante tali condizioni, in passato «la provincia di Pisa aveva autorizzato lo smaltimento di  270.000 tonnellate di rifiuti nell’impianto», provvedimento giudicato in «evidente contraddizione» con lo stato della discarica. «Cari amministratori – esordisce dunque il direttivo del circolo legambientino – con la soppressione delle province, avete adesso la competenza sulla sorte di una discarica che da oltre 25 anni costituisce un forte elemento di criticità e di preoccupazione per la popolazione della Valdera». Da qui la richiesta di una definitiva chiusura, senza ulteriori conferimenti. «La politica è prima di tutto volontà, decisione, scelta, governare la realtà non delegando ai tecnici, ai giudici o ad altri. La discarica ha già raggiunto la sua capienza massima e si trova in una situazione allarmante, sarebbe dannoso oltre che illegale ogni nuovo apporto di rifiuti. Vi chiediamo che siano condotte correttamente tutte le azioni di monitoraggio, controllo e gestione post-mortem della discarica».

Una presa di posizione decisa, che va a inserirsi in un contesto più generale – quello delle discariche sul territorio – già assai complesso. Nelle scorse settimane, anche il presidente di Geofor, Paolo Marconcini, intervenendo sulle nostre pagine affermava che «se si considera inoltre che rimane in sospeso anche il destino del post mortem della discarica di Chianni, il quadro è completo e preoccupante», e richiede un coordinamento attivo ad ogni livello, dagli attori politici a quelli economici, per indirizzarsi a una soluzione efficace.