Andrea Segrè alla guida

Cibo, dal ministero dell’Ambiente nasce il team anti-spreco

[17 ottobre 2013]

Secondo Secondo il Rapporto Food Wastage Footprint: Impacts on Natural Resources (L’impronta ecologica degli sprechi alimentari: l’impatto sulle risorse naturali) della FAO, sono 1,3 miliardi le tonnellate di cibo vengono che sprecate ogni anno. Cibo per produrre il quale vengono utilizzati 250 Km3 di acqua e 1,4 miliardi di ettari di terreno, e per il quale vengono immessi all’anno nell’atmosfera 3, 3 miliardi di tonnellate di gas serra.

Durante la Giornata mondiale dell’alimentazione, che commemora proprio l’anniversario della fondazione della FAO nel 1945, a questi dati s’è affiancato quello ancor più allarmante che vede 842 milioni di persone che ancora oggi sono cronicamente sottoalimentate.

Tra i risultati emersi durante la giornata, appare particolarmente interessante quello che evidenzia com e circa il 54 per cento dello spreco di cibo avvenga durante la fase di produzione, lavorazione post-raccolto e stoccaggio, mentre il 46 per cento occorra nelle fasi di lavorazione, distribuzione e consumo.

Si é posto l’accento sul fatto che per ridurre gli sprechi alimentari, migliorare le tecnologie all’inizio della catena alimentare, ad esempio fornendo ai contadini mezzo migliori per immagazzinare il raccolto, ha la stessa importanza che lavorare sul comportamento del consumatore alla parte opposta della catena.

Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva – comunica l’agenzia Onu –  ha esortato i governi a riconoscere che lo spreco di cibo è un problema critico, ricordando come esso sia anche parte integrante della Sfida Fame Zero del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il cibo che oggi va perso o sprecato potrebbe sfamare due miliardi di persone senza gravare ulteriormente sull’ambiente; e ciò da la dimensione della grandezza della sfida e dell’occasione che il mondo si ritrova oggi davanti.

Partendo da questi presupposti il ministro dell’Ambiente ha scelto di costituire  un nuovo pool contro lo spreco alimentare il cui coordinamento è stata affidato al fondatore e presidente di Last Minute Market, Andrea Segré.

Come ricorda l’Ansa, Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna per il recupero degli sprechi alimentari, rileva che nel 2012 il 2,47% della produzione agricola è rimasta in campo, l’equivalente di 12.466.034 quintali di prodotto agricolo. Sempre nel 2012 nell’industria agroalimentare italiana, lo spreco medio ammonta al 2,6% della produzione finale totale, che porta ad uno spreco complessivo di 2.036.430 tonnellate di prodotti alimentari.

Ogni anno lo spreco domestico costa agli italiani 8,7 miliardi di euro. Uno spreco che, ha spiegato Orlando, sfamerebbe milioni di persone e che invece crea un grosso problema anche nella raccolta rifiuti. Da qui la nascita del pool coordinato dal professor Segrè. Anche l’Italia, dunque, proverà a fare la sua parte, seguendo la rotta tracciata dalle indicazioni Fao.