Cina: almeno 29 morti nell’attacco degli indipendentisti uiguri alla stazione di Kunming [PHOTOGALLERY]

[3 marzo 2014]

Secondo l’agenzia ufficiale cinese Xinhua «Almeno 29 civili sono stati uccisi  e più di 130 altri feriti durante un attacco avvenuto sabato sera nella  stazione di Kunming, capitale della provincia dello (sud-ovest)».  La stazione di Kunming, inaugurata nel 1958 è proprio nel centro della città ed è una delle più grandi del sud-ovest della Cina.

Le autorità locali dicono che gli aggressori erano armati di coltelli e che 5 di loro sono stati uccisi, mentre si sta ancora cercando il resto del commando che ha perpetrato «Un attacco terrorista organizzato e premeditato» al quale avrebbero partecipato una decina di terroristi che sarebbero uiguri musulmani e turcofoni dello Xinjiang, che si battono contro l’occupazione cinese di quello che loro chiamano Turkestan Orientale o Uyguristan.

Xinhua riporta quanto dice l’amministrazione municipale: «Delle prove sul sito dell’attacco terrorista nella stazione di  Kunming dimostrano che è stato condotto dalle forze separatiste dello Xinjiang».

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto alle forze dell’ordine di «Indagare sull’attacco terroristico alla stazione di Kunming e di non risparmiare alcuno sforzo per risolvere questo affaire, così come di punire i terroristi secondo la legge». Xi ha ordinato di «Combattere l’arroganza dei terroristi, di aver pienamente coscienza della gravità e della complessità della situazione anti-terrorista e di valutare le peggiori situazioni, tenendo conto dei rischi potenziali».

Xi Jinping, che è anche a capo del Consiglio di sicurezza nazionale,  ha chiesto alle forze dell’ordine di «Lottare contro le attività terroristiche sotto ogni forma, di salvaguardare la stabilità sociale e di assicurare la sicurezza delle persone e dei beni». La situazione è così grave che Xi ha inviato nello Yunnan diversi pezzi grossi del Partito comunista cinese (Pcc) , come Meng Jianzhu, segretario della Commissione degli affari politici e giuridici del Comitato centrale  e membro dell’ufficio del Pcc, e Guo Shengkun, consigliere di Stato e ministro della sicurezza pubblica.

Anche il primo ministro cinese, Li Keqiang, ha a esortato le autorità locali a «Ricercare ed a punire severamente i sospetti, mentre i dipartimenti della sicurezza pubblica a tutti i livelli sono stati chiamati a rafforzare le misure di prevenzione e di controllo al fine di garantire la sicurezza dei luoghi pubblici».

L’attacco alla stazione è avvenuto  alle21,20 ora locale di ieri, quando nella stazione hanno fatto irruzione uomini armati che hanno iniziato a colpire chiunque si trovava nella zona della biglietteria. Secondo un corrispondente di Xinhua a Kunming, I feriti sono stati portati in oltre 10 ospedali della zona.

Delle foto pubblicate su Sina Weibo, il Twitter cinese, mostrano poliziotti che pattugliano la stazione, ma circolano anche foto di diversi corpi riversi in un lago di sangue- In Cina sta crescendo la rabbia contro gli indipendentisti uiguri che si battono contro l’invasione di quella che i cinesi chiamano Regione autonoma dello Xinjiang  soprattutto da parte di coloni dell’etnia han, maggioritaria in Cina, che  ormai s sono impadroniti dell’economia del Turkestan Orientale, compresi gli enormi giacimenti di gas e petrolio e le immense risorse minerarie, una ricchezza della quale agli uiguri musulmani restano solo le briciole.

Su WeChat  e Weibo  si sprecano i messaggi ipernazionalisti ma il governo usa gli stessi strumenti di messaggeria e social media per chiedere di non far circolare foto che mostrano le vittime dell’attacco perché «E’ esattamente quel che vogliono questi criminali».

L’ultimo grave attentato terrorista (con  24 morti e 23 feriti)  attribuito agli indipendentisti uiguri era avvenuto nel giugno 2013 a Lukqun, nella prefettura di Turpan  dello Xinjiang.Ma quello che aveva fatto più scalpore è quello del 28 ottobre, quando una  jeep con a bordo un commando uiguro si era schiantata in piena piazza Tienanmen a Pechino, facendo 5 morti e  40 feriti.