Sei nuove centrali in costruzione nel 2014?

In Cina nucleare di nuovo a tutta birra (e in segreto)

Ma la fonte rappresenta appena l’1,17% del totale di produzione di energia

[6 marzo 2014]

In Cina la paura post-Fukushima, che aveva indotto il regime comunista ad una maggiore prudenza nello sviluppo dell’energia nucleare, sembra finite ed oggi l’agenzia ufficiale Xinhua dà notizia che «la Cina ha approvato almeno 6 impianti di energia nucleare dopo aver istituito a fine 2012 un esame obbligatorio per i nuovi progetti».

Secondo quanto scrive Shanghai Securities News «Benché  di nessuno di questi progetti sia stato pubblicamente annunciata la data di avvio dei lavori, la costruzione di alcuni di loro potrebbe cominciare quest’anno, mentre il Paese si sforza di riformare i suoi modi produzione e di consumo energetici». Un bel modo di esaminare  la compatibilità dei progetti nucleari  in tutta segretezza e di lasciarli trapelare a cose fatte sulla stampa di regime.

A fine 2013 l’energia fornita dalle centrali nucleari cinesi era appena l’1,17% del totale installato nel Paese,  cioè la produzione di 14,61 milioni kW  di elettricità, un più 16,2% su base annua, ma niente rispetto agli 1,25 miliardi di  kW, più 9,3% sui dati 2012, che la Cina ha consumato, almeno secondo i dati dell’Amministrazione nazionale dell’energia.

Nel 2013, la Cina ha aumentato di 94 milioni di kW la sua capacità energetica installata, 2,21 milioni di questi nuovi kW  vengono dalle centrali nucleari.

La verità è che, in Cina come altrove, il nucleare civile è strettamente legato al nucleare militare e che entrambi servono alla Cina come “biglietto da visita” nella geopolitica mondiale e come passaporto nei mercati dei Paesi con ambizioni nucleari