Si apre oggi a Pechino il forum che riunisce il gigante asiatico e la Celac

La Cina sbarca nei Caraibi e in America Latina

Il Venezuela chiede aiuto ai cinesi e offre petrolio e miniere in cambio di investimenti

[8 gennaio 2015]

Si è aperta oggi a Pechino la prima riunione ministeriale del Forum Cina-Celac (Comunità degli stati Lationoamericani e dei Caraibi). L’agenzia ufficiale cinese Xinua da ampio risalto all’evento, e sottolinea che «il presidente cinese Xi Jinping, il presidente costaricano Luis Guillermo Solis, il presidente equadoregno Rafael Correa Delgado, il presidente venezuelano Nicolas Maduro Moros ed il primo ministro delle Bahamas Perry Christie hanno assistito alla cerimonia di apertura della riunione di due giorni nel Gran Palazzo del Popolo situato nel centro cittadino di Pechino.

Il Forum Forum Cina-Celac è il frutto della visita del presidente cinese Xi in America latina nel luglio 2014 ed è un evidente testa di ponte cinese in quello che fu il giardino di casa Usa ed un’occasione per gli “altri americani” di rafforzare gli scambi con l’altra grande potenza economica e politica del pianeta.

La Celac, che raggruppa 33 Paese di diversi orientamenti politici economici, compresi tutti gli Stati dell’America del sud, diversi Paesi Caraibici ed il Messico è stata creata nel 2011 a Caracas, nel Venezuela allora saldamente governato da Hugo Chevez.   Proprio il Venezuela è il Paese attualmente più in difficoltà, sia per i disordini politici del dopo-Chavez che per il crollo del prezzo del petrolio, la risorsa principale del socialismo caraibico del governo di Caracas che cerca nella Cina un alleato affidabile per uscire dalla crisi. Anche per questo è stato dato grande rilievo all’incontro tra i presidenti Nicolas Maduro e  Xi che ha detto che «Il Venezuela profitta dei meccanismi di finanziamento blaterale e dedica più capitali ai settori dell’energia, dello sfruttamento minerario, dell’agricoltura e dell’industria».

I meccanismi di finanziamento bilaterale, che comprendono anche il Fondo Cina-Venezuela, hanno raggiunto 50 miliardi di dollari e, secondo i venezuelani,  sosterranno finanziariamente 256 progetti. Xi ha proposto ad un soddisfatto Maduro di innalzare il livello delle relazioni tra i due Paesi ed una maggiore cooperazione per quanto riguarda il petrolio, le infrastrutture e l’innovazione tecnologica. Maduro ha definito la Cina «Un amico vicino al Venezuela» ed ha detto che «La cooperazione intensificata con la Cina, basata su benefici mutuali e lo sviluppo comune, permetterà al mio Paese di far fronte alle nuove sfide durante questo nuovo anno, con più coraggio e mezzi».

Maduro cerca disperatamente di avviare il suo piano di rilancio economico così come il suo piano di sviluppo a lungo termine, ma il Venezuela sta attraversando una drammatica crisi politica ed economica ed i due piani hanno bisogno di finanziamenti internazionali e di maggiori investimenti nella produttività nazionale, invece l’opposizione di centro-destra e gli Usa cercano di fare terra bruciata intorno a Maduro.

Per questo il presidente del Venezuela – come altri in America latina – apre le porte ai cinesi a prospetta sostanziose collaborazioni nell’energia, nell’industria, nella scienza e tecnologia, ma anche nella finanza.

Alla fine la sanguinosa stagione della guerra fredda latinoamericana, fatta di regimi fascisti armati e finanziati da Washington per impedire l’invasione dei comunisti russi, ha prodotto governi di  sinistra che fanno affari con i comunisti/capitalisti cinesi. E forse anche alla Casa Bianca qualcuno comincia a chiedersi a se gli Usa non abbiano sbagliato qualcosa.