A chi giova la strategia della tensione?

Cisam, a Pisa adesso arrivano le minacce per le acque radioattive

[26 novembre 2013]

Dopo le bugie le intimidazioni: lo smantellamento del Cisam e la gestione delle acque radioattive presenti nell’ex impianto nucleare di San Piero a grado stanno esacerbando la tensione oltre la soglia delle proteste civili. Questa mattina un gruppo di incappucciati ha fatto irruzione nella sede del Dipartimento ARPAT di Pisa, urlando e scrivendo con bombolette spray sulle pareti slogan contro l’Agenzia ed il CISAM.

In un comunicato, l’Agenzia «denuncia questa azione intimidatoria e del tutto ingiustificabile nei confronti dell’Agenzia e dei suoi lavoratori, respingendo fermamente questi comportamenti». Prima di arrivare al vandalismo, neanche dieci giorni fa venne diffuso sul territorio un falso volantino (con i marchi del Comune di Pisa ed il vecchio logo ARPAT) stampato e fatto circolare al solo scopo di allarmare con notizie false i cittadini, già sulle spine per una vicenda con delle lacune mediatiche da parte di alcune istituzioni, ma assolutamente sotto controllo dal punto di vista sanitario e ambientale, come dimostrano le continue analisi nelle varie fasi dello smaltimento delle acque, sfiorando addirittura la ridondanza.

«Con l’occasione – sottolinea ancora l’Arpat – si ricorda che l’operazione di scarico delle acque della piscina del CISAM (dopo il loro trattamento) è sottoposta ad un piano di sorveglianza, curato – per conto del CISAM stesso – da parte di ENEA. ARPAT, per quanto attiene le sue competenze, effettua un’attività di monitoraggio ambientale. Allo stato attuale:è stato effettuato il monitoraggio ambientale prima dell’inizio delle operazioni di scarico, è stato verificato un campione del primo lotto di acque trattate e, nei prossimi giorni, verranno prelevati campioni di acqua scaricata, per le relative analisi. Fin dal primo momento ARPAT ha assicurato piena trasparenza sulle attività da essa svolte, pubblicando sul Web le informazioni disponibili».

Ma non è questa la risposta che gli agitatori aspettavano, perché si tratta di informazioni già note, delle quali il nostro quotidiano e non solo si è occupato di riportare con accuratezza. Abbiamo sempre riportato le nostre ed altrui preoccupazioni in merito, e  greenreport.it non può essere certo essere accusato di minimizzare i rischi del nucleare (o della gestione dei suoi rifiuti), ma l’atto vandalico di stamani non rientra nei canoni di razionalità, quanto piuttosto in quelli di fanatismo: troppo spesso i temi ambientali sono fatti propri da una militanza che nulla ha a che fare con l’ambientalismo scientifico, e poco o niente anche col vivere civile. Un’escrescenza che va compresa per capirne davvero l’origine, ma che non merita attenuanti: va isolata.