In 10 anni i disastri naturali sono costati 96 miliardi di dollari in termini di perdite agricole

Onu: «Questa è diventata la situazione "normale", e l'impatto del cambiamento climatico aggraverà ulteriormente queste minacce e sfide»

[16 marzo 2018]

Inondazioni, incendi boschivi, tempeste, parassiti delle piante, epidemie animali, fuoriuscite di sostanze chimiche e proliferazioni di alghe tossiche, ma soprattutto siccità: i cambiamenti climatici coi disastri naturali che portano sono costati in appena dieci anni (dal 2005 al 2015) la sbalorditiva cifra di 96 miliardi di dollari in termini di perdite agricole, ovvero a causa delle colture danneggiate o perse.

Sono questi i dati messi in evidenza dal nuovo rapporto presentato dalla Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – durante una conferenza tenutasi ad Hanoi, in Vietnam. Un luogo scelto non a caso: circa la metà di questi danni (48 miliardi di dollari) si è verificato in Asia.

«Il settore rurale (in cui comprendere la produzione agricola, l’allevamento del bestiame, ma anche la silvicoltura, la pesca e l’acquacoltura) deve fare i conti con molti rischi, come l’imprevedibilità del clima e la volatilità del mercato, infestazioni di parassiti e malattie, eventi meteorologici estremi e un numero sempre crescente di crisi e conflitti prolungati – ha spiegato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva – Questa è diventata la situazione “normale”, e l’impatto del cambiamento climatico aggraverà ulteriormente queste minacce e sfide. La riduzione e la gestione del rischio di catastrofi devono quindi diventare parte integrante dell’agricoltura moderna – ha aggiunto da Silva – La creazione di un quadro più olistico e ambizioso di resilienza alle catastrofi per l’agricoltura è fondamentale per garantire uno sviluppo sostenibile, che è una pietra angolare per la pace e la base per l’adattamento ai cambiamenti climatici».

Il rapporto espande inoltre l’analisi della Fao sull’impatto dei disastri sull’agricoltura per includere non solo i disastri naturali ma anche le “crisi della catena alimentare” scatenate da malattie animali come la febbre della Rift Valley. Affronta anche i conflitti: ad esempio, un primo studio del caso sull’impatto del conflitto in Siria ha rilevato che il costo finanziario complessivo dei danni e delle perdite nel settore agricolo di quel paese nel periodo 2011-2016 è stato di almeno 16 miliardi di dollari.

Data la crescente portata e intensità delle minacce per l’agricoltura, lo sviluppo di adeguate strutture di gestione delle calamità e delle crisi, tra cui politiche, capacità rafforzate e meccanismi di finanziamento mirati, è fondamentale, affermano dunque dall’Onu.