Il 2017 è stato il terzo (o secondo) anno più caldo mai registrato, il più caldo senza El Niño (VIDEO)

Nasa, Noa e Wmo e Met confermano che la tendenza al riscaldamento a lungo termine della Terra continua

[19 gennaio 2018]

La temperatura media globale della Terra ha reso il  2017 il terzo anno più caldo nei 138 anni in cui la National oceani and Atmospheric administration Usa (Noaa) ha raccolto dati sul clima. L’anno più caldo mai registrato rimane il 2016, seguito dal  2015.

Quindi il triennio appena passato è stato il più caldo mai registrato. Però gli scienziati dei National centers for environmental information (Ncei) della  Noaa fanno notare che «Tuttavia, a differenza degli ultimi due anni, la temperatura media della Terra nel 2017 non è stata influenzata dall’effetto di riscaldamento di un El Niño»,

Il rapporo Noaa evidenzia che «Nel 2017 la temperatura media del mondo è stata di 1,51 gradi Fahrenheit sopra la media del XX ° secolo di 57° F (+0,84°C sopra la media del XX secolo di 14°C) . Il 2017 segna il 41esimo anno consecutivo (dal 1977) con temperature globali terrestri e oceaniche almeno nominalmente superiori alla media del XX secolo. I 6 anni più caldi mai registrati per il pianeta si sono verificati tutti dal 2010».

Secondo un’analisi separata realizzata dal Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa, «Le temperature superficiali globali della Terra nel 2017 si sono classificate come le seconde più calde dal 1880. Continuando la tendenza al riscaldamento a lungo termine del pianeta, nel 2017 le temperature medie a livello globale sono state di 1,62 gradi Fahrenheit (0,90 gradi Celsius) più calde del periodo 1951-80». Gli scienziati di Noaa e Nasa spiegano che  «La piccola differenza nelle classifiche è dovuta ai diversi metodi utilizzati dalle due agenzie per analizzare le temperature globali, anche se nel lungo periodo i registri delle agenzie rimangono in forte accordo. Entrambe le analisi mostrano che i cinque anni più caldi mai registrati hanno avuto luogo dal 2010.Poiché le posizioni delle stazioni meteorologiche e le pratiche di misurazione cambiano nel tempo, vi sono incertezze nell’interpretazione delle differenze medie delle  temperatura medie globali specifiche anno dopo anno. Tenendo conto di ciò, la Nasa stima che il cambiamento medio globale del 2017 sia accurato fino a 0,1 gradi Fahrenheit, con un livello di certezza del 95%»,

Il direttore del Giss, Gavin Schmidt ha fatto notare che «Nonostante le attuali temperature più basse della media in qualsiasi parte del mondo, le temperature di tutto il pianeta nel loro insieme continuano la rapida tendenza al riscaldamento che abbiamo visto negli ultimi 40 anni».

Nell’ultimo secolo la temperatura media della superficie del pianeta è aumentata di circa un po’ più di 1° C a, un cambiamento dovuto in gran parte dall’aumento di anidride carbonica e ad altre emissioni in atmosfera prodotte dall’uomo. Il 2017 è stato il  terzo anno consecutivo in cui le temperature globali erano superiori a 1° C rispetto ai livelli di fine Ottocento.

Alla Nasa spiegano che «Fenomeni come El Niño o La Niña, che riscaldano o raffreddano la parte superiore dell’Oceano Pacifico tropicale e provocano variazioni corrispondenti nei modelli globali del vento e del clima, contribuiscono a variazioni a breve termine della temperatura media globale. Un evento caldo di El Niño è stato in atto per la maggior parte del 2015 e per il primo trimestre del 2016. Anche senza un evento El Niño – e con La Niña a partire dai successivi mesi del 2017 – nei dati Nasa  le temperature dell’anno scorso si sono classificate tra il 2015 e il 2016». Al Giss dicono che se si ignorassero statisticamente  gli effetti dei recenti El Niño e La Niña «Il 2017 sarebbe stato l’anno più caldo mai registrato».

Anche le analisi pubblicate dall’ United Kingdom Met Office e dalla World Meteorological Organization  mettono il 2017 tra i gtre anni più caldi mai registrati.

Quasi a rispondere alle battute di Donald Trump sul riscaldamento climatico, gli scienziati americani ricordano che «Le dinamiche meteorologiche influenzano spesso le temperature regionali, quindi non tutte le regioni della Terra hanno sperimentato quantità simili di riscaldamento. La Noaa ha rilevato che la temperatura media annuale del 2017 per gli attigui 48 Stati Uniti è stata la terza più calda mai registrata». e la Noaa aggiunge che «Il mese di dicembre, nonostante l’influenza di raffreddamento di una debole La Niña nell’ultima parte dell’anno, è stato il quarto dicembre più caldo mai registrato globalmente, con una temperatura media di 1,44° F rispetto alla media del XX secolo».

Nel 2017 (dati Noaa) anche la temperatura superficiale media del mare è  stata la terza più alta mai registrata, 1,21° F sopra la media. Mentre la temperatura globale della superficie terrestre e stata 2,36°  F sopra la media, la terza più alta mai registrata.

Il Sud America ha registrato il suo secondo anno più caldo; l’ Asia il terzo; L’Africa il quarto; l’Europa il quinto;  il Nord America e l’Oceania, il sesto.

Le tendenze al riscaldamento sono più forti nelle regioni artiche, dove il 2017 ha visto una continua perdita di ghiaccio; l’estensione media  del ghiaccio marino artico  nel 2017 è stata di 4,01 milioni di miglia quadrate, la seconda media annuale più piccola da quando è iniziata la raccolta di dati nel 1979. L’estensione media  del ghiaccio marino in Antartide è stata di 4,11 milioni di miglia quadrate, la media annuale più bassa dall’inizio del 1979.

Il Wwf è molto preoccupato e riassume: «Oggi l’Organizzazione Metereologica Mondiale e le maggiori istituzioni scientifiche hanno confermato che il 2017 è stato il secondo anno più caldo mai registrato (parimeriti con il 2015), e il più caldo senza il fenomeno de El Nino. Il 2016 l’anno più caldo (1,2°C sopra I livelli dell’era preindustriale). La temperatura media globale nel 2017 e nel 2015 è stata di 1,1°C sopra i livelli dell’era preindustriale.

Secondo il Panda, «Ormai siamo di fronte a colpi di cannone, non più campanelli d’allarme.  I  dati sulla temperatura globale, insieme a quelli sulla tendenza degli ultimi decenni, sui fenomeni estremi (uragani, siccità) e sulla fusione del ghiaccio Artico e molti altri, preoccupano l’opinione pubblica e gli attori economici, come dimostrano anche i dati resi noti al World Economic Forum. E ancor di più preoccupano i climatologi».

Secondo il Wwf, «Sarebbe folle e immorale non reagire con una immediata mobilitazione dei governi per imprimere una svolta straordinaria all’azione sul clima, con impegni e iniziative di riduzione delle emissioni che vadano ben oltre quelli già stabiliti. È necessario fare il possibile, e anche molto di più, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C: ogni incremento ulteriore potrebbe comportare la distruzione di ecosistemi, perdite e sofferenza di persone e comunità, lo stravolgimento del pianeta come lo conosciamo».

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