8 marzo, la disparità di genere è una minaccia per la salute delle donne

Oms: fondamentale ricordare l’importanza dell’accesso all’energia pulita e sostenibile

[8 marzo 2016]

Women carry bundles of sticks on unpaved roads 
Women carry large bundles of sticks overhead, on unpaved roads. Bangladesh. Photo: Scott Wallace / World Bank
 
Photo ID: SW-1BD20006a

Secondo un nuovo rapporto  che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicherà nelle prossime settimane, «Più del 60% delle morti premature che solo nel 2012 sono state causate dall’inquinamento domestico hanno colpito donne e bambin»i. Flavia Bustreo, vice direttrice generale Oms per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini, a capo del team di sviluppo della Global Strategy, sottolinea che «C’è un rapporto diretto tra la qualità dell’energia utilizzata nelle abitazioni e la parità di genere. L’attitudine a confinare le donne in casa, maggiormente esposte all’inalazione di agenti inquinanti e altamente nocivi per la salute è una delle più grandi barriere alla salute delle donne».

Infatti, cucinare e gustare il cibo sono attività universali. «Tuttavia – dice l’Oms – farlo in un ambiente sicuro, ancora oggi, è tutt’altro che universale. Nel mondo sono milioni le donne che preparano i pasti per la propria famiglia con stufe alimentate con combustibili inquinanti come legno, escrementi di animali e carbone i quali producono e immettono nell’ambiente fumi densi e altamente nocivi per la salute, come se si fumassero 400 sigarette in un’ora nella stessa stanza».

Secondo il nuovo rapporto Oms sulle fonti energetiche utilizzate nelle abitazioni, «Risultano in crescita il numero delle persone che nel mondo cucinano sfruttando fonti di energia inquinanti come carbone e letame, passando dai 2,8 miliardi nel 2012 ai 3,1 miliardi attuali, una cifra pari al 43% della popolazione mondiale. Gli effetti dell’inalazione di fumi di sostanze inquinanti e tossiche sono terribili per la salute e per le donne che vivono nei Paesi a basso e medio reddito sono uno dei principali rischi per la salute, tra le prime cause di malattie non trasmissibili come ictus, malattie polmonari ostruttive croniche, cancro ai polmoni e malattie cardiache. Nel 2012, più del 60% di tutte le morti premature dovute all’inquinamento domestico si sono registrate tra le donne e bambini».

La Bustreo non ha dubbi: L’esposizione all’inquinamento da utilizzo di fonti energetiche tossiche all’interno della propria casa, in un mondo in cui le donne sono di gran lunga più esposte a queste sostanze, è una questione di genere che richiede l’attenzione globale. La disparità di genere è una minaccia per la salute delle donne. In molti Paesi, soprattutto quelli poveri e in via di sviluppo, l’attitudine a confinare le donne in casa rappresenta la più grande barriera non solo contro il progresso e l’uguaglianza sociale, ma anche per lo stato di salute di milioni di donne e ragazze. Ne sono un esempio le drammatiche conseguenze dell’inquinamento all’interno delle abitazioni causato in primis dall’uso in cucina di fonti tossiche di energia. Ad essere più esposte sono le donne e le ragazze tra cui si conta il maggior numero di vittime in tutto il mondo. In occasione delle celebrazioni della Festa della Donna è fondamentale ricordare l’importanza dell’accesso universale all’energia pulita e sostenibile».

L’oms evidenzia che «La dipendenza delle famiglie dai combustibili inquinanti si intreccia con altri temi di sviluppo, non ultimo quello dei cambiamenti climatici, nella misura in cui gli stessi agenti inquinanti che causano l’inquinamento domestico rilasciano gas serra nell’atmosfera. Temi che convergono nei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che comprendono obiettivi e traguardi specifici per la salute, i cambiamenti climatici, la parità di genere, l’energia pulita e le tecnologie che proteggono la salute. L’inquinamento domestico non è solo un problema per il settore sanitario. Gli operatori sanitari hanno bisogno di lavorare con altre organizzazioni e individui provenienti da tutta la società per capire il problema, allocare le risorse e sviluppare i piani per fronteggiarlo. La nuova Strategia Globale per la Salute delle Donne, dei Bambini e degli Adolescenti (2016-2030) prendendo ispirazione e indicatori dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, prevede un progetto dedicato allo sforzo multisettoriale integrato per combattere questo fenomeno.

La Bustreo dice che «Nessuno dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per cause prevedibili solo in ragione di dove vive. L’Italia ha giocato un ruolo da protagonista nell’ambito dei negoziati di COP21, ed è chiamata a continuare questo impegno volto a migliorare la condizione di vita di donne e bambini, anche in relazione alle questioni legate all’ambiente».

La vice vice direttrice generale Oms conclude illustrando gli obiettivi della Global Strategy 2016 – 2030: «In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la Strategia Globale propone la realizzazione di programmi che siano pensati, guidati e compiuti dagli stessi Paesi e resi concreti attraverso investimenti sostenibili. Allo stesso tempo, chiede la realizzazione di sistemi sanitari più solidi, dotati di personale qualificato e capace di dare un servizio alla popolazione che sia adeguato e di qualità. Chiede che tutte le donne, i bambini e gli adolescenti abbiano pieno accesso ai servizi di prevenzione, alle cure e al trattamento ovunque ne abbiano bisogno nel mondo e in qualsiasi momento. E perché questo possa realizzarsi chiede alla comunità internazionale e ai paesi di realizzare approcci innovativi al finanziamento, allo sviluppo dei prodotti e ad efficienti servizi sanitari. La Strategia Globale delinea gli obiettivi da raggiungere entro il 2030: ridurre a meno di 70 ogni 100 mila i casi di mortalità delle donne durante il parto, a meno di 12 ogni 1.000 quelli di mortalità dei bambini alla nascita. Ancora, ridurre in ogni paese del mondo la mortalità dei bambini sotto i 5 anni a meno di 25 casi ogni 1.000. Mettere fine alle epidemie di HIV, tubercolosi, malaria, malattie tropicali dimenticate e tutte le altre patologie trasmissibili. Ridurre di un terzo i casi di mortalità prematura e promuovere in tutto il mondo la prevenzione».