Legambiente: Non è più il tempo del rinvio. Serve subito un forte segnale dall’Europa

Accordo di Parigi sul clima: ratifica anche il Senato

Wwf: bene tempi rapidi «ma dal 4 novembre inizia fase di duro lavoro per decarbonizzarci»

[27 ottobre 2016]

Dopo l’approvazione anche da parte del Senato italiano, il Wwf si è dichiarato soddisfatto per la rapida approvazione da parte del Parlamento della ratifica dell’Accordo di Parigi sul Clima, «atto che permetterà all’Italia di avere le carte in regola alla prima riunione sull’Accordo nell’ambito della imminente CopP22 di  Marrakesh. Anche se non sappiamo se formalmente si sia stati in tempo, nella sostanza apprezziamo lo sforzo compiuto nel mantenere tempi rapidi». Sulla stessa linea Greenepeace: «Meglio tardi che mai», commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, anche se «dopo la ratifica dell’Accordo di Parigi, bisognerebbe rivedere gli impegni volontari sia in sede europea che nazionale».

Legambiente ricorda che «l’Accordo di Parigi è entrerà in vigore il prossimo 4 novembre. Giusto in tempo per l’apertura della Conferenza sul Clima (COP22), che si tiene a Marrakech dal 7 al 18 novembre. È una svolta storica nella lotta ai cambiamenti climatici, dovuta soprattutto all’accelerazione impressa da Cina e Stati Uniti con l’annuncio congiunto della ratifica dell’Accordo al G20 dello scorso settembre. L’Europa è stata costretta ad accodarsi all’ultimo momento utile – lo scorso 5 ottobre – per consentire l’entrata in vigore dell’Accordo e con la vistosa assenza dell’Italia, che ha terminato il processo di ratifica solo oggi. Per la prima volta le due principali economie responsabili dell’attuale crisi climatica – insieme rappresentano il 38% delle emissioni carboniche totali –  prendono la leadership dell’azione climatica globale impegnandosi ad agire subito senza attendere il 2020, come concordato lo scorso dicembre a Parigi.A questo punto l’agenda della COP22 – con l’entrata in vigore anticipata – si concentrerà sull’azione climatica globale necessaria per dare gambe all’Accordo. A partire dalla definizione delle modalità di revisione – prevista dall’Accordo per il 2018 – dei primi impegni sottoscritti a Parigi. Inadeguati a centrare l’obiettivo ambizioso di contenere entro la fine del secolo l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia critica di 2°C e di mettere in atto tutti gli sforzi possibili per non superare 1.5°C, così da meglio contenere i rischi per le comunità vulnerabili dei paesi poveri. Obiettivo questo che implica zero emissioni entro il 2050. Ma L’Europa deve pertanto arrivare a Marrakech con un piano per l’aumento dell’attuale impegno di riduzione delle emissioni al 2030, in modo da poter giocare concretamente un ruolo di leadership nel processo di revisione previsto per il 2018».

La vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (PD) ha detto: «Sono molto soddisfatta per l’approvazione del Ddl di ratifica degli accordi di Parigi, rappresenta un passo avanti importante e fa assumere al nostro Paese un impegno che dovrà vederci protagonisti, in Europa e nel mondo, di una svolta troppo a lungo attesa verso un modello di sviluppo sostenibile. Ora la politica sia conseguente: l’ambiente sia al centro delle scelte, il futuro passa da qui».

La senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione ecomafie, che ha parlato in aula, ha rivendicato i meriti dell’azione del governo: «Con la ratifica definitiva dell’accordo COP21 di Parigi per la riduzione della CO2 al 2030, nonostante i ritardi l’Italia raggiunge un traguardo fondamentale e si pone tra i paesi contraenti, per l’entrata in vigore a novembre. Dobbiamo però evitare di crogiolarci sui successi nel campo delle rinnovabili (siamo il primo paese al mondo sul fotovoltaico) e sulle riduzioni delle emissioni nel settore industriale (siamo tra i primi in Europa per basse emissioni e consumo di fonti fossili ogni milione di Pil prodotto) ed essere chiari: la sfida obbliga a varare al più presto un ‘Green Act’, per raggiungere obiettivi più ambiziosi, puntando soprattutto sui settori in cui siamo più indietro, ovvero la mobilità e l’efficienza energetica degli edifici e delle città”. Lo dice la senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione Ecomafie, che ha parlato in Aula. Attraverso le misure dei “superammortamenti” il governo Renzi è intervenuto in modo efficace per aumentare l’efficienza energetica e l’innovazione del settore industriale. Molto invece resta da fare sulla mobilità locale e interregionale e per potenziare il trasporto su ferro, tema caro al ministro Delrio che ha messo in cantiere progetti rilevanti. E tanto bisogna lavorare sugli edifici e sulle città. Gli ecobonus hanno funzionato ed è positivo che verranno confermati ed estesi ai condomini. Ma per fare delle città vere smart city è necessario lavorare ad una strategia. Questi temi devono rientrare in un ‘Green Act’ quanto mai urgente, anche per coordinare i diversi interventi dell’Esecutivo».
Legambiente però traccia un quadro più ampio, che impegna il nostro Paese all’interno dei più ambiziosi obiettivi continentali e mondiali:

L’Unione europea – in coerenza con l’Accordo di Parigi – deve ridurre le sue emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. Secondo il Rapporto di Ecofys per il Parlamento europeo, solo con il raggiungimento congiunto degli obiettivi del 30% di rinnovabili e del 40% di efficienza energetica si realizzerebbe una riduzione delle emissioni climalteranti del 54%. In Europa ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Abbiamo già un trend di riduzione delle del 30% al 2020. Rivedere l’attuale impegno del 40% è pertanto possibile senza grandi sforzi e con un impatto positivo sull’economia europea. È ormai provato che l’azione climatica fa bene alla nostra economia. Nel periodo 1990-2014 si è registrato un forte disaccoppiamento tra riduzione delle emissioni ed aumento del Pil. Mentre le emissioni sono diminuite del 24.4%, il Pil  europeo è invece aumentato del 47%».

Anchew il Wwf ribadisce che «Dal prossimo 4 novembre, con l’entrata in vigore effettiva dell’Accordo, non si apre un periodo di celebrazioni, bensì comincia una fase di duro lavoro per tutti. La decarbonizzazione è una necessità che proprio nello spirito dell’Accordo di Parigi deve vedere i singoli paesi protagonisti. Ci aspettiamo dunque che da domani il Governo e il Parlamento inizino a lavorare su una strategia di decarbonizzazione con tappe immediate per eliminare i combustibili fossili dalla nostra economia in modo da contribuire a limitare il riscaldamento globale entro 1,5 C° e nello stesso tempo cogliere le opportunità ed entrare nella nuova Età del Sole».

«I complimenti di Kyoto Club al Governo e al Parlamento italiani” – è invece il commento di Sergio Andreis, direttore esecutivo di Kyoto Club – per aver ratificato l’Accordo di Parigi, prima della COP22 a Marrakech, inserendo anche i primi stanziamenti del nostro Paese per il Green Climate Fund. La sfida adesso è, già con la legge di stabilità in arrivo in Parlamento e con un’iniziativa forte all’interno della Ue, di dare subito attuazione agli impegni in favore di investimenti e misure che riducano gli effetti distruttivi dei cambiamenti climatici, investendo in modo deciso nella sostituzione delle fonti di energia fossili con quelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e nell’economia verde italiana. L’Italia è già per diversi settori all’avanguardia: per consolidare i nostri primati e raggiungerne di nuovi, facendo anche il bene della salute, dell’ambiente e di una sempre migliore qualità della vita, bisogna far diventare l’economia verde la priorità dell’azione economica italiana».

La Presidente di Legambiente, Rossella Muroni, conclude: «Non è più il tempo del rinvio. Serve subito un forte segnale dall’Europa. A partire da Marrakech, dove deve riconquistarsi con i fatti la storica leadership ormai in declino L’Italia abbia il coraggio di dare un segnale forte e di cambiamento dimostrando di essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Al Governo chiediamo di dotarsi di una nuova Strategia Energetica Nazionale che abbia al centro la conversione verso una economia low carbon con scadenze e impegni precisi».