Accordo sul clima di Parigi, gli ambientalisti spronano l’Italia: «È ora di passare ai fatti»

Il nostro Paese non ha ancora operato la ratifica: «Si approvi prima che i lavori parlamentari rallentino per il referendum costituzionale»

[22 settembre 2016]

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Presso la sede delle Nazioni Unite di New York, ieri l’Accordo sul clima di Parigi ha superato una delle due soglie richieste per la sua entrata in vigore: sono oggi 60 i Paesi firmatari contro i 55 necessari, ma questi rappresentano il 47,62% delle emissioni di gas serra globali. È necessario dunque almeno un altro 7,38% per arrivare alla soglia necessaria, portando alla definitiva ratifica dell’Accordo e al conseguente obbligo per i Paesi di uniformarsi a quanto deciso durante la Cop21 dello scorso dicembre.

È così slittato l’appuntamento con la ratifica dello storico accordo, anche se le probabilità che venga raggiunto entro il 2016 rimangono elevate. L’Unione europea (e l’Italia), con la sua fetta dell’11% circa delle emissioni globali, non rientra ancora tra i firmatari, ma sia il nostro Paese sia l’Ue si è formalmente impegnata a ratificare l’accordo entro l’anno. Usa e Cina, responsabili del 38% delle emissioni globali di gas serra, hanno già ratificato l’Accordo all’inizio di settembre.

«È positivo che tra coloro che si stanno impegnando di più affinché l’Accordo entri rapidamente in vigore, ci sono sia i maggiori inquinatori del mondo che i Paesi più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale – commenta Luca Iacoboni, responsabile Campagna Energia e Clima per Greenpeace –  Questo dimostra come i cambiamenti climatici ci uniscano tutti e richiedano una nostra rapida risposta. L’Italia si è impegnata a ratificare l’accordo entro l’anno, ma decisamente non è abbastanza Oltre agli annunci è il momento di passare ai fatti, puntando finalmente in maniera decisa sulle energie rinnovabili e abbandonando i combustibili fossili, e prendendo finalmente una posizione ambiziosa e propositiva all’interno dell’Unione europea. L’Italia dimostri finalmente leadership e concretezza nell’affrontare il tema dei cambiamenti climatici».

Stando alle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, con tutta probabilità in occasione della Conferenza Onu sul Clima di Marrakech (la Cop22) in programma dal 7 al 18 novembre prossimi si potrà anche festeggiare l’operatività del trattato. Soprattutto, sarà necessario mettersi a lavorare alacremente per la sua attuazione.

Anche da Wwf Italia si alza l’appello per chiedere alle istituzioni italiane «l’immediata presentazione del Disegno di legge di ratifica e una corsia preferenziale in Parlamento perché venga approvato a inizio ottobre. Ben prima del referendum costituzionale e dell’inevitabile rallentamento dei lavori parlamentari, dunque, ma soprattutto in tempo per consentire che l’accordo possa entrare in vigore al più presto».