Cambiamenti climatici ed acidificazione del mare non sono disaccoppiati

L’acidificazione degli oceani amplifica il global warming

[27 agosto 2013]

La ricerca “Global warming amplified by reduced sulphur fluxes as a result of ocean acidification”, realizzata da un team Tedesco, britannico e statunitense e pubblicata su Nature Climate Change rappresenta un altro preoccupante tassello delle conseguenze dell’acidificazione degli oceani. I ricercatori del Max-Planck-Institut für Meteorologie (Mpi-M) ed i loro colleghi sottolineano che «Il cambiamento climatico e la diminuzione del pH dell’acqua di mare (l’acidificazione degli oceani) sono stati ampiamente presi in considerazione come conseguenze disaccoppiate della perturbazione antropica della CO2», pensando quindi che le due cose non interagissero, ma sottolineano che «Recentemente, esperimenti in contenitori con acqua di mare (mesocosmi) hanno dimostrato che le concentrazioni di dimetilsolfuro (Dms), un composto biogene dello zolfo, erano nettamente inferiori in un ambiente a basso pH».

La cosa è molto preoccupante perché le emissioni di Dms degli oceani sono la più grande fonte naturale di zolfo atmosferico ed i cambiamenti nella loro concentrazione possono potenzialmente alterare il bilancio radiativo del nostro pianeta, diminuendo la capacità di riflettere la luce solare.

Lo studio, utilizzando l’Earth system model climate simulations, stabilisce il rapporto tra i cambiamenti di pH e le concentrazioni di Dms e stima le variazioni delle future emissioni di Dms, arrivando alla conclusione che «Le emissioni globali di Dms diminuiranno di circa il 18% (±3) nel 2100 rispetto al periodo pre-industriale, come risultato degli effetti combinati dell’acidificazione degli oceani e del cambiamento climatico. Le ridotte emissioni di Dms inducono una notevole radiative forcing aggiuntiva, l’83% della quale è attribuibile agli effetti dell’acidificazione degli oceani, che equivale ad una risposta di temperatura tra 0,23 e 0,48  K. I nostri risultati indicano che l’acidificazione degli oceani ha il potenziale di esacerbare il riscaldamento antropogenico attraverso un meccanismo che attualmente non è preso in considerazione nelle proiezioni dei futuri cambiamenti climatici».

Come spiegano al Mpi-M il “prezzo” per lo stoccaggio della CO2 negli oceani è l’acidificazione del mare, un processo che, come abbiamo scritto solo ieri su greenreport.it riportando i risultati di un’altra ricerca, «Può avere diversi e dannosi impatti sul biota, le catene alimentari e gli ecosistemi marini».

Il merito di questo studio è quello di non trattare le due cose come eventi separati ed ininfluenti l’uno sull’altro. Lo Zolfo, sotto forma di anidride solforosa, non è un gas serra, ma i ricercatori spiegano che «Il Dms che viene emesso nell’atmosfera si ossida nella fase di gas di acido solforico, che può formare nuove particelle di aerosol che hanno un impatto sull’albedo delle nuvole e, quindi, nel raffreddare la superficie terrestre. Poiché le emissioni di Dms marine sono la più grande fonte naturale di zolfo atmosferico, i cambiamenti nella loro concentrazione hanno il potenziale per alterare notevolmente il bilancio radiativo della Terra». Dopo l’eruzione del vulcano Pinatumbo nel 1991 nelle Filippine, che eruttò milioni di tonnellate di biossido di zolfo nell’atmosfera, nei due anni successivi le temperature medie globali scesero di 0,5 gradi centigradi.

Sulla base dei risultati degli studi dei studi sui mesocosmi, i ricercatori dell’Mpi-M hanno stabilito le relazioni tra le variazioni del pH e le concentrazioni di Dms nell’acqua di mare e dimostrato che «L’acidificazione degli oceani ha il potenziale di accelerare notevolmente il global warming».

Negli anni ’80 James Lovelock, a cui si deve la teoria di Gaia, il pianeta vivente in grado di autoregolarsi, era convinto che i Dmd avrebbero potuto contribuire a limitare il global warming, visto che il riscaldamento avrebbe prodotto più plancton e quindi fatto crescere le emissioni di Dms che avrebbero raffreddato la Terra, ma a quanto pare gli oceani acidificati di Gaia potrebbero avere in serbo brutte sorprese per l’umanità.