Adattamento climatico negli insediamenti umani: le buone pratiche secondo l’Unfccc

Nel 2050 il 70% dell’umanità vivrà in centri urbani sempre più vulnerabili ai cambiamenti climatici

[2 maggio 2018]

Al summit dell’United Nations  Climate Change in corso a Bonn è stato presentato il rapporto “Adaptation in human settlements: key findings and way forward” che descrive modi e pratiche per adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici, come le grandi inondazioni o intensificando le tempeste, che minacciano sempre di più gli insediamenti umani, dalle megalopoli ai villaggi.

Il rapporto, pubblicato dal segretariato dell’United Nations framework convention on climate change (Unfccc) e preparato nell’ambito del programma di lavoro di Nairobi, fornisce strumenti pratici che i governi nazionali e subnazionali possono utilizzare per costruire la resilienza climatica in collaborazione con comunità, organizzazioni della società civile, centri di ricerca e imprese, puntando a «condividere le buone pratiche e le lezioni apprese fino ad oggi».

Ieri a Bonn si è svolto l’evento collaterale “Closing knowledge gaps on Human Settlements and Adaptation: the way forward” basato sul rapporto e sui suoi risultati e per portarlo avanti in termini concreti e discutere delle opportunità per colmare le lacune nelle conoscenze relative agli insediamenti umani e all’adattamento per i decisori politici e i pianificatori a livello locale e nazionale.

L’obiettivo dell’evento era quello di identificare  è identificare proposte concrete con i partner per affrontare le esigenze di conoscenza a breve e medio termine.

L’Unfccc sottolinea che «Il rapporto è tempestivo in quanto il contributo all’azione climatica da parte delle città e l’urbanizzazione stanno aumentando a livello mondiale. Già più del 50% della popolazione mondiale vive in aree urbane, un numero che dovrebbe raggiungere il 70% entro il 2050. Il cambiamento climatico sta esacerbando la vulnerabilità degli insediamenti umani ai rischi naturali e provocati dall’uomo a livello mondiale in misura sproporzionata, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, nelle regioni costiere e del delta e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Sids)».

Quindi, aumentare la resilienza climatica degli insediamenti umani è importante per proteggere vite umane e mezzi di sostentamento, preservare i successi dello sviluppo economico e sociale e promuovere lo sviluppo sostenibile. L’Unfccc evidenzia che «Le città di tutto il mondo hanno iniziato a rendersene conto e sempre più stanno prendendo provvedimenti per aumentare la resilienza. Tuttavia, dato il tasso di urbanizzazione in tutto il mondo, è necessario fare di più per proteggere le persone e le infrastrutture in futuro. Questo comprende spesso la necessità di colmare le lacune nella conoscenza dei  decision-makers e dei pianificatori riguardo al problema sia a livello nazionale che locale».

Il rapporto sintetizza le ultime esperienze di costruzione della resilienza negli insediamenti umani fatte da  governi e organizzazioni e le ultime ricerche in questo settore.

I suoi risultati principali si concentrano sulle seguenti aree: Valutare la vulnerabilità e integrare le considerazioni climatiche a breve e lungo termine nella pianificazione dell’adattamento; Il ruolo dei governi nazionali nel sostenere l’adattamento locale, anche attraverso piani di adattamento nazionali; Partnership città-città sull’adattamento ai cambiamenti climatici; Preparazione di un evento chiave per utilizzare il  rapporto come piattaforma di lancio per aumentare la resilienza in città, paesi e villaggi