Se non limitiamo il cambiamento climatico, i rischi supereranno le nostre capacità di adattarsi

Adattarsi ora: i rischi di alluvioni fluviali aumenteranno in tutto il mondo

I rischi maggiori negli Usa, India, Africa, Indonesia ed Europa

[12 gennaio 2018]

I cambiamenti nelle piogge causati dal riscaldamento globale aumenteranno in tutto il mondo i rischi di alluvioni causati da fiumi e dei fiumi. E’ quel che emerge dallo studio “Adaptation required to preserve future high-end river flood risk at present levels” pubblicato su Science Advances da un team di ricercatori del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung (Pik) e della Columbia University che ricorda che «Già oggi le inondazioni fluviali sono tra i disastri naturali più comuni e devastanti». 

Il team di scienziati ha calcolato quanto bisognerà incrementare entro gli  2040 le protezioni dalle inondazioni in tutto il mondo, dividendolo in singole regioni e città e ne è venuto fuori che il Paese che ha una maggiore necessità di adattamento sono gli Usa del negazionista climatico Donald Trump,  insieme alcune parti dell’India e dell’Africa, dell’Indonesia e dell’Europa centrale, compresa la Germania. Al Pik sottolineano che «L’inazione esporrebbe molti milioni di persone a gravi inondazioni».

Il principale autore dello studio, Sven Willner del Pik , evidenzia che «Se vogliono evitare un drammatico aumento dei rischi di inondazione fluviali, più della metà degli Stati Uniti devono  almeno raddoppiare il loro livello di protezione entro i prossimi due decenni. Senza ulteriori misure di adattamento – come migliorare gli argini, migliorare la gestione fluviale, aumentare gli standard di costruzione o delocalizzare gli insediamenti – il numero di persone colpite dal 10% dei peggiori tra  tutti gli eventi di inondazioni fluviali  aumenterà in molti luoghi: in America del Nord da 0,1 a 1 milioni. Mentre questo non sembra un gran numero, è dieci volte più di ora, In Germania potrebbe aumentare di sette volte, da 0,1 a 0,7 milioni.

Altrove i valori assoluti sono ancora più grandi: in Sud America il numero di persone colpite dai rischi di inondazioni aumenterà probabilmente da 6 a 12 milioni, in Africa da 25 a 34 milioni e in Asia da 70 a 156 milioni. Ma glI scienziati avvertono che «I numeri reali potrebbero essere ancora più alti in futuro, dato che non vengono presi in considerazione la crescita della popolazione e l’ulteriore urbanizzazione. Anche nei Paesi sviluppati con buone infrastrutture la necessità di adattamento è grande»-

Lo studio si basa su complesse simulazioni al computer che utilizzano i dati esistenti sui fiumi provenienti da un gran numero di fonti. Willner spiega ancora: «Sebbene questi dati non siano perfetti per ogni singolo fiume negli angoli più remoti del nostro pianeta, sono certamente sufficienti per i luoghi in cui vivono molte persone, dove si accumulano molte risorse finanziarie e dove i rischi di alluvione sono sostanziali: ne  sappiamo abbastanza per i posti che contano». I dati relativi alle variazioni di precipitazioni, evaporazione e simili provengono dall’Intercomparison project of climate impacts (Isimip), il più grande al mondo in questo campo, coordinato da una delle autrici dello studio, Katja Frieler del Pik che evidenzia che «I dettagli spaziali del nuovo studio sono circa dieci volte più precisi rispetto alle simulazioni computerizzate comunemente usate».

Un altro degli autori dello studio, Anders Levermann, a capo della ricerca sull’adattamento globale del Pik e ricercatore al Lamont-Doherty Earth Observatory dalla Columbia University. ha detto «Siamo stati sorpresi di scoprire che la necessità di adattamento è grande anche nei Paesi sviluppati con buone infrastrutture. Il nostro metro di giudizio è che le persone vogliono mantenere il livello di protezione che hanno oggi, non vogliono che le cose peggiorino. Di conseguenza, nei Paesi con un livello di protezione abbastanza buono, bisogna fare molto per mantenere lo stesso livello di protezione e impedire che le persone debbano effettivamente lasciare le loro case a causa di inondazioni».

Per quanto riguarda i prossimi 2-3 anni, l’aumento dei rischi di alluvioni fluviali sarà determinato dalla quantità di gas serra già emessi nell’atmosfera, quindi non dipende dal fatto che limitiamo o meno il riscaldamento globale, ma Levermann conclude: «Tuttavia, è chiaro che senza limitare ben al di sotto dei 2 gradi Celsius il riscaldamento causato dall’uomo, i rischi di alluvioni fluviali nel nostro secolo aumenteranno in molte regioni fino a un livello a cui non potremo adattarci. Per mantenere le persone al sicuro, i rischi indotti dal cambiamento climatico devono essere presi sul serio e bisogna spendere soldi per l’adattamento. Se agiamo ora, possiamo proteggerci dai rischi dei prossimi due decenni. Ma ulteriori cambiamenti climatici devono essere limitati tagliando le emissioni di gas serra da combustibili fossili, per evitare rischi che superano le nostre capacità di adattamento, I nostri risultati dovrebbero essere un avvertimento per i decision-makers: se scelgono di ignorare il problema, purtroppo arriverà il disastro. E’ giunto il momento in cui l’attenuamento dei cambiamenti climatici futuri deve essere accompagnato dall’adattamento ai cambiamenti climatici che abbiamo già causato. Non fare nulla sarà pericoloso».