L’economista ambientale Massimiliano Mazzanti al tavolo “green economy”

Agenda 2030 di Bologna, l’Italia si interroga sulla concreta applicazione dell’Accordo di Parigi

Il 20-21/5 il convegno organizzato da Cnr, università di Bologna e Regione Emilia-Romagna

[16 maggio 2016]

agenda 2030 di bologna

La strada per lo sviluppo sostenibile è fatta sì di grandi accordi internazionali, senza i quali sarebbe impossibile raggiungere obiettivi dalla portata globale, ma anche della puntuale attuazione degli stessi. Una firma seguita da applausi non è sufficiente. Lo stesso vale per l’Accordo sul clima raggiunto a Parigi allo scadere dello scorso anno, durante la Cop21; si tratta di un documento dalla rilevanza storica, eppur frutto di un compromesso che va aggiornato, dettagliato, applicato. Fondamentale è definire idee sostenibili che permettano di disegnare una roadmap dopo la Conferenza di Parigi, e in questo filone s’inserisce la due giorni (20-21 maggio 2016) L’Italia sostenibile, idee e azioni per il futuro, organizzata dal Cnr, l’università di Bologna e la Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di enti che vanno dall’Anci a Confartigianato, da Legambiente a Confcommercio.

Il convegno – spiegano gli organizzatori – avrà come focus di buone pratiche la Regione Emilia Romagna con l’intento di portare esempi concreti di successo sul territorio, percorsi sostenibili al fine di rendere le sfide della Cop21 concretamente realizzabili: l’evento terminerà con un documento che si chiamerà “Agenda 2030 di Bologna su clima e sostenibilità ambientale: le buone pratiche e l’innovazione”, che conterrà gli intenti per affrontare le sfide attuali e dei prossimi anni, individuando azioni pratiche e realizzabili che possano definire gli scenari e porre le basi per le politiche ambientali nazionali.

In questo contesto, tra i tanti temi che saranno toccati durante il convegno (in allegato il programma completo) appare particolarmente rilevante il tavolo di confronto incentrato su “green economy: architetture delle città, flussi di materia ed efficienza delle risorse”, all’interno del quale spicca la partecipazione di relatori come l’economista ambientale Massimiliano Mazzanti – presidente dell’Aiear e membro del think tank redazionale Ecoquadro, che porterà la sua esperienza in fatto di economia e politiche ambientali collegate alla sostenibilità ambientale – o il primo ricercatore Istat Aldo Femia (che parlerà dell’analisi dei flussi di materia per una diversa misura del benessere).

Nel corso del confronto verrà argomentato cosa davvero significhi per l’Italia puntare verso un’economia circolare: un modello d’approdo per il quale è necessario apportare cambiamenti alla progettazione dei prodotti, ai modelli di mercato e d’impresa, ai metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse e ai modelli di consumo, determinando cambiamento e innovazione, non solo sulla tecnologia, ma anche su organizzazione, società, metodi di finanziamento e politiche. Durante l’evento saranno inoltre affrontate ed evidenziate – con le spirito che attraversa tutto il convegno bolognese – le buone pratiche che ridisegnano le nostre città del futuro a impatto zero. In quest’ottica, la riqualificazione dell’edilizia post-bellica, non anti-sismica e di scarsa qualità si pone come ipotesi da approfondire come motore di sviluppo e urbanizzazione sostenibile.