Lo strano caso della centrale dell’Edf a Hinkley Point che non rischia nulla economicamente

Aiuti di stato al nucleare: l’Ue apre un’indagine su quelli della Gran Bretagna

[18 dicembre 2013]

La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita «al fine di determinare se i progetti britannici miranti a sovvenzionare la costruzione e lo sfruttamento di una nuova centrale nucleare ad Hinkley Point (nella foto quella in via di dismissione) sono compatibili con i regolamenti dell’Ue in materia di aiuti di Stato».  In particolare, la Commissione si chiede se il progetto non abbia problemi di mercato energetico, come denunciano da tempo associazioni ambientaliste, comitati locali e il Green Party. La Commissione Ue in una nota ricorda che «L’apertura di un’inchiesta approfondita da alle parti interessate l’occasione di formulare le loro osservazioni sulla misura in causa. Non pregiudica in niente l’avvio della procedura».

L’inchiesta riguarda le tariffe di acquisto dell’energia stabili che, malgrado la volatilità dei prezzi dell’energia, il governo britannico prevede per ben 35 anni per i gestori della nuova centrale di Hinkley Point, cioè il gigante nucleare francese Edf. Quando il prezzo di mercato dell’energia sarà inferiore al prezzo di esercizio del nucleare, il governo (e quindi i contribuenti) con il “contract for difference” si accollerà la differenza. Se invece sarà superiore (cosa poco probabile) Edf dovrà fornire il sovra-prezzo al governo. La Commissione Ue fa notare che «In un caso come nell’altro, il gestore della centrale nucleare beneficerà alla fine di un livello fisso di guadagno e, pertanto, non sarà esposto ai rischi del mercato durante tutta la durata del programma. Il gestore beneficerà anche di una garanzia di Stato che copre ogni debito che cercherà di contrattare sui mercati finanziari ai fini della costruzione della centrale»

Se gli Stati membri dell’Ue sono liberi di determinare le loro politiche energetiche, Bruxelles rammenta a Londra che «Quando il denaro pubblico è peso per sostenere delle imprese, la Commissione ha l’obbligo di verificare se così facendo le regole dell’Ue in materia di aiuti di Stato sono rispettate e questo al fine di salvaguardare la concorrenza sul mercato unico». La Commissione quindi valuterà se la costruzione della centrale  nucleare sia possibile affidandosi solo al mercato, senza interventi dello Stato (cosa più che improbabile) ed «Esaminerà il “contract for difference”, la garanzia di credito così come il livello di aiuto pubblico previsto, il quale si basa su numerose congetture riguardo all’evoluzione del mercato e potrebbe raggiungere 17 miliardi di sterline in funzione dei futuri prezzi dell’elettricità e del costo reale per il gestore».

Joaquín Almunia, il commissario Ue alla concorrenza, conclude:  «Il Regno Unito ha ntificato un meccanismo che tende esplicitamente ad attrarre gli investimenti nell’energia nucleare. Si tratta di una misura complessa di un’ampiezza e natura mai viste prima. Così, la Commissione deve esaminare in maniera esaustiva le sue incidenze sul mercato britannico dell’energia e sul mercato interno dell’energia dell’Ue»